Autostima e immagine:l’X FACTOR dell’EFFETTO ALONE

8 settembre 2010 - Autore: vittoria.nervi

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Ti è mai capitato di pensare che qualcuno che hai appena conosciuto siccome ti è simpatico deve avere altre qualità?
Questo accade spesso,per esempio,se la persona ti piace.Chi ci piace,per associazione, diventa intelligente, capace, bravo, competente…

E’ un meccanismo automatico associare una qualità ad altre.Non esiste una spiegazione logica..ma avviene.  
Il meccanismo scatta facilmente per chi ha bella presenza.La bella presenza ci porta ad immaginare che ci siano altre qualità come per esempio simpatia,gentilezza,affidabilità

I due x factor
Quando incontri una persona o,per esempio,ti capita di fare un colloquio di selezione
Devi tenere presente che 2 x factor influenzano il giudizio

1 la prima impressione
che si basa esclusivamente su  sensazioni che trasmetti trasmetti in pochi secondi.
Sono i messaggi non verbali quelli che contanoe specialmente il tuo modo di vestire.
Contrariamente a quello che si dice,l’abito fa il monaco.
L’abito non significa solo il look ma anche quel ‘quid’ che crea nell’insieme il carisma,il fascino, la  credibilità, la fiducia e perché no il sex-appeal e il come comunichi tutto questo al primo impatto.

L’aritmetica della prima impressione
La prima impressione’ si basa sulla Regola del 4×10
Secondo questa regola ognuno si forma la prima impressione di un’altra persona da:
1. primi 10 secondi
2. primi 10 passi
3. prime 10 parole
4. primi 10 cm del viso

Al telefono bastano 45 secondi.Negli incontri faccia a faccia occorrono circa 4 minuti.
Nei primi  secondi si colgono e si giudicano gli aspetti più immediati e visibili poi la tendenza è quella di confermare quello che hai captato in prima battuta

Pensa per esempio ad un colloquio di lavoro
La  parte più importante per i primi minuti del colloqui è costituita da tutto ciò che “non è parola”, il non-verbale.
Se fai una buona impressione allora hai buone chance per il resto

Secondo alcuni studi per cancellare una prima impressione negativa sono necessarie in genere dieci successive impressioni positive. Il problema è che molto spesso non hai una seconda possibilità di svolgere il colloquio per correggere il tiro.

Lo stesso vale per un incontro ‘galante’
Cancellare una prima impressione negativa è una operazione faticosa perché ci costringe a rivedere tutte le informazioni che abbiamo captato dai segnali,togliere le etichette e cercarne altre.
Ecco perché è difficile cambiare idea se una persona ti è antipatica a pelle
Comunemente si dice “la prima impressione è quella che conta”.
Ognuno tende sempre ,per economia, a scegliere la strada più veloce per formarsi un’impressione, anche se magari è sbagliata o si basa solo su apparenze.
Nell’elenco delle categorie di giudizio e pregiudizio ci sono 4 categorie base: l’età e il sesso, nazionalità, razza

 

2 l’effetto alone
la tendenza a considerare positivamente qualcuno che assomiglia molto a noi nel modo di agire, di pensare e di comunicare.E’ il potere delle associazioni.Questo meccanismo, chiamato effetto alone,scatta quasi sempre automaticamente.
Si generalizza partendo da un particolare.
Si allarga ad altri campi un particolare che ci colpisce.

L’”effetto alone” si verifica “quando una caratteristica di una persona domina la percezione che gli altri hanno di lei, anche riguardo ad altri aspetti” (Cialdini -Le armi della persuasione).

DUE ESEMPI
Il colloquio di selezione

Accade anche,per esempio,durante i colloqui di lavoro che chi seleziona faccia questa equazione inconscia
sicuro di sé quindi competente
Un candidato se fa subito una buona impressione continuerà ad essere percepito ‘buono’ in generale.
Questo è altrettanto vero per il contrario
Se chi conduce il colloquio classifica in negativo alcuni aspetti di quel candidato  finirà per notare solo gli aspetti negativi,i punti deboli,quello che non sa fare,cosa non risponde…
L’obiettivo è quello di trasferire l’alone “positivo” dalla persona famosa al prodotto, per creare un’associazione vincente.

il testimonial
Un altro esempio dell’uso dell’effetto alone viene dalla pubblicità con l’uso dei testimonial,di solito persone famose che fanno pubblicità ad un prodotto.

Se vuoi che gli altri ti trovino ok tu, per prima, devi sentirti OK 
E’ importante per dare una immagine di te positiva sapere quale è e come è la tua immagine.
La sfida è svilupparla in modo accurato per fare in modo che quello che tu vuoi comunicare arrivi agli altri in modo corretto ed efficace.

La tua immagine ADESSO riflette la persona che sei?

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GLI ATTREZZI DELLA IMMAGINE    qui i dettagli

Immagine-autostima: che impressione dai agli altri? l’ABC della prima impressione

1 settembre 2010 - Autore: vittoria.nervi

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Ti sei mai chiesta,dopo un colloquio di lavoro o il primo incontro con un potenziale partner che impressione hai dato? E’ quella che tu volevi? Che impressione vuoi dare di te agli altri?Che immagine vuoi lanciare nel mondo ?

 

L’ABC della prima impressione
1 la logica non c’entra

Il nostro cervello impiega pochi secondi per mettere l’etichetta su una persona nuova e decidere se è competente,affidabile,simpatica.. oppure il contrario.
Accade in campo professionale e privato in tutte le relazioni.
Il nostro cervello raccoglie rapidamente l’immagine come una Polaroid che si sviluppa all’istante,una fotografia da capo a piedi dell’altra persona,una istantanea che rimane impressa nella memoria:come si veste,come si presenta,come si muove e comunica.Questo primo giudizio non è affatto influenzato dalla logica. Se qualcuno all’inizio ’sente’ a pelle che tu sei una persona con cui non vuole avere a che fare è difficile che si instauri un dialogo,un business o una relazione.

2 è una questione di percentuali
Il giudizio che gli altri danno di te non dipende inizialmente da quello che dici,dalle parole che usi. Prima che tu dica una parola l’altra persona ha già la sua impressione su di te e viceversa.
Più dell’80% della prima impressione dipende dalla immagine che proietti (il tuo stile,gli abiti che indossi,i colori che preferisci,la tua pettinatura…)e dal linguaggio non verbale che usi ( la postura,il tono di voce,i tuoi gesti,le espressioni del tuo viso…)

Quando dai una cattiva impressione quella rimarrà a lungo e non importa quello che farai per riaggiustare il tiro.Non è giusto..d’accordo..ma è un fatto.Certo la prima impressione può essere sbagliata e si può cambiare col tempo.Puoi,come tutti, prendere autentiche cantonate, supervalutare una persona che non se lo merita o evitare qualcuno che è davvero in gamba perché la prima opinione che ci facciamo dipende da aspetti emozionali.

3 i  quattro  filtri
Come si forma la prima impressione?In maniera subliminale.L’altra persona ti vede con i suoi occhi e ti giudica non solo se sei simpatica,
competente,affidabile,sicura di te o no ma anche quanto lo sei.Per farlo usa in maniera tutta personale 4 filtri:
 
1 la tua credibilità

La credibilità è un insieme di elementi diversi:onestà,
intelligenza,sinceraaffidabilità, sicurezza di sé,competenza…

2 la tua simpatia
La simpatia è una questione di pelle,di capacità di mettere a suo agio l’altra persona e cosa potresti avere in comune con lei.Questa simpatia viene comunicata attraverso il tuo comportamento,i tuoi vestiti,la tua voce,l’età,l’esperienza,l’appartenenza o meno allo stesso genere o nazionalità…

3 il tuo fascino personale
Il fascino che eserciti sugli altri è una alchimia di come presenti te stessa a 360° (il tuo corpo,le tue emozioni,i tuoi pensieri,la tua anima) e come traduci tutto questo nella tua immagine.Il tuo total look comunica direttamente quanto stimi te stessa,quanto ti rispetti e quanto sei sicura di chi sei e cosa sai fare.Vorrei fare due citazioni di una icona della bellezza

Il sex appeal è qualcosa che ti senti dentro.
Posso trasmetterlo in ugual misura quando sono completamente vestita, quando raccolgo mele da un albero o quando me ne sto ferma sotto la pioggia.
La mia vittoria più grande è stata quella di essere capace di convivere con me stessa, di accettare i miei difetti… Sono molto lontana dall’essere umano che vorrei essere. Ma ho deciso che non sono tanto male, dopo
tutto.
Audrey Hepburn

 4 la fiducia in te stessa
Tutto parte da te,da quanto conosci le tue doti,le tue qualità,le risorse che puoi mettere in campo nel mondo,da quanto dai spazio al tuo valore e quanto credi in te stessa.Se la fiducia è scarsa ti sottovaluti,hai paura a prendere l’iniziativa,a farti notare,a far rispettare il tuo spazio,le tue idee…Magari costruisci una immagine poco autentica per sentirti a tuo agio e gli altri lo captano

L’immagine è presentare e comunicare al meglio chi sei.Ci vogliono 30 secondi ..e hai già dato agli altri la prima impressione.

Se dai la giusta impressione e comunichi con successo la tua personalità e le tue capacità gli altri risponderanno di conseguenza.

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Post ferie:i rimedi per riprendere il tuo ritmo

25 agosto 2010 - Autore: vittoria.nervi

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La nostra lingua e’ strana chiamiamo ferie i giorni non lavorativi e giorni feriali quelli durante i quali lavoriamo.

Forse per te è gia’ iniziato o inizierà il post ferie,il rientro nel tran tran quotidiano.
Se c’è’ lo stress  di un anno da smaltire prima delle ferie spesso c’e anche lo stress post- ferie.
Gli americani lo chiamano post- vacation blues.

Secondo l’Istat 10% dei lavoratori presenta dei sintomi da stress dovuti al cambiamento di ritmo al rientro (poi ci sono i workaholics che si stressano di piu’ in vacanza che al lavoro ma questo e’ un altro discorso).

lo stress da rientro
Ogni cambiamento porta con sé una dose variabile di stress e il rientro conferma la regola. Il rientro dalle vacanze,richiede un adattamento graduale.

Cambia Il ritmo della giornata,il modo di nutrirsi e ritorna puntuale la sindrome della sveglia che trilla al mattino.
In inglese la chiamano alarm clock..gia’ quando suona sembra  il codice rosso e non importa  se il suono e’ soft o no.

PRIMA SETTIMANA:SHOCK DA RIENTRO
Non riesci a riprendere il ritmo?
sei spompato già a metà mattina?il tuo sonno è una altalena di risvegli?
ricomincia il mal di testa o la difficoltà a digerire i pranzi veloci in mensa o i panini megacalorici?
A livello fisico molti al rientro si sentono fuori fase,la soglia della sopportazione è a zero come pure l’interesse per il lavoro.

COSA PUOI FARE
1 ingrana la marcia senza fretta
Sono necessari almeno due giorni di start up per riabituarsi al tran tran solito La tattica del ‘faso tutto mi’ e’ fonte di stress.Meglio delegare,farsi aiutare o fare a piccoli passi poco per volta.Come dice il proverbio’chi va piano va sano e va lontano.Saggezza popolare da tener presente in questi tempi di corri-corri,di ‘rat race’ (corsa dei topi) come dicono gli inglesi.

2 ritagliati il tuo quality time
Un po’ di qualità time per sé non fa mai male.
Il tuo hobby,una attività che ti piace fare senza importi nulla di particolare Solo il piacere di gustare ed essere padroni del proprio tempo per ricaricarsi. La musica,la lettura,una passeggiata breve,due o tre massaggi per gratificarti e prenderti cura di te…
Lascia perdere la tv e i soliti noiosi malati di protagonismo del piccolo schermo.Warhol aveva ragione quando diceva che per 15 minuti di notorietà la gente farebbe e direbbe chissa’ cosa.Tuttologi,sedicenti esperti dell’ovvio,
gossip da 4 soldi,tanto fumo e zero arrosto.

3 lascia andare
Se le vacanze non sono andate come previsto non ruminarci sopra con avrei dovuto…se sapevo…Spesso si parte da amici e si ritorna con la scoperta dei loro difetti,manie che urtano.Nessuno e’ perfetto.

4 Focalizzati sugli aspetti positivi del qui e ora
Dipende da te non farti coinvolgere da quelle persone che passano il tempo a lamentarsi o a distribuire pensieri negativi e sfiga.
Datti dei piccoli obiettivi all’inizio.Non richiedere a te stesso uno sforzo a 360°
( qualcuno dira’..beh dillo al mio capo…).
Non essere troppo critico con te stesso o perfezionista,non sei una macchina.Impara a delegare.Col computer basta fare on/off.
Come persona hai oltre che il corpo (l’hardware) anche dei delicati software:
le emozioni
i pensieri
i ricordi (che non sono semplice memoria come nel computer)
le relazioni con gli altri…

Ogni tanto una deframmentazione del tuo hard disk non fa male.
Rallenta e cerca il tuo ritmo per entrare nella nuova stagione.
Fatti aiutare dalla musica.

4 le cinque domande
Molte persone non sono ‘presenti’ nel qui e ora,sono poco consapevoli di ciò che sta loro succedendo,non ascoltano le loro sensazioni,non danno importanza alla loro intuizione.agli  stati d’animo ,tutti segnali-guida che aiutano ad affrontare il quotidiano.
Perls,padre della Gestalt,indicava 5 domande-chiave per vivere ogni attimo con consapevolezza
cosa sto facendo?
cosa sento in questo momento?
cosa voglio ?
Cosa sto evitando?
cosa mi aspetto?

Queste domande ci servono a rimanere connessi con le sensazioni del proprio corpo,le emozioni e i propri pensieri.E’ importante  sperimentare sè stessi il più possibile ,conoscere i propri desideri,ciò che è buono per sé,ciò che ci fa star bene dentro in modo da muoversi nel mondo con maggiore assertività.
Qui’ ed Ora rappresenta l’importanza del presente, vivere ed agire il presente.

‘la vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a realizzare altri progetti’
John Lennon

MUSICOTERAPIA
Relax
 Il lago dei cigni,di Ciaikovskij; Musiche new age e suoni della natura;Concerto per piano n. 2,di Rachmaninov.

benessere psicofisico
musica country-western, gospel,spirituals

ansia
Preludio del Lohengrin di Wagner; Adagi  di Bachelbel; Terzo atto del Nabucco di Verdi.

insonnia
I Notturni di Chopin

concentrazione
Concerto per piano n. 24, di Mozart;i Concerti di Haydin.

Per riprendere lo studio
Canti gregoriani;La Primavera, di Vivaldi.

  

Non preoccuparti,perché ti preoccupi?Cosa fare?(part 2)

20 agosto 2010 - Autore: vittoria.nervi

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La preoccupazione da’ a una piccola cosa una grande ombra
 Proverbi svedese

Molte  persone sembrano essere programmate per  preoccuparsi come se avessero un timer settato.
Quando tutto va per il verso giusto o non ci sono particolari preoccupazioni ecco che incominciano a preoccuparsi che le cose stiano andando troppo bene.Certamente,pensano, arriverà qualcosa a rompere l’incantesimo.
L’obiettivo inconscio è poter dire ‘ecco lo sapevo’ o variazioni sul tema del tipo’capitano sempre a me’ a me va sempre male ….

il cast dei fantasmi
♦quello del futuro incerto
♦quello del “cosa dirà yy,cosa penserà  la gente”
♦quello dell’ ipocondria nei propri riguardi o di qualcun altro per cui un dolore a sinistra potrebbe essere la fine e via dicendo

Quelli che …’nel dubbio,meglio che succeda qualcosa’
Ci sono persone che non tollerano l’incertezza,il non sapere,l’imprevisto.
Ogni dubbio deve essere risolto su-bi-to,ad ogni costo e ogni punto di domanda deve avere la risposta IMMEDIATA.
Se progettano una vacanza,qualcosa di nuovo devono essere sicuri al 100% che tutto sia in ordine al millesimo di micron.
Se incontrano la potenziale anima gemella devono sapere,capire ‘mi ama o non mi ama? Come andrà a finire?
Vogliono un certificato di garanzia  prima di continuare.
Vorrebbero la sfera di cristallo ma in mancanza chiedono a destra e a manca ‘tu che ne pensi?
Meglio che accada qualcosa subito piuttosto che aspettare sui carboni ardenti.
Preoccuparsi in anticipo è per loro una specie di ‘prove di trasmissione’ per prepararsi a un probabile e fantomatico peggio.
Tutto DEVE essere sotto controllo.

La preoccupazione è come la pressione del sangue. Se è ok si vive bene ma troppo alta può spedirti a miglior vita

L’altra faccia della medaglia
Preoccuparsi non è sempre negativo.E’ la intensità che non va.
Una giusta dose di preoccupazione è utile per
♦motivarci ad agire
♦trovare la soluzione a un problema
♦trovarci attrezzati per gli imprevisti
♦evitare di lasciarci travolgere a sorpresa dagli eventi

Preoccuparsi è utile se la tensione ti spinge ad agire,a  passare da un atteggiamento passivo di standby che ti paralizza  nella tua paura a un atteggiamento proattivo
che credenze hai a proposito delle preoccupazioni positive?

STRATEGIE OK
Tollerare  L’INCERTEZZA
Preoccuparsi non fa  aumentare la certezza,non da’ la giusta lucidità per agire.Affrontare il bisogno di avere sempre tutto sotto controllo è importante perché questo è il fattore chiave che fa scattare il meccanismo-preoccupati
Più si tollera di rimanere in questa specie di limbo,più si accetta di non poter sapere, più si riduce il ‘doversi preoccupare’

5 domande
1 posso ottenere la certezza in qualche modo?
2 quali sono i vantaggi e gli svantaggi del cercare  certezze in questa situazione
3 faccio previsioni negative quando  non sono certo di qualcosa?Potrebbero probabilmente accadere  anche cose positive?
4 quale è la probabilità che le cose che prevedo possano avverarsi?
5 ci sono dei momenti o delle situazioni nelle quali posso tollerare l’incertezza,il non sapere o capire?
6 come fanno gli altri a tollerare l’incertezza? Posso imparare qualcosa da loro?

La tecnica delle 3 domande
Quando inizi a preoccuparti troppo e non riesci a pensare ad altro prova subito a bloccare i pensieri negativi per spegnere l’interruttore del ‘mi preoccupo’

E’ VERO? (quello che penso)
se la riposta è sì passa a ‘come lo so che è vero?
( lo sai per certo o presupponi,immagini…)

E’ UTILE? (quello che penso)
in altre parole..tutto questo mi aiuta a chiarire,ad essere lucido o mi confonde di più)

Se la risposta a una qualsiasi delle domande è NO allora pensa a qualcosa d’altro,qualcosa che ti faccia sentire bene o prova a passare all’azione staccando per un momento per fare altro.
Il segreto è fermarti nell’esatto secondo quando ti accorgi che i primi pensieri inquinanti stanno per mettere fuori uso il tuo sistema di allarme

MI FA SENTIRE BENE?
(dentro di me,nei miei riguardi,nei riguardi di….,in questa situazione)

In pratica
Lightbulb / Ideacerca un modo più realistico di guardare alla situazione
Lightbulb / Ideaquantifica la probablità da 1 a 10 che quello che ti fa paura accada
Se la probabilità è bassa quali potrebbero essere i risultati?
Lightbulb / Ideaquanto mi costa preoccuparmi?
Lightbulb / Ideacosa direi a un mio amico se avesse questa preoccupazione?

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11 agosto 2010 - Autore: vittoria.nervi

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Ognuno prima o poi si preoccupa per qualcosa o per qualcuno
Almeno una volta al giorno il Mr.Preoccupati 
pianta qualche messaggio nella giornata.Questo fa parte del life game.
Ma cosa succede quando ci lasciamo avvitare dal circolo vizioso e cominviamo ad innervosirci, a irrigidire il corpo e riempire la testa di domande?

IL BLA BLA BLA
Preoccuparsi è una attività che incomincia nella mente.Questa inizia a metterci davanti in sequenza scenari possibili come se fossero fotogrammi di un film con una di quelle colonne sonore tipo profondo rosso che lasciano col fiato sospeso in attesa dell’evento
 
La domanda chiave
che cosa può succedere se….?
se non passo l’esame
se non riesco a pagare il mutuo?
se succede qualcosa a ( nome di una persona a cui tieni)
se mi ammalo di….
se non mi rinnovano il contratto

Se noti tutti questi esempi riguardano situazioni esterne o personali

quali sono le tue 2 maggiori preoccupazioni?
quali sono le domande ‘che cosa può succedere se….?’ Che ti fai più spesso?

I BOTTONI DELLE PREOCCUPAZIONE

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Il bottone ‘preoccupati’  può scattare per varie ragioni spesso legate a cose esterne
* vedi certe immagini alla tv,sui giornali
*senti certe notizie o una conversazione
*ti capita qualcosa che non ti aspettavi
(una decisione da prendere,una gatta da pelare..)

Ma ci sono anche pensieri e immagini che spuntano di sorpresa,si materializzano dal nulla senza una ragione mentre stai facendo tutt’altro come quei pop up che si accendono quando apri un sito ‘il tuo pc può essere infettato dai virus’
Se incominci a dar retta a quel pensiero o immagine ecco che la domanda ‘e se poi…? Inizia a circolare nella tua mente
Ti è mai capitato ad un tratto mentre stai facendo tutt’altro di pensare ‘ e se ho lasciato il gas acceso? Se non ho chiuso la porta?
Se decidi di non dare retta e pensi che non è possibile il bottone si spegne
Ma se decidi di dar retta alla faccenda ecco che si aprono a ventaglio gli scenari che vanno da ‘mi brucia l’arrosto a ‘e se poi mi va a fuoco la cucina? se entra qualcuno e mi deruba?

IL CATALOGO DELLE PREOCCUPAZIONI
* quelle che si ripetono nella mente come il replay di una partita,pesnieri ricorrenti che risuonano come un disco rotto
* fantasmi delle incertezze sul domani.L’essere in balia,il restare come color che stan sospesi ti innervosisce
* quelle che si insinuano e disturbano ostinatamente quello che stai facendo come gocce da un rubinetto che perde.A poco a poco non riesci a concentrarti,ad addormentarti
* quelle che hanno come obiettivo il farti rimandare
* quelle che ti sfidano ‘vediamo se riesci a non preoccuparti’

Il catalogo è vario e ognuno ha il suo personalizzato

DUE STRATEGIE INEFFICACI
1 evitare
per frenare la preoccupazione (e se poi mi va male? Se non sono capace di… se faccio una figura di m..) eviti di affrontare il problema o rimandi o lasci a qualcun altro il campo
Un altro esempio?
per evitare di preoccuparti non guardi il telegiornale che ormai è diventato una lista di incidenti,assalti,violenze che sono in agguato appena metti il naso fuori di casa.Queste notizie posso far scattare il bottone se hai una persona in viaggio o stai in pensiero per tuo figlio
Cosa è sbagliato?
Adottando questa strategia limitiamo l’opportunità di imparare che il risultato non è così disastroso come ci si immagina,che ci sono altri modi oltre che preoccuparsi e basta.Questo non neutralizzala preoccupazione,la sposta semplicemente come se nulla può essere fatto.

2 controllare
cercare di controllare i pensieri,di fermarli,di ragionare in maniera logica.fare qualcosa d’altro o pensare positivo
Funziona?
Nella maggior parte dei casi no.
Cercare di ragionare con le nostre preoccupazioni è inutile.Non c’è peggior sordo.
Ognuno di noi vuole avere la certezza al 100% che non succederà,essere rassicurato e invece Mr.Preoccupati le inventa tutte per non farci stare tranquilli e per darci scacco matto con le variazioni ‘e se invece..? insinuando il tarlo del dubbio,della paura

Ma c’è qualcosa di positivo nel preoccuparsi? Quali sono le strategie vincenti?
Seguimi nel prossimo articolo

 

La CRESCITA personale?Una bufala (ecco perché)

9 agosto 2010 - Autore: vittoria.nervi

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La parola ‘crescita’ personale mi fa spesso pensare al crescere in senso di aumentare di misura,di statura,di larghezza…
Una pianta cresce ma noi non siamo semi di pomodoro o bietola seminati nell’orto della vita.
Certo ognuno di noi cambia costantemente.Ognuno di noi è cresciuto a livello fisico,mentale ed emotivo.Ma se ognuno continuamente cambia una parte di noi resta immutabile per sempre.Ed è a quella parte immutabile che ognuno deve far ritorno
Ciò che noi chiamiamo inizio è spesso la fine, E la fine è solo un inizio. ciò che noi chiamiamo inizio è spesso la fine  e finire è cominciare.La fine è il punto da cui noi iniziamo.”
 

 

Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.
Thomas Sterne Eliot (da Quattro quartetti)

Ritornare al quadro originale
Una ragazzina ha deciso di dipingere un quadro con una casa in tempo per il compleanno della madre.
Nella sua mente il quadro è già finito, ella sa come attuarlo nel più piccolo dettaglio, resta soltanto di metterlo giù sulla carta. Prende la scatola con i colori, e  si mette al lavoro.
La ragazzina sta dipingendo contenta quando arriva qualcuno e le dice: “Perché non metti la finestra qui…guarda che il tetto dovrebbe andare così”.
Il risultato?Ora sta mettendo giù sulla carta soltanto “idee altrui”.
Può scocciarsi, diventare irritata, infelice o impaurita nel rifiutare questi suggerimenti o incominciare a odiare il quadro e forse strapparlo: la reazione dipenderà dal carattere.
Morale
Ognuno sa da quando viene al mondo quale quadro dipingere.Spesso però fra il dire e il fare si mette in mezzo dell’altro
tratto da “LIBERA TE STESSO” di Edward Bach

Ad un certo punto molti si accorgono di aver incamerato e fatto proprie convinzioni sbagliate,pensieri che remano contro,etichette e doveri imposti che non fanno parte del proprio disegno.
E’ qui che inizia la svolta..l’inventario per iniziare a togliere quello che non ci appartiene

Togliere il superfluo
Il nostro scopo non è la crescita,dice Hillman psicologo statunitense, bensì la perdita
In ogni cambiamento  si lasciano andare parti di sé che non sono più vere per noi stessi e la perdita delle illusioni su ciò che siamo, in modo da lasciare emergere il nucleo più profondo dell’anima.

Niente è stabile come il cambiamento
Qualsiasi forma assume, il cambiamento è l’unica cosa di cui siamo sicuri.
A volte può essere una sfida eccitante,altre volte imboccare la strada nuova può far paura

Ogni persona ha i propri draghi.
Quando rinunciamo a fare qualcosa per paura, quando subiamo senza reagire, quando rinunciamo alle nostre idee per opportunismo, quando accettiamo situazioni contrarie alla nostra etica, quando abbandoniamo le nostre aspirazioni e ci rassegniamo nell’insoddisfazione…i draghi hanno vinto la partita.
Quando, invece, nonostante la paura, decidiamo di affrontarela sfida ,iniziamo un viaggio dentro un territorio sconosciuto.E’ lì che si compie la nostra trasformazione.
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Indipendenza emotiva: i 10 attrezzi per navigare la tua vita al 100%

3 agosto 2010 - Autore: vittoria.nervi

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Esiste una ricetta per prendere la vita nelle proprie mani,tenere il timone e andare avanti superando ostacoli e tempeste?
Madre Teresa amava dire
La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala..
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è un mistero,scoprilo
La vita è una avventura,rischiala.  
La vita è un’avventura, rischiala.a sfidato,ti ha messo alla prova in vari campi.
Dietro ognuna di queste esperienze c’e’ una motivazione. Gli inglesi la chiamano blessing in disguise cioe’ una situazione che nella sua difficolta’ nasconde delle opportunita’ di cambiamento in seguito.

Nel rischio e nella sfida c’è una opportunità che ci viene offerta per capirci meglio o capire gli altri,per vedere con occhi nuovi.
Nel momento della prova siamo confusi, al buio poi il tempo ci restituisce la chiave per aprire la risposta. 

Forse anche tu hai passato momenti in cui la vita ti

I 10 attrezzi
1 ESSERE AUTOCONSAPEVOLI
♦osservare sé stessi e riconoscere i propri sentimenti
♦costruire un vocabolario per i sentimenti
♦conoscere il rapporto tra pensieri,
sentimenti,reazioni

2 DECIDERE PERSONALMENTE
♦esaminare le proprie azioni e conoscerne lconseguenze
♦sapere se una decisione è dettata dal pensiero o dal sentimento applicare queste idee alle vicende importanti della vita

3 CONTROLLARE I SENTIMENTI
♦colloquiare con sé stessi
♦capire che cosa c’è dietro ad un sentimento(ad es. il senso di offesa è sotteso alla collera)
♦trovare modi di controllare paure, ansie, collera, tristezza

4 ESSERE EMPATICI
♦comprendere i sentimenti e le preoccupazioni degli altri e assumere il loro punto di vista
♦apprezzare i diversi modi con cui le persone guardano alla realtà

5 COMUNICARE
♦parlare dei sentimenti con efficacia
saper ascoltare e saper fare domande
♦distinguere tra ciò che qualcuno fa o dice e le tue reazioni al riguardo
♦esporre il proprio punto di vista invece di incolpare gli altri

6 ESSERE APERTI
♦apprezzare l’apertura e costruire la fiducia in un rapporto
♦sapere quando si può parlare dei propri sentimenti senza rischio

7 ESSERE PERSPICACI
♦identificare modelli tipici nella propria vita emotiva e nelle proprie reazioni riconoscere modelli simili negli altri

8 AUTOACCETTARSI
♦sentirsi orgoglioso di sé e considerarsi in una luce positiva
♦riconoscere i propri punti forti e le proprie debolezze
♦essere capaci di sorridere di sé stessi..l’autoironia alleggerisce il piombo del ‘vedo tutto nero’

9 ESSERE PERSONALMENTE RESPONSABILI
♦assumersi le responsabilità
♦riconoscere le conseguenze delle proprie azioni
♦accettare i propri sentimenti e umori
mantenere gli impegni assunti

10 ESSERE SICURI DI SE’
♦affermare i propri interessi o punti di vista senza rabbia

Hai qualche altro attrezzo che ti è servito nel tuo viaggio quotidiano… da aggiungere?

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Vuoi iniziare qualcosa di nuovo?: Le 7 cose da fare

12 luglio 2010 - Autore: vittoria.nervi

 
inizia col primo passo,incominciare,cambiamento,nuovo progetto,fIducia in sé
Quando decidi di fare qualcosa di nuovo e muovi i primi passi spesso hai voglia di vedere subito qualche risultato e diventi impaziente?
Per non perdere la pazienza nel boom entusiasmo per la novità cosa fare?

Le 7 tattiche
1 usa la mentalità del principiante
renditi conto che stai facendo qualcosa che non hai mai fatto quindi è facile sentirti un po’ come un turista in un posto nuovo che deve prendere confidenza con la lingua,le strade,nuove abitudini…

2 datti il tempo
prima di verificare se funziona o meno prima di gettare la spugna e dire ‘non sono capace…è troppo difficile..ma chi me l’ha fatto fare.. e tornare sui tuoi passi.Le cose non sono mai perfette al primo colpo.
Questo vale per i perfezionisti.
Se aspetti di alzare le ancore per iniziare il tuo viaggio quando sai il 100%,hai tutto quello che ti serve non salperai mai.

3 mantieni il tuo humour
Iniziare cose nuove comporta sempre una certa dose di ansia.L’antidoto è sdrammatizzare con un po’ di autoironia e un sorriso.Anche se non c’è proprio niente da ridere e stai armeggiando con qualcosa che ti dà sui nervi prova a schiacciare il bottone smile e datti il permesso di sorridere.
Nel riso si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio), il cervello si “distrae”, i pensieri negativi perdono il loro potere, la mente si distende
L’umorismo è il più potente meccanismo di difesa. Permette un risparmi di energia Con una battuta blocchiamo l ‘irrompere di emozioni spiacevoli. (Freud)

4 accettazione al 100%
Tieni a freno i giudizi negativi che passano nella tua testa,i dubbi del tipo’ ce la farò’… che inquinano  il tuo progetto.Nessuno è perfetto e ogni errore serve a correggere il tiro e a fare meglio la prossima volta.
Applica la tattica dell’accettazione incondizionata.
Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi

5 scegli la tua colonna sonora
Quando hai bisogno di una accelerata o per neutralizzare le paure di non farcela la musica può darti l’ispirazione e la giusta carica.
Qualche suggerimento?
The Eye of the Tiger ;Gonna Fly Now (leit motiv del film Rocky)
We Will Rock You  dei Queen
Ready To Go  dei Republica -
It’s my life Bon Jovi

6 comunica agli altri quello che stai facendo
Fai sapere alle persone che stimi e con le quali sei a tuo agio a che punto sei,quale è il tuo obiettivo,chiedi un loro feedback

7  cerca il tuo team di supporto 
Iniziare qualcosa di nuovo è come andare in campo per giocare una partita.
Fa sempre piacere sentire il coro di ohhh di supporto
Può darsi che alcuni tuoi amici o qualcuno della tua famiglia si adoperino per farti desistere o critichino troppo trovando difetti o imperfezioni oppure ti diano consigli non richiesti facendoti aumentare l’ansia che all’inizio per tutti è già difficile da gestire.
Con quali persone ti sentiresti a tuo agio,incoraggiato e supportato in una situazione incerta o rischiosa?

L’amico è colui che ti incoraggia senza invidia e timore di essere superato

Quegli amici che hai e la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d’acciaio.
W.Shakespeare

 

Counseling e aromacologia: gli oli essenziali per il tuo benessere emotivo

10 luglio 2010 - Autore: vittoria.nervi

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Un profumo o un odore può farci ricordare momenti,
situazioni e stati d’animo.
Ognuno di noi ha una memoria olfattiva poiché è stato condizionato già dall’infanzia con determinati aromi.I primi odori memorizzati sono i più potenti nel suscitare in noi stati d’animo positivi o negativi.
Tutto dipende da quanto importante è stata quella esperienza e come l’abbiamo memorizzata.
Più antiche sono le memorie olfattive, più profonde sono le emozioni che risvegliano.

L’olfatto è il nostro senso primordiale.Attraverso la respirazione (respiriamo 23000 volte al giorno e ogni volta annusiamo qualcosa la qualità dell’aria,la presenza di pericoli o di un’altra persona.
L’olfatto a differenza del gusto
Arrow Iconrileva a distanza gli odori e i profumi
Arrow Iconriconosce le persone(ciascuna persona ha il suo odore caratteristico)
Arrow Iconinfluisce sul giudizio che diamo degli altri e sulla scelta del partner
Arrow Iconcapta il loro stato d’animo (le emozioni possono essere comunicate attraverso l’odorato).

L’effetto psicologico degli odori dipende soprattutto dal loro effetto sul sistema nervoso e dalla memoria a cui sono associati. Gli odori che ricordano la casa e la famiglia sono rassicuranti.

Gli essere umani nel corso dell’evoluzione, hanno perso l’abitudine ad esercitare il senso dell’olfatto dato che dei circa 400mila odori esistenti siamo in grado di riconoscerne non più di 10mila.
Ne hanno parlato Proust nel suo romanzo “Alla ricerca del tempo perduto” e Suskind ne “Il profumo”.

Il naso e il cervello
l’olfatto è l’unico ad essere direttamente collegato al cervello.Gli odori sentiti non vengono, infatti,né filtrati né censurati dai nostri centri cerebrali consci.

Gli studi sui vari oli essenziali  confermano che una volta inalati,entrano in contatto con le terminazioni nervose delle narici collegate al sistema limbico,la parte più antica del nostro cervello, ove risiedono le emozioni e si generano le sensazioni di simpatia,
amore,sessualità, si stratificano la creatività, l’umore e i ricordi.
Spesso un evento negativo,un momento di rabbia o una situazione stressante, sono legati ad un particolare odore o sapore.
Ogni volta che risentiremo quell’odore l’evento e gli stati emotivi di  quel momento verranno riportati nel presente.

Il counseling e l’aromacologia
E’ possibile riequilibrare uno stato d’animo negativo,alleviare lo stress,calmare l’ansia,aumentare la concentrazione agendo sull’olfatto?
L’aromacologia dice di sì e ha prodotto una serie di risultati scientifici

Che cos’è l’aromacologia?
La parola “aroma” significa fragranza gradevole. Le fragranze in questione sono olii essenziali ricavati da piante, fiori e frutti.
La scienza della Aromacologia  nata negli anni ‘80 studia le relazioni esistenti fra psicologia e profumi che influenzano i nostri comportamenti e le nostre reazioni.

L’azione degli oli essenziali:i 3 livelli
Gli oli agiscono sulle tre dimensioni dell’essere umano:
♦livello energetico interagiscono con il campo magnetico umano e allineando l’energia
♦livello mentale calmano, tonificano e riequilibrano il sistema nervoso.
♦livello fisico con differenti proprietà.
Per questo motivo, è importantissimo riempirsi di odori “buoni” per l’umore, di profumi che possono stimolare la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina
.
Certi olii essenziali possono far scattare nella mente un’associazione piacevole,che aiuta il nostro corpo a rilassarsi o ricaricarsi.
 
qualche esempio
l’olio essenziale di ginepro e ylang ylang
per neutralizzare i sensi di colpa
incenso e cipresso
 per superare il periodo del lutto
olio di pompelmo da diffondere nel proprio spazio di lavoro per mantenere la motivazione all’inizio di un nuovo progetto
olio di salvia sclarea
dopo un momento stressante per rilassarsi e avere conforto
hai i nervi a fior di pelle e sei un po’ giù di corda? l’olio di menta può darti una mano.
 
Gli oli essenziali possono essere scelti,miscelati e personalizzati secondo le esigenze e usati in vari modi :diffusi nell’ambiente, inalati e fissato nella  memoria

I colloqui di counseling insieme alla scelta degli oli essenziali adatti aiutano il/la cliente a ritrovare il suo equilibrio psicofisico,migliorare l’umore,valorizzare la propria immagine,aumentare la propria autostima….

Ecco una composizione che ho dato di recente ad una mia cliente e che può funzionare anche per te

Mix  sicurezza di sé
5 gocce di olio essenziale di alloro
4 gocce di olio essenziale di cipresso
4 gocce di olio essenziale di rosmarino
4 gocce di olio essenziale di cedrolegnoIn una boccetta di vetro scuro da 10ml metti gli oli.
Aggiungi olio di mandorle fino al riempimento. Scuoti la boccetta per mixare gli oli.

 

Usa il mix per massaggiare il plesso solare, l’addome e dietro sulla schiena la zona sacrale.Versa poi alcune gocce sul palmo delle mani e inala il profumo al mattino o durante il giorno quando ne senti il bisogno.

Come lasciare la strada vecchia e provare qualcosa di nuovo

5 luglio 2010 - Autore: vittoria.nervi

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Stai pensando ‘è ora di cambiare?’.Forse sei stufo del solito tran tran o magari vuoi imparare qualcosa di nuovo,lanciarti in un progetto,cambiare aria.

Quello che conosci bene,il tuo spazio familiare che conosci ad occhi chiusi per vari motivi è diventato grigio,prevedibile.
Hai mai avuto quella sensazione ogni mattina appena ti ripetere lo stesso film?
Prima o poi capita a tutti di cercare qualche novità anche minima per accendere l’entusiasmo.
Vuoi una svolta.Che cosa ti sbarra la strada?
La prima cosa che senti quando ti balena in testa ‘è ora di cambiare’ è la paura.
Senti questa paura nel corpo poi si infila nei pensieri con mille dubbi.

E’ la paura di non fare la cosa giusta e di sbagliare o peggio di fallire su tutta la linea

La paura ingigantisce ogni ostacolo un po’ come quando da piccolo a gattoni cercavi di alzarti per imparare a camminare e anche una sedia ti pareva l’Everest.Eppure ce l’hai fatta.
Perché? Perché la sfida,la voglia di riuscire ti ha spinto fuori dalla tua comfort zone.

Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la tua comprensione. Khalil Gibran

la comfort zone

la comfort zone

La mappa della tua comfort zone
Tu sei come una nave che deve esplorare nuove terre e la tua comfort zone è il porto sicuro che ti protegge.
Certo come ogni nave non è stata costruita per rimanere attraccata nel porto, anche tu non puoi rimanere immobile se vuoi migliorare,conquistare il successo, sviluppare le tue risorse e la tua creatività.

 LA MAPPA DELLE 3 ZONE
la zona verde
E’la zona di sicurezza,un po’ come una fortezza che ti protegge da tutti gli attacchi esterni.
Quando vai oltre la tua zona di sicurezza inizi a sentire disagio e questo può essere la molla per tornare sui tuoi passi o innescare  il processo di cambiamento.
Per esempio:
stare con gli amici,la tua famiglia,far fronte alla routine quotidiana

la zona arancione
Per cambiare, migliorare e trovare nuove soluzioni è necessario che tu ti sposti in questa zona meno familiare e inizi a valutare le possibilità usando il tuo coraggio e la fiducia nelle tue capacità.
È in questa zona che hai le maggiori chance di  metterti in gioco e di imparare.
Per esempio:
Incontrare persone nuove,imparare qualcosa di nuovo,assumersi nuove responsabilità,fare un viaggio da solo,fare un colloquio di lavoro…

la zona rossa

Quando ti sposti nella zona dell’avventura, del non so cosa può succedere i rischi  e la paura aumentano ma anche il senso di sfida, di determinazione, quella spinta che ti porta a fare cose nuove,conoscere altri modi di vedere le cose e di relazionarti agli altri.
Per esempio:
Cambiare città o nazione, parlare davanti a pubblico di molte persone,riprendere gli studi dopo anni,scalare una montagna…..

Quando ti avventuri fuori dalla tua zona protetta senti l’adrenalina che ti spinge a fare,senti l’energia vitale che ti apre nuove porte e possibilità.

Mettiti in gioco
che cosa vorresti provare a fare questa settimana per uscire dalla tua zona protetta?
 
 LA LISTA
Ecco un esempio di lista di esperienze nuove che hai forse pensato. ma che non hai ancora provato a fare per allargare la tua zona protetta

voglio provare a ….       voglio vedere….    
voglio assaggiare….      voglio ascoltare….
voglio visitare….           voglio cominciare a….
voglio smettere di….     voglio organizzare…..
voglio leggere…..         voglio imparare…..

Rolling Eyesbun momento per riflettere
Quale è la cosa peggiore che può capitarti  se fai qualcosa fuori dalla tua zona protetta?Quale è la cosa migliore?

Pensa ad una situazione incerta che all’inizio ti preoccupava o ti creava ansia (zona rossa) e che hai superato in maniera positiva.
Che passi hai compiuto per uscirne?

Diventare consapevole delle azioni che compi, dei tuoi pensieri e dei tuoi stati d’animo quando ti trovi al di fuori della tua zona protetta può aiutarti a focalizzare la tua attenzione per trovare nuove opportunità per cambiare, imparare e capire chi sei e come ti comporti con gli altri nella tua vita privata  o al lavoro. 

Nel prossimo articolo
Vuoi provare qualcosa di nuovo?:le 7 cose da fare