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Immagine-autostima: che impressione dai agli altri? l’ABC della prima impressione

mercoledì, 1 settembre 2010

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Ti sei mai chiesta,dopo un colloquio di lavoro o il primo incontro con un potenziale partner che impressione hai dato? E’ quella che tu volevi? Che impressione vuoi dare di te agli altri?Che immagine vuoi lanciare nel mondo ?

 

L’ABC della prima impressione
1 la logica non c’entra

Il nostro cervello impiega pochi secondi per mettere l’etichetta su una persona nuova e decidere se è competente,affidabile,simpatica.. oppure il contrario.
Accade in campo professionale e privato in tutte le relazioni.
Il nostro cervello raccoglie rapidamente l’immagine come una Polaroid che si sviluppa all’istante,una fotografia da capo a piedi dell’altra persona,una istantanea che rimane impressa nella memoria:come si veste,come si presenta,come si muove e comunica.Questo primo giudizio non è affatto influenzato dalla logica. Se qualcuno all’inizio ’sente’ a pelle che tu sei una persona con cui non vuole avere a che fare è difficile che si instauri un dialogo,un business o una relazione.

2 è una questione di percentuali
Il giudizio che gli altri danno di te non dipende inizialmente da quello che dici,dalle parole che usi. Prima che tu dica una parola l’altra persona ha già la sua impressione su di te e viceversa.
Più dell’80% della prima impressione dipende dalla immagine che proietti (il tuo stile,gli abiti che indossi,i colori che preferisci,la tua pettinatura…)e dal linguaggio non verbale che usi ( la postura,il tono di voce,i tuoi gesti,le espressioni del tuo viso…)

Quando dai una cattiva impressione quella rimarrà a lungo e non importa quello che farai per riaggiustare il tiro.Non è giusto..d’accordo..ma è un fatto.Certo la prima impressione può essere sbagliata e si può cambiare col tempo.Puoi,come tutti, prendere autentiche cantonate, supervalutare una persona che non se lo merita o evitare qualcuno che è davvero in gamba perché la prima opinione che ci facciamo dipende da aspetti emozionali.

3 i  quattro  filtri
Come si forma la prima impressione?In maniera subliminale.L’altra persona ti vede con i suoi occhi e ti giudica non solo se sei simpatica,
competente,affidabile,sicura di te o no ma anche quanto lo sei.Per farlo usa in maniera tutta personale 4 filtri:
 
1 la tua credibilità

La credibilità è un insieme di elementi diversi:onestà,
intelligenza,sinceraaffidabilità, sicurezza di sé,competenza…

2 la tua simpatia
La simpatia è una questione di pelle,di capacità di mettere a suo agio l’altra persona e cosa potresti avere in comune con lei.Questa simpatia viene comunicata attraverso il tuo comportamento,i tuoi vestiti,la tua voce,l’età,l’esperienza,l’appartenenza o meno allo stesso genere o nazionalità…

3 il tuo fascino personale
Il fascino che eserciti sugli altri è una alchimia di come presenti te stessa a 360° (il tuo corpo,le tue emozioni,i tuoi pensieri,la tua anima) e come traduci tutto questo nella tua immagine.Il tuo total look comunica direttamente quanto stimi te stessa,quanto ti rispetti e quanto sei sicura di chi sei e cosa sai fare.Vorrei fare due citazioni di una icona della bellezza

Il sex appeal è qualcosa che ti senti dentro.
Posso trasmetterlo in ugual misura quando sono completamente vestita, quando raccolgo mele da un albero o quando me ne sto ferma sotto la pioggia.
La mia vittoria più grande è stata quella di essere capace di convivere con me stessa, di accettare i miei difetti… Sono molto lontana dall’essere umano che vorrei essere. Ma ho deciso che non sono tanto male, dopo
tutto.
Audrey Hepburn

 4 la fiducia in te stessa
Tutto parte da te,da quanto conosci le tue doti,le tue qualità,le risorse che puoi mettere in campo nel mondo,da quanto dai spazio al tuo valore e quanto credi in te stessa.Se la fiducia è scarsa ti sottovaluti,hai paura a prendere l’iniziativa,a farti notare,a far rispettare il tuo spazio,le tue idee…Magari costruisci una immagine poco autentica per sentirti a tuo agio e gli altri lo captano

L’immagine è presentare e comunicare al meglio chi sei.Ci vogliono 30 secondi ..e hai già dato agli altri la prima impressione.

Se dai la giusta impressione e comunichi con successo la tua personalità e le tue capacità gli altri risponderanno di conseguenza.

Vuoi imparare i segreti e le tecniche-base per un impatto positivo e vincente sugli altri?

 Una giornata per te  Clicca qui

 

Indipendenza emotiva: i 10 attrezzi per navigare la tua vita al 100%

martedì, 3 agosto 2010

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Esiste una ricetta per prendere la vita nelle proprie mani,tenere il timone e andare avanti superando ostacoli e tempeste?
Madre Teresa amava dire
La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala..
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è un mistero,scoprilo
La vita è una avventura,rischiala.  
La vita è un’avventura, rischiala.a sfidato,ti ha messo alla prova in vari campi.
Dietro ognuna di queste esperienze c’e’ una motivazione. Gli inglesi la chiamano blessing in disguise cioe’ una situazione che nella sua difficolta’ nasconde delle opportunita’ di cambiamento in seguito.

Nel rischio e nella sfida c’è una opportunità che ci viene offerta per capirci meglio o capire gli altri,per vedere con occhi nuovi.
Nel momento della prova siamo confusi, al buio poi il tempo ci restituisce la chiave per aprire la risposta. 

Forse anche tu hai passato momenti in cui la vita ti

I 10 attrezzi
1 ESSERE AUTOCONSAPEVOLI
♦osservare sé stessi e riconoscere i propri sentimenti
♦costruire un vocabolario per i sentimenti
♦conoscere il rapporto tra pensieri,
sentimenti,reazioni

2 DECIDERE PERSONALMENTE
♦esaminare le proprie azioni e conoscerne lconseguenze
♦sapere se una decisione è dettata dal pensiero o dal sentimento applicare queste idee alle vicende importanti della vita

3 CONTROLLARE I SENTIMENTI
♦colloquiare con sé stessi
♦capire che cosa c’è dietro ad un sentimento(ad es. il senso di offesa è sotteso alla collera)
♦trovare modi di controllare paure, ansie, collera, tristezza

4 ESSERE EMPATICI
♦comprendere i sentimenti e le preoccupazioni degli altri e assumere il loro punto di vista
♦apprezzare i diversi modi con cui le persone guardano alla realtà

5 COMUNICARE
♦parlare dei sentimenti con efficacia
saper ascoltare e saper fare domande
♦distinguere tra ciò che qualcuno fa o dice e le tue reazioni al riguardo
♦esporre il proprio punto di vista invece di incolpare gli altri

6 ESSERE APERTI
♦apprezzare l’apertura e costruire la fiducia in un rapporto
♦sapere quando si può parlare dei propri sentimenti senza rischio

7 ESSERE PERSPICACI
♦identificare modelli tipici nella propria vita emotiva e nelle proprie reazioni riconoscere modelli simili negli altri

8 AUTOACCETTARSI
♦sentirsi orgoglioso di sé e considerarsi in una luce positiva
♦riconoscere i propri punti forti e le proprie debolezze
♦essere capaci di sorridere di sé stessi..l’autoironia alleggerisce il piombo del ‘vedo tutto nero’

9 ESSERE PERSONALMENTE RESPONSABILI
♦assumersi le responsabilità
♦riconoscere le conseguenze delle proprie azioni
♦accettare i propri sentimenti e umori
mantenere gli impegni assunti

10 ESSERE SICURI DI SE’
♦affermare i propri interessi o punti di vista senza rabbia

Hai qualche altro attrezzo che ti è servito nel tuo viaggio quotidiano… da aggiungere?

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Counseling e aromacologia: gli oli essenziali per il tuo benessere emotivo

sabato, 10 luglio 2010

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Un profumo o un odore può farci ricordare momenti,
situazioni e stati d’animo.
Ognuno di noi ha una memoria olfattiva poiché è stato condizionato già dall’infanzia con determinati aromi.I primi odori memorizzati sono i più potenti nel suscitare in noi stati d’animo positivi o negativi.
Tutto dipende da quanto importante è stata quella esperienza e come l’abbiamo memorizzata.
Più antiche sono le memorie olfattive, più profonde sono le emozioni che risvegliano.

L’olfatto è il nostro senso primordiale.Attraverso la respirazione (respiriamo 23000 volte al giorno e ogni volta annusiamo qualcosa la qualità dell’aria,la presenza di pericoli o di un’altra persona.
L’olfatto a differenza del gusto
Arrow Iconrileva a distanza gli odori e i profumi
Arrow Iconriconosce le persone(ciascuna persona ha il suo odore caratteristico)
Arrow Iconinfluisce sul giudizio che diamo degli altri e sulla scelta del partner
Arrow Iconcapta il loro stato d’animo (le emozioni possono essere comunicate attraverso l’odorato).

L’effetto psicologico degli odori dipende soprattutto dal loro effetto sul sistema nervoso e dalla memoria a cui sono associati. Gli odori che ricordano la casa e la famiglia sono rassicuranti.

Gli essere umani nel corso dell’evoluzione, hanno perso l’abitudine ad esercitare il senso dell’olfatto dato che dei circa 400mila odori esistenti siamo in grado di riconoscerne non più di 10mila.
Ne hanno parlato Proust nel suo romanzo “Alla ricerca del tempo perduto” e Suskind ne “Il profumo”.

Il naso e il cervello
l’olfatto è l’unico ad essere direttamente collegato al cervello.Gli odori sentiti non vengono, infatti,né filtrati né censurati dai nostri centri cerebrali consci.

Gli studi sui vari oli essenziali  confermano che una volta inalati,entrano in contatto con le terminazioni nervose delle narici collegate al sistema limbico,la parte più antica del nostro cervello, ove risiedono le emozioni e si generano le sensazioni di simpatia,
amore,sessualità, si stratificano la creatività, l’umore e i ricordi.
Spesso un evento negativo,un momento di rabbia o una situazione stressante, sono legati ad un particolare odore o sapore.
Ogni volta che risentiremo quell’odore l’evento e gli stati emotivi di  quel momento verranno riportati nel presente.

Il counseling e l’aromacologia
E’ possibile riequilibrare uno stato d’animo negativo,alleviare lo stress,calmare l’ansia,aumentare la concentrazione agendo sull’olfatto?
L’aromacologia dice di sì e ha prodotto una serie di risultati scientifici

Che cos’è l’aromacologia?
La parola “aroma” significa fragranza gradevole. Le fragranze in questione sono olii essenziali ricavati da piante, fiori e frutti.
La scienza della Aromacologia  nata negli anni ‘80 studia le relazioni esistenti fra psicologia e profumi che influenzano i nostri comportamenti e le nostre reazioni.

L’azione degli oli essenziali:i 3 livelli
Gli oli agiscono sulle tre dimensioni dell’essere umano:
♦livello energetico interagiscono con il campo magnetico umano e allineando l’energia
♦livello mentale calmano, tonificano e riequilibrano il sistema nervoso.
♦livello fisico con differenti proprietà.
Per questo motivo, è importantissimo riempirsi di odori “buoni” per l’umore, di profumi che possono stimolare la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina
.
Certi olii essenziali possono far scattare nella mente un’associazione piacevole,che aiuta il nostro corpo a rilassarsi o ricaricarsi.
 
qualche esempio
l’olio essenziale di ginepro e ylang ylang
per neutralizzare i sensi di colpa
incenso e cipresso
 per superare il periodo del lutto
olio di pompelmo da diffondere nel proprio spazio di lavoro per mantenere la motivazione all’inizio di un nuovo progetto
olio di salvia sclarea
dopo un momento stressante per rilassarsi e avere conforto
hai i nervi a fior di pelle e sei un po’ giù di corda? l’olio di menta può darti una mano.
 
Gli oli essenziali possono essere scelti,miscelati e personalizzati secondo le esigenze e usati in vari modi :diffusi nell’ambiente, inalati e fissato nella  memoria

I colloqui di counseling insieme alla scelta degli oli essenziali adatti aiutano il/la cliente a ritrovare il suo equilibrio psicofisico,migliorare l’umore,valorizzare la propria immagine,aumentare la propria autostima….

Ecco una composizione che ho dato di recente ad una mia cliente e che può funzionare anche per te

Mix  sicurezza di sé
5 gocce di olio essenziale di alloro
4 gocce di olio essenziale di cipresso
4 gocce di olio essenziale di rosmarino
4 gocce di olio essenziale di cedrolegnoIn una boccetta di vetro scuro da 10ml metti gli oli.
Aggiungi olio di mandorle fino al riempimento. Scuoti la boccetta per mixare gli oli.

 

Usa il mix per massaggiare il plesso solare, l’addome e dietro sulla schiena la zona sacrale.Versa poi alcune gocce sul palmo delle mani e inala il profumo al mattino o durante il giorno quando ne senti il bisogno.

Per quelli che…io non devo mai sbagliare altrimenti…

venerdì, 2 luglio 2010
Facciamo errori migliori domani

Facciamo errori migliori domani

Ci sono 2 proverbi che  il ‘popolo dei devi fare sempre la cosa giusta’ non comprende :
errare è umano
sbagliando si impara
La colpa,a dire la verità,non è del tutto loro ma in parte di un critico interiore,il loro Mr.Rompi,che è lì sempre a puntare il dito sugli errori come un maestrino con la penna rossa in mano e dall’altra parte da una campagna pubblicità regresso che insiste fino alla ossessione sull’essere perfetti,sul fare centro al primo colpo.

Darsi la zappa sui piedi senza motivo è uno dei modi creativi che molte persone mettono in pratica per complicarsi la vita  e caricarsi di ansie chiedendosi affannosamente ‘dove ho sbagliato?’

Fare errori e come imparare da questi è un enigma irrisolvibile.
Fare errori non è un peccato mortale imperdonabile.
Eppure ad ogni sbaglio ecco che il perfezionista sente la macchia di questa’vergogna’.E le macchie vanno ripulite

Le tattiche di pulizia
1 lanciare la patata bollente su qualcuno o qualcosa d’altro(il collega,il boss nevrotico,il cliente rompi,la crisi economica…)
2 iniziare il programma punitivo’ 100 frustate’ condito da ‘avrei dovuto,come ho fatto ad essere così stupido,adesso cosa penserà xxx e variazioni sul tema con botte micidiali alla propria autostima
3 spostare la frustrazione per non essere stato all’altezza o aver fatto la classica figuraccia su qualcuno che non c’emtra assolutamente nulla.
Il classico esempio . tornare a casa e prendersela con qualcuno in famiglia o magari con il cane

Una volta ripulita la macchia dell’errore tutto è più bianco ma cosa ha imparato da questo sbaglio?Nulla.
La lezione rimane lettera morta.L’errore,quello da non fare è chiaro ma cosa fare,quando,come,dove vaga nel porto delle nebbie.

Il paradosso dei perfezionisti
Più si adoperano a nutrire il mito della perfezione più il destino,gli altri,gli dei..mettono i bastoni fra le ruote.
Più controllano freneticamente punti e virgole più qualcosa sfugge sempre al loro controllo.
In questa maniera danno ragione alla seconda parte del detto latino ‘errare humanum est, perseverare autem diabolicum, (commettere errori è umano, ma perseverare [nell'errore] è diabolico).

Cosa fare
Lightbulb / Idea cancellare dal vocabolario la parola ‘errore’.Non esistono gli errori.Esitono i risultati.I risultati sono neutri.Giusto/sbagliato sono giudizi.
Concentrarsi sullo sbaglio è come accendere il riflettore sul problema,su quello che non va lasciando in ombra la strada per arrivare alla soluzione o alla correzione dell’errore.

Lightbulb / Ideaprendere le necessarie precauzioni.Prevenire è meglio che curare…
Valutare il fattore rischio come un buon risk manager e mettere in conto che a posteriori c’è sempre qualcosa da riaggiustare

Lightbulb / Ideasmontare il meccanismo errore=vergogna,punizione,bocciatura.
A tutto c’è rimedio.L’unico modo per smettere di fare sbagli è eterno riposo

Lightbulb / Ideaassolvere l’errore,rimediare,cambiare… e andare oltre
Ti senti in colpa per aver sbagliato,per non essere stato all’altezza delle aspettative? Try again
Il senso di colpa non è una condanna ma è solo un segnale.
IL segnale ti dice cosa,dove è il punto da riparare o cambiare,l’anello storto nella catena,l’elemento-no

L’errore è un investimento
Sbagliare non è una perdita irrimediabile ma un capitale da investire meglio,un’altra chance.
Se non investi di nuovo rischi di sprecare l’opportunità che l’errore ti ha messo fra le mani.

5 minuti per divertirsi
Ecco uno spiritoso commercial che facevano a Carosello negli anni 70

Colori e dieta: che colori possono aiutare la tua dieta?(part 2)

mercoledì, 30 giugno 2010

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Nel precedente articolo ho parlato del blu come colore help per aiutare chi sta a dieta e vuole un aiuto dai colori per non sgarrare

Frigo..time out
I morsi della fame ti spingono verso il frigo o verso la scatola di cose da sgranocchiare?
Prima di fare il rush proibito fai una piccola pausa di 60 secondi e chiediti di che colore ho bisogno?
Qualsiasi risposta ti salta in mente,fidati del messaggio che il tuo ’stomaco emotivo’ ti manda.
Immagina di essere circondata da quel colore,full immersion.
Fai dei lunghi e profondi respiri e immagina di assorbire quel determinato colore attraverso il tuo corpo come se fossi una spugna e fai la ricarica
Il colore è energia.Le nostre cellule emettono luce colorata a bassissima intensità e comunicano fra loro attraverso il colore

Sorella acqua
Ti senti gonfia e hai bisogno di drenare?
Per riattivare il sistema linfatico il colore per eccellenza  è il giallo e il complementare è il viola
Bevi acqua gialla solarizzata prima dei pasti e acqua solarizzata viola circa mezz’ora dopo i pasti.Come fare?
Prendi una bottiglia del colore scelto e riempila di acqua minerale naturale.
Se non hai una bottiglia di quel colore puoi prenderne una di vetro bianco e avvolgerla con una carta  del colore prescelto o un panno di cotone, lana o lino del colore prescelto.Lasciala al sole da un minimo di tre ore fino ad un’intera giornata. L’acqua acquisisce le proprietà elettromagnetiche del colore.L’acqua si mantiene attiva per 3/4 giorni, se conservata al buio e al fresco.

Il trucco dello specchio
Prova a mettere uno specchio sulla tavola e guardati mentre  mangi.Non ci credi? Incredibile ma funziona.
Mangerai meno.E’ stato provato da uno studio e dalla pratica.Ho suggerito ad alcune clienti questo trucco e i risultati sono stati più che positivi.
C’è una spiegazione a tutto questo.Sembra che quando ci si guarda allo specchio in esso si riflettano i propri obiettivi e la propria immagine interna.
Questa immagine di te che vedi riflessa nello specchio ti aiuta in modo diretto ed efficace a stare concentrata sul tuo proposito di guadagnare la tua forma ok

Per quelle che hanno sempre fretta
Mangi alla velocità della luce?
Introduci cibi di colore verde.Questo colore aiuta a rallentare durante i pasti.Per esempio:inizia il pasto con una insalata mista con rucola,cetrioli.Aggiungi,se ti piacciono,peperoni verdi,spinaci baby,zucchine a julienne…
Le verdure verdi aiutano il metabolismo dei carboidrati e delle proteine,contengono magnesio.
Il magnesio stimola l’assorbimento ed il metabolismo di calcio, fosforo, sodio e potassio.
Altri ortaggi verdi:, asparagi, basilico, bieta, broccoli, olive.

Il tè verde
accelera il metabolismo, perché aumenta la termogenesi (generazione dell’energia a livello cellulare) attraverso l’attivazione della lipolisi (  il processo brucia-grassi). In poche parole…da’ una botta ai depositi di adipe. Bevi almeno un litro al giorno, senza zucchero, soprattutto nella prima parte della giornata.
Importante:evita di bere anche caffè e mangiare cioccolato per non provocare un  eccesso di sostanze eccitanti.

L’equilibrio dolce/salato
Nei principi di alimentazione cinese,basata sulla dinamica dello yin e dello yang c’è un rapporto fra sale(legato al colore rosso caldo yang,) e lo zucchero ( violetto,colore freddo yin).
Per riequilibrare lo yin e lo yang il colore dell’equilibrio è il verde.

Vuoi sapere altri modi pratici su come usare il colore per il tuo benessere?

Quali sono i colori giusti per migliorare la tua immagine?

Come può aiutarti il colore a star bene con te stessa e con gli altri?

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Arrow Iconpersonalità e colore :scopri la tua combinazione
Arrow Iconcromodieta: come usare i colori per stare in forma
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e..altro ancora

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Confini personali:come mettere i paletti quando qualcuno’rompe’ ?

lunedì, 14 giugno 2010

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Ti sarà capitato qualche volta di tener testa a qualcuno invadente o alla solita criticatutto che ne ha una per tutti e trincia giudizi alle tue spalle oppure insiste per convincerti a fare qualcosa controvoglia.
La categoria delle persone rompi è sempre attiva e non aspetta altro che poter mettere i piedi in testa al prossimo se l’altro glielo permette.
Può essere la suocera invadente,il venditore che ti suona alla porta o chiama al telefono per offrirti l’ultimo abbonamento per 500 sms a prezzo stracciato,il figlio che ti stressa l’anima perché vuole che gli scuci i soldi per comperare il telefonino ultima generazione perché altrimenti si sente diverso….

Come difendersi?
Partiamo da un principio :siamo noi stessi che insegnamo agli altri come trattarci mandando messaggi più o meno espliciti sul nostro spazio personale e la nostra privacy.
Il punto cruciale è :
quali sono i tuoi confini ?
Immagina una casa con intorno uno steccato per proteggere la tua privacy,una linea invisibile che ognuno  traccia per sé.
I confini non sono muri per chiudere gli altri fuori ma limiti che evitano comportamenti ,da parte degli altri,inaccettabili.
Avere dei confini ok e’ essenziale per il proprio benessere psicofisico.
Immaginateli come dei filtri che comunicano agli altri cio ‘che e’ loro permesso dire,fare…con te e cio’ che non lo e’.
Lo scopo dei  tuoi confini è di proteggerti,definire chi sei e aiutarti a mantenere il senso di sé.
Ognuno di noi ha dei confini, limiti che definiscono dove inizia e finisce il proprio spazio personale fisico,emotivo e mentale.
Questi limiti sono flessibili,allargabili o no a secondo del tipo di relazione che vogliamo stabilire con gli altri (con il/la  partner,in società,coi colleghi…) e a secondo della situazione in cui ci troviamo ma spetta sempre a noi la decisione.
Scegliere cosa fare o non fare è un diritto sacrosanto di scelta.
Spesso alcune persone per paura di far arrabbiare l’altra persona o per quieto vivere non esercitano questo diritto di essere rispettate e lasciano che l’altro invada il loro spazio,manipoli o obblighi a fare qualcosa contro la loro volontà o nel peggiore dei casi si arriva a subire la violenza verbale o fisica.
Questo significa avere  dei confini deboli.
Al contrario una persona aggressiva che in genere controlla,intimidisce,critica avrà dei confini rigidi per tenere gli altri a distanza.
In entrambi i casi  questi due tipi di persone non hanno dei confini ok.

Per iniziare un  test sui confini personali
1 hai la sensazione che qualcuno si approfitti della tua generosita’,gentilezza..?
2 permetti agli altri di farti fare cose delle quali non sei convinto?
3 tolleri situazioni inaccettabili nei rapporti personali o sul lavoro?
4 hai difficoltà a dire di no o accettare un ‘no’ da qualcun altro?
5 c’è qualcuno che ti provoca?
6 metti troppa energia  nelle relazioni e hai sempre meno in cambio?
7 lavori sodo e sei pagato sempre meno ?
8 è importante per te avere l’approvazione degli altri?
9 non riesci ad uscire da una relazione o da una situazione anche se sai che per te è distruttiva e ti sta prosciugando energia ed entusiasmo?
10 pensi di non meritarti niente di meglio di quello che stai avendo?
11 ti trovi spesso coinvolto nei problemi degli altri?
12 che cosa ti ha insegnato la tua famiglia al proposito?
 
 
Se hai risposto sì a qualcuna di queste domande significa che è necessario riflettere su come gestisci i tuoi confine personali

Avere un problema con i propri confini significa dare troppo di sé.
E’ tempo di investire su te stesso
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L’A-Z per imparare a dire NO e a difendere e gestire i tuoi confini personali
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Arrow IconLa tecnica ABC per gestire le tue emozioni

Arrow Icon20 modi di
dire no
Arrow IconFai il check up alle tue relazioni
Arrow IconLe 6 Tecniche per difendere il tuo spazio!
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Le bugie-fette di prosciutto:un’tavor’per non vedere,sapere,sentire

martedì, 8 giugno 2010

bugie,bugie vitali,Goleman,dire la verità,fette di salame sugli occhi,counseling

Quale vantaggio hanno i bugiardi? Che quando dicono la verità non sono creduti. Aristotele
Hai mai sentito parlare dei buchi neri,di quei corpi celesti invisibili?
Beh…non stanno solo in cielo ma anche dentro di noi,nella nostra coscienza
Ogni volta che c’è qualcosa che non ci piace ma facciamo finta del contrario perché ci pesa accettarla,
un comportamento di qualcuno che ci fa male ma non vogliamo ammetterlo,un evento traumatico o doloroso

Facciamo davvero finta di non  sentire,vedere,capire?
Abbiamo davvero,come si dice, le fette di salame sugli occhi?

Spesso per difenderci dalla cruda verità mettiamo in azione dei meccanismi di protezione.

La nostra mente cancella o seppellisce nell’inconscio la verità impedendoci di diventarne consapevoli.
Questi sono le bugie vitali che negano o deformano  la realtà perché troppo dolorosa per essere sopportata.
Queste bugie sono  potenti dosi di anestetico per non farci sentire il malessere o provare emozioni negative

Il bugiardo deve avere buona memoria.
Marco Fabio Quintiliano

Secondo Goleman, scopritore della ‘intelligenza emotiva’ cioè la capacità di riconoscere e gestire le emozioni ognuno  usa dei filtri per selezionare la realtà e farne arrivare alla coscienza solo una parte.

La mente di ognuno ha una ‘parte cieca’, incapace di vedere le cose come stanno in realtà. E’  per questa ragione che possiamo raccontarci le bugie vitali.
Possiamo raccontarcele ad uso e consumo proprio o possono diventare della famiglia
(tutti sanno ma nessuno parla) o della comunità
Ad esempio la cronaca da’ spesso notizie di violenze rièpetute sotto lo sguardo di tutti prima di essere denunciate.

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
Bertolt Brecht

La storia racconta che in Germania durante il nazismo, buona parte dei tedeschi negarono, in perfetta buona fede, quello che avveniva nei lager.
E’ un inganno fatto contro se stessi per evitare l’ansia e questo ha un prezzo perché lascia esattamente il problema sotto il tappeto
Se non vediamo il problema..non esiste,E’ un po’ come la strategia degli struzzi..mettiamo la testa sotto la sabbia

Ignorare il problema ci impedisce di risolverlo.Se non siamo consapevoli di avere un problema come possiamo cambiare?.

fra bugia e verità esiste una via di mezzo
L’antropologo e psicologo statunitense Gregory Bateson sostiene che esiste una linea di confine al di là del quale  una cosa positiva diventa  tossica,fra sincerità e l’inganno, fra vivere una vita di bugie e dire sempre la pura verità
C’è sempre un set point,un punto di equilibrio fra vivere una vita di bugie e dire sempre la pura verità
 
Alle volte dopo aver detto una bugia, ci si sente male,in colpa soprattutto se chi riceve la bugia è una persona alla quale teniamo.
E se poi lo scopre?
Il pericolo  è di non essere più creduti,di perdere la sua fiducia anche se è stata l’unica volta in cui siamo ricorsi alla “frottola”.
La verità non è mai semplice e la scelta più giusta è di solito quella più difficile. La trasparenza nei rapporti con gli altri permette di sentirsi in pace con se stessi.

Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia.
Otto von Bismarck

La gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione.
Mark Twain

Prima raccogli i fatti, così in seguito potrai distorcerli come ti pare.
Mark Twain

BIBLIOGRAFIA
David J. Lieberman  Scoprire le bugie  Tea manuale
Attraverso il linguaggio del corpo, dalle parole  e dell’espressione del viso si può facilmente riconoscere chi sta tentando  dirci una bugia.

Gianna Schelotto Perchè diciamo le bugie Mondadori

Sei come Pinocchio?:dire bugie fa bene

venerdì, 4 giugno 2010

bugie,dire le bugie,tradimento,pinocchio,dire la verità,bugie utili

Ognuno di noi,secondo gli esperti,dice 200 bugie al giorno,praticamente una ogni 7 minuti.
Dire le bugie é spesso considerato in termini negativi ma chi può farne a meno?  
Le bugie sono come il pane quotidiano perchè aiutano in situazioni difficili o problematiche e contribuiscono a facilitare i rapporti.
Come  Pinocchio  tutti diciamo bugie per vari motivi.Chi sostiene di dire sempre la verità non è sincero.

un training che inizia presto
Raccontare bugie, é un comportamento che ci permette di recuperare una lontana esperienza avuta nella nostra infanzia quando le bugie servivano a farci crescere,sperimentare il mondo e costruire la nostra identità.
I nostri genitori per primi ci hanno raccontato bugie descrivendoci le cose semplicemente per farcele comprendere e hanno utilizzato metafore, esemplificazioni (es: mangi come un porcellino),o parole per indicare  l’oggetto (vuoi il brum brum  per indicare qualcosa da bere).
Mentire è un’arte che si apprende a circa tre anni quando incominciamo ad immaginare quello che pensano le persone che abbiamo intorno.
Per la prima volta scegliamo di dire una bugia per evitare lo sculaccione o la sgridata. Via via crescendo la bugia durante l’adolescenza diventa utile per difendere la propria identità e  il senso di sé.

le bugie vanno in coppia
Nella coppia la bugia attecchisce se  si giocano i due ruoli
♦il bugiardo che nega l’evidenza
♦la vittima della persona bugiarda pronta a fidarsi
perché  la vittima ‘ci crede’?
perché si fida più dell’altra persona che  di sé.E’ una questione di autostima
In questo caso l’unico modo per difendersi e ritrovare stima di se stessi è prendere le distanze.

i bugiardi cronici
A volte mentire può essere una malattia. Se si perde totalmente il contatto con la realtà, si finisce per credere veramente alle menzogna che si raccontano e non si riesce più a fare a meno di dirle
La bugia, è un comportamento strategico solo se isolata.Dire continuamente bugie innesca un circolo perverso,una escalation: menzogne sempre più grandi, usate per coprire le precedenti, stress per la paura di venire scoperti,necessita’ di avere una ottima memoria per tenere la contabilita’ di tutte le bugie.Prima o poi la verita’ viene a galla e,come si dice,le bugie hanno le gambe corte.
A meno che  non si abbia a che fare con persone che “vogliono” credere alle menzogne e non vogliono vedere (le classiche fette di salame sugli occhi).In questo caso non sono più bugie ma inganni verso se stessi(il famoso…raccontarsela per quieto vivere)


Uomini e donne:due modi diversi
Uomini e donne si comportano diversamente di fronte alle bugie.
Le donne mentono meno degli uomini e la loro bugia serve prevalentemente per compiacere e farsi accettare.
Gli uomini dicono soprattutto bugie per dare una immagine di sé migliore.Spesso sono convinti che, anche se scoperti, la passeranno liscia.

INVENTARIO DELLE BUGIE: I 7 TIPI
1 la bugia bianca (detta white lie in inglese) si dice per educazione e per non ferire la sensibilità altrui (questa pettinatura ti sta bene,sei dimagrita…)
2 la bugia pedagogica si racconta ai bambini per gratificarli
3 La bugia utilitaristica :si prende una scusa per non portare a termine un impegno o un incarico
4 La bugia migliorativa per farsi vedere al meglio dall’altra persona, per apparire più interessanti o attraenti
5 La bugia protettiva è la bugia che si dice al partner  per non far scoprire un tradimento
6 L’omissione che non  è una vera e propria bugia .In questo caso  si nasconde la verità o una parte di essa.
7 la bugia a fin di bene per risparmiare un dispiacere ad un’altra persona .Chi dice questo tipo di bugie vuole controllare l’altra persona .La persona bugiarda a fin di bene ha  una scarsa fiducia dell’altra persona e delle sue capacità  di affrontare la realtà anche se non e’ positiva (e’ una svalutazione dell’altro)
In realtà chi dice le bugie a fin di bene lo fa per proteggere se stesso e perché in fondo  ha paura della reazione di chi ascolta, di rovinare un rapporto,di non riuscire a gestire le proprie emozioni e quelle dell’altra persona.
Le bugie fanno parte delle nostre strategie di sopravvivenza.A volte essere bugiardi con alcune persone ci permette di essere sinceri con altre.

Bugia o verità’ un problema di scelta
Il dilemma non è ‘dico una bugia o dico la verità?
ma ‘a chi voglio dire la verità? a chi mentire?’
Dire o non dire è un problema di scelta
Essere leali non significa dire sempre la verità in ogni circostanza e a qualsiasi costo. Tenere qualche segreto è una prova di indipendenza e maturità: sono i bambini che raccontano tutto alla mamma.Gli adulti sanno anche tacere piuttosto che dire la verità in modo brutale con l’obiettivo di ferire l’altro.

tradimento:dire o non dire?
Chi confessa un tradimento lo fa per liberarsi dei sensi di colpa e scaricarli sul partner.
Ti sei preso/a una sbandata?
Chiediti se vale la pena ferire il/la partner o se è meglio gestire il sempre annunciato senso di colpa,capire il motivo del disagio e riprendere un dialogo aperto con l’altra persona per comunicare i tuoi bisogni,le tue paure,i tuoi dubbi.
Nel prossimo articolo : le bugie vitali

Biblioterapia:le parole che nutrono e fanno riflettere

giovedì, 20 maggio 2010

biblioterapia,le parole che nutrono,counseling,emozioni,donne

Non c’è nessun vascello che, come un libro
possa portarci in paesi lontani,
né corsiere che superi al galoppo
le pagine di una poesia.
E’ questo un viaggio anche per il più povero,
che non paga nulla,tanto semplice è la carrozza
che trasporta l’anima umana.  Emily Dickinson

Ho letto negli anni moltissimi libri e alcuni li rileggo e ogni volta trovo spunti nuovi per riflettere e un traccia sottile alle mie domande.
Ecco il mio personale suggerimento

Marie Cardinal Le parole per dirlo - Bompiani
un romanzo del 1976,una storia autobiografica della rinascita di una donna.
Il libro ebbe un notevole successo perché è stata la prima storia autobiografica  dal punto di vista femminile.
Le parole  sono le parole che spesso ci mancano, per esprimere sensazioni, emozioni e sentimenti. Sono le parole che ogni donna riscopre dentro di sé togliendo la polvere alle ferite e al silenzio durante un lavoro su noi, di conoscenza e di approfondimento dei nostri vissuti. Sono le parole dimenticate e coperte dalle sovrastrutture culturali, dove il “bel dire” spesso nasconde fino ad annullare il “vero dire”.

Ho cominciato a parlare di mia madre e non ho più smesso, fino alla fine dell’analisi. In tutti questi anni non ho fatto altro che calarmi in lei come in un burrone senza fine. Così sono riuscita a conoscere la donna che lei avrebbe voluto che fossi…

Clarissa Pinkola Estes Donne che corrono coi lupi - Frassinelli
Storie di donne,favole che aiutano a riflettere.
Un viaggio interiore per ritrovare la strada.Col tempo,dice la Estes, ogni donna può trovare la propria ‘fiaba guida’.

In ogni donna si nasconde una forza molto potente, fatta di istinti e creatività passionale: la donna selvaggia.
Se perdiamo i contatti con questa parte di noi ci allontaniamo dalla nostra anima e perdiamo la sicurezza nel nostro cammino.

La donna selvaggia ‘porta tutto ciò di cui una donna ha bisogno per essere e sapere,fissa il territorio, trova il proprio branco, sta con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo, parla e agisce  per proprio conto, in prima persona.
E’ quella che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite.

La donna selvaggia è l’anima femminile. E’ amica e madre di coloro che hanno perso la strada, si sono perdute, è amica e madre di tutte coloro che hanno bisogno di sapere.
Ogni donna conserva dentro di sè un posto segreto per la donna selvaggia.
Chi è la Donna Selvaggia?

E’ la Donna che ognuna di noi è sotto gli strati calcificati di obbedienza, buone maniere e conformismo che ci sono stati imposti e che come calcare si sono attaccati a noi.

La Estes  con l’aiuto delle storie, ci accompagna nel viaggio alla riscoperta di noi stesse e di ciò che abbiamo dimenticato. E quando il viaggio sarà finito molte cose saranno cambiate.
Perché i lupi?
La donna e il lupo sono entrambi curiosi, protettivi ed aggressivi, fiutano il pericolo, e hanno entrambi una grande forza.
Il lupo è indomabile, proprio come la donna quando non si lascia controllare

MARIANNE FREDRIKSSON  Le figlie di Hanna -TEA
tre donne ,tre generazioni e diverse storie  di vita : nonna, figlia e nipote.

CARMEN RENEE BERRY- TAMARA TRAEDER  Amiche - TEA
Ogni volta che siamo in crisi  possiamo essere certe di trovare in una amica la nostra stessa esperienza e sensibilità.
Nel racconto delle esperienze altrui e della propria insieme, le due autrici ci presentano una sorta di catalogo ragionato dell’amicizia femminile.

Elena Loewenthal, La Stampa

 

autostima e immagine:come ti vedi allo specchio?

lunedì, 23 novembre 2009

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Lo specchio riflette la tua immagine.Questo è quello che credi di vedere ogni giorno. Ma la verità è un ‘altra.

Nello specchio si riflette la tua immagine fisica ma tu che immagine ideale hai in mente?

Ti vedi grassa? Vorresti essere più alto?Vorresti avere i capelli lisci e li hai crespi?

In poche parole più la forbice fra la tua immagine ideale e quello che vedi nello specchio si allarga più il tuo occhio cade sui punti critici,su quello che non va.Poi entrano in azione i killer della tua immagine sempre agguerriti se non ha un „sistema immunitario‟ che funziona.

Mi chiedo se sono cambiata nel corso della notte.Fammi pensare: ero la stessa quando mi sono alzata stamattina o ero diversa? quasi penso di ricordare che ero un po’ diversa.Ma se non sono la stessa chi sono io nel mondo?Ah che grande puzzle! ! (Alice nel paese delle meraviglie)

Quali sono questi killer?

Tutto parte dai pensieri distorti. Ce ne sono di vari tipi.La fantasia di ogni image-killer è varia e sa dove colpire i tuoi punti vulnerabili. Prendiamone uno

 IL KILLER DEI PARAGONI
uno dei più pestiferi perché si nutre di modelli impossibili,li digerisce e te li propone con un sorrisetto crudele perché sa benissimo che non esistono Questi modelli vengono dalla TV,dai giornali ma non solo… Il Mister prende anche spunto intorno a te persone che hanno quello che tu non hai giusto per darti una bella botta..se glielo permetti. Se hai passato i 40 ecco che ti agita davanti il modello teenager.
Se hai kili di troppo ti bombarda di magre,magrissime

1 il paragone con i modelli
I modelli di donna  che propongono i media sono volutamente  non reali
Il motivo è economico
Presentando un  ideale difficile da raggiungere e da  mantenere l’industria della bellezza,della dieta…guadagnano

I 2 criteri  di immagine
Giovinezza     Magrezza

I paragoni con altri sono facili, spontanei  : sono  il modo per illuminare le tue insicurezze

Il focus sui paragoni : la sindrome di Polifemo
Quando la trappola dei paragoni scatta abbiamo già perso la partita.Perchè?
Perché guardiamo e  ci concentriamo solo su un aspetto

1  su un solo polo: il polo negativo
*pensiamo a ciò che ci manca
*ci sentiamo..meno di…..

Poi… cerchiamo la famigerata conferma

In un mondo di 6 miliardi di persone potrai trovare sempre  qualcuno/a migliore di te.
E’ come paragonare limoni e arance paragonare i punti di forza degli altri con i tuoi punti critici 

*Quale è il risultato?
*Pensi  che questo ti farà sentire meglio?

 COSA FARE?
Mantieni la filosofia del ‘Tutto è relativo’

2 un solo elemento
Quando iniziamo a paragonarci  scegliamo solo un  elemento o un campo  e poi traiamo le conclusioni

Non è giusto giudicarci basandoci  solo su quella cosa che non  abbiamo o non sappiamo fare

COSA FARE?
Paragonati a 360°
L’altra persona può essere più …bella,
magra,intelligente,ricca   di te ma tu sei più…..

immagine,autostima,testhai unaimmagine POSITIVA?

rispondi vero o falso e guarda il risultato

 


1vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto ,non mezzo  pieno
2 spesso ho l’abitudine di scusarmi con gli altri
3 uso spesso ‘dovrei’ fare/ dire questo o quello
4 ho l’abitudine di criticarmi(look,atteggiamenti,decisioni…)
5 quello che gli altri pensano di me influisce sui miei stati d’animo
6 quando sbaglio continuo a rimuginare sugli errori fatti
7 spesso deludo le persone a cui voglio bene
8 mi sento come se tutte le responsabilita’ fossero sulle mie spalle
9 un fallimento parziale e’ comunque un fallimento
10 spesso faccio/non faccio cose  solo per far piacere agli altri
11 non sono sicuro/a di aver fatto la cosa giusta fino a quando un’altra persona mi da’ conferma
12 per me e’ difficile dimenticare e perdonare
13 nelle relazioni con gli altri ho dei problemi e ho spesso paura di essere rifiutato/a o abbandonato/a
14 se non faccio una cosa bene come la fanno gli altri significa che  non sono bravo/a come loro
15 se non riesco a far bene una cosa non c’e ragione che io la faccia

risultati
1 punto per ogni volta che hai risposto ‘vero’

0 - 4 punti: hai una modo di pensare in positivo e questo dovrebbe farti sentore bene.continua cosi’…

5 - 8 punti : puo’ darsi che stai combattendo con alcune emozioni negative.prenditi un po’ di tempo per fare l’elenco delle qualita’ positive che hai.trovane almeno 25

9 punti o piu’: sei molto critico/a con te stesso/a.Lancia una sfida con te stesso/a per cambiare il tuo modo di pensare

Il  senso di ‘essere ok’ non puo’ essere certamente misurato.Puo’ essere che ti senti ok  in alcune situazioni e non ok riguardo ad altre.
Questo test e’ solo una indicazione per riflettere su come ti vedi,sulla tua autostima e su quanto sei soddisfatto siamo del ruolo che hai nella tua vita

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   attrezzi per la tua immagine 
            

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