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Post ferie:i rimedi per riprendere il tuo ritmo

mercoledì, 25 agosto 2010

post-vacanze,rimedi dopo ferie,counseling,cambiamento,vittoria nervi

La nostra lingua e’ strana chiamiamo ferie i giorni non lavorativi e giorni feriali quelli durante i quali lavoriamo.

Forse per te è gia’ iniziato o inizierà il post ferie,il rientro nel tran tran quotidiano.
Se c’è’ lo stress  di un anno da smaltire prima delle ferie spesso c’e anche lo stress post- ferie.
Gli americani lo chiamano post- vacation blues.

Secondo l’Istat 10% dei lavoratori presenta dei sintomi da stress dovuti al cambiamento di ritmo al rientro (poi ci sono i workaholics che si stressano di piu’ in vacanza che al lavoro ma questo e’ un altro discorso).

lo stress da rientro
Ogni cambiamento porta con sé una dose variabile di stress e il rientro conferma la regola. Il rientro dalle vacanze,richiede un adattamento graduale.

Cambia Il ritmo della giornata,il modo di nutrirsi e ritorna puntuale la sindrome della sveglia che trilla al mattino.
In inglese la chiamano alarm clock..gia’ quando suona sembra  il codice rosso e non importa  se il suono e’ soft o no.

PRIMA SETTIMANA:SHOCK DA RIENTRO
Non riesci a riprendere il ritmo?
sei spompato già a metà mattina?il tuo sonno è una altalena di risvegli?
ricomincia il mal di testa o la difficoltà a digerire i pranzi veloci in mensa o i panini megacalorici?
A livello fisico molti al rientro si sentono fuori fase,la soglia della sopportazione è a zero come pure l’interesse per il lavoro.

COSA PUOI FARE
1 ingrana la marcia senza fretta
Sono necessari almeno due giorni di start up per riabituarsi al tran tran solito La tattica del ‘faso tutto mi’ e’ fonte di stress.Meglio delegare,farsi aiutare o fare a piccoli passi poco per volta.Come dice il proverbio’chi va piano va sano e va lontano.Saggezza popolare da tener presente in questi tempi di corri-corri,di ‘rat race’ (corsa dei topi) come dicono gli inglesi.

2 ritagliati il tuo quality time
Un po’ di qualità time per sé non fa mai male.
Il tuo hobby,una attività che ti piace fare senza importi nulla di particolare Solo il piacere di gustare ed essere padroni del proprio tempo per ricaricarsi. La musica,la lettura,una passeggiata breve,due o tre massaggi per gratificarti e prenderti cura di te…
Lascia perdere la tv e i soliti noiosi malati di protagonismo del piccolo schermo.Warhol aveva ragione quando diceva che per 15 minuti di notorietà la gente farebbe e direbbe chissa’ cosa.Tuttologi,sedicenti esperti dell’ovvio,
gossip da 4 soldi,tanto fumo e zero arrosto.

3 lascia andare
Se le vacanze non sono andate come previsto non ruminarci sopra con avrei dovuto…se sapevo…Spesso si parte da amici e si ritorna con la scoperta dei loro difetti,manie che urtano.Nessuno e’ perfetto.

4 Focalizzati sugli aspetti positivi del qui e ora
Dipende da te non farti coinvolgere da quelle persone che passano il tempo a lamentarsi o a distribuire pensieri negativi e sfiga.
Datti dei piccoli obiettivi all’inizio.Non richiedere a te stesso uno sforzo a 360°
( qualcuno dira’..beh dillo al mio capo…).
Non essere troppo critico con te stesso o perfezionista,non sei una macchina.Impara a delegare.Col computer basta fare on/off.
Come persona hai oltre che il corpo (l’hardware) anche dei delicati software:
le emozioni
i pensieri
i ricordi (che non sono semplice memoria come nel computer)
le relazioni con gli altri…

Ogni tanto una deframmentazione del tuo hard disk non fa male.
Rallenta e cerca il tuo ritmo per entrare nella nuova stagione.
Fatti aiutare dalla musica.

4 le cinque domande
Molte persone non sono ‘presenti’ nel qui e ora,sono poco consapevoli di ciò che sta loro succedendo,non ascoltano le loro sensazioni,non danno importanza alla loro intuizione.agli  stati d’animo ,tutti segnali-guida che aiutano ad affrontare il quotidiano.
Perls,padre della Gestalt,indicava 5 domande-chiave per vivere ogni attimo con consapevolezza
cosa sto facendo?
cosa sento in questo momento?
cosa voglio ?
Cosa sto evitando?
cosa mi aspetto?

Queste domande ci servono a rimanere connessi con le sensazioni del proprio corpo,le emozioni e i propri pensieri.E’ importante  sperimentare sè stessi il più possibile ,conoscere i propri desideri,ciò che è buono per sé,ciò che ci fa star bene dentro in modo da muoversi nel mondo con maggiore assertività.
Qui’ ed Ora rappresenta l’importanza del presente, vivere ed agire il presente.

‘la vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a realizzare altri progetti’
John Lennon

MUSICOTERAPIA
Relax
 Il lago dei cigni,di Ciaikovskij; Musiche new age e suoni della natura;Concerto per piano n. 2,di Rachmaninov.

benessere psicofisico
musica country-western, gospel,spirituals

ansia
Preludio del Lohengrin di Wagner; Adagi  di Bachelbel; Terzo atto del Nabucco di Verdi.

insonnia
I Notturni di Chopin

concentrazione
Concerto per piano n. 24, di Mozart;i Concerti di Haydin.

Per riprendere lo studio
Canti gregoriani;La Primavera, di Vivaldi.

  

La CRESCITA personale?Una bufala (ecco perché)

lunedì, 9 agosto 2010

crescita personale,Hillman,consapevolezza,paura,essere se stessi

La parola ‘crescita’ personale mi fa spesso pensare al crescere in senso di aumentare di misura,di statura,di larghezza…
Una pianta cresce ma noi non siamo semi di pomodoro o bietola seminati nell’orto della vita.
Certo ognuno di noi cambia costantemente.Ognuno di noi è cresciuto a livello fisico,mentale ed emotivo.Ma se ognuno continuamente cambia una parte di noi resta immutabile per sempre.Ed è a quella parte immutabile che ognuno deve far ritorno
Ciò che noi chiamiamo inizio è spesso la fine, E la fine è solo un inizio. ciò che noi chiamiamo inizio è spesso la fine  e finire è cominciare.La fine è il punto da cui noi iniziamo.”
 

 

Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.
Thomas Sterne Eliot (da Quattro quartetti)

Ritornare al quadro originale
Una ragazzina ha deciso di dipingere un quadro con una casa in tempo per il compleanno della madre.
Nella sua mente il quadro è già finito, ella sa come attuarlo nel più piccolo dettaglio, resta soltanto di metterlo giù sulla carta. Prende la scatola con i colori, e  si mette al lavoro.
La ragazzina sta dipingendo contenta quando arriva qualcuno e le dice: “Perché non metti la finestra qui…guarda che il tetto dovrebbe andare così”.
Il risultato?Ora sta mettendo giù sulla carta soltanto “idee altrui”.
Può scocciarsi, diventare irritata, infelice o impaurita nel rifiutare questi suggerimenti o incominciare a odiare il quadro e forse strapparlo: la reazione dipenderà dal carattere.
Morale
Ognuno sa da quando viene al mondo quale quadro dipingere.Spesso però fra il dire e il fare si mette in mezzo dell’altro
tratto da “LIBERA TE STESSO” di Edward Bach

Ad un certo punto molti si accorgono di aver incamerato e fatto proprie convinzioni sbagliate,pensieri che remano contro,etichette e doveri imposti che non fanno parte del proprio disegno.
E’ qui che inizia la svolta..l’inventario per iniziare a togliere quello che non ci appartiene

Togliere il superfluo
Il nostro scopo non è la crescita,dice Hillman psicologo statunitense, bensì la perdita
In ogni cambiamento  si lasciano andare parti di sé che non sono più vere per noi stessi e la perdita delle illusioni su ciò che siamo, in modo da lasciare emergere il nucleo più profondo dell’anima.

Niente è stabile come il cambiamento
Qualsiasi forma assume, il cambiamento è l’unica cosa di cui siamo sicuri.
A volte può essere una sfida eccitante,altre volte imboccare la strada nuova può far paura

Ogni persona ha i propri draghi.
Quando rinunciamo a fare qualcosa per paura, quando subiamo senza reagire, quando rinunciamo alle nostre idee per opportunismo, quando accettiamo situazioni contrarie alla nostra etica, quando abbandoniamo le nostre aspirazioni e ci rassegniamo nell’insoddisfazione…i draghi hanno vinto la partita.
Quando, invece, nonostante la paura, decidiamo di affrontarela sfida ,iniziamo un viaggio dentro un territorio sconosciuto.E’ lì che si compie la nostra trasformazione.
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Vuoi iniziare qualcosa di nuovo?: Le 7 cose da fare

lunedì, 12 luglio 2010

 
inizia col primo passo,incominciare,cambiamento,nuovo progetto,fIducia in sé
Quando decidi di fare qualcosa di nuovo e muovi i primi passi spesso hai voglia di vedere subito qualche risultato e diventi impaziente?
Per non perdere la pazienza nel boom entusiasmo per la novità cosa fare?

Le 7 tattiche
1 usa la mentalità del principiante
renditi conto che stai facendo qualcosa che non hai mai fatto quindi è facile sentirti un po’ come un turista in un posto nuovo che deve prendere confidenza con la lingua,le strade,nuove abitudini…

2 datti il tempo
prima di verificare se funziona o meno prima di gettare la spugna e dire ‘non sono capace…è troppo difficile..ma chi me l’ha fatto fare.. e tornare sui tuoi passi.Le cose non sono mai perfette al primo colpo.
Questo vale per i perfezionisti.
Se aspetti di alzare le ancore per iniziare il tuo viaggio quando sai il 100%,hai tutto quello che ti serve non salperai mai.

3 mantieni il tuo humour
Iniziare cose nuove comporta sempre una certa dose di ansia.L’antidoto è sdrammatizzare con un po’ di autoironia e un sorriso.Anche se non c’è proprio niente da ridere e stai armeggiando con qualcosa che ti dà sui nervi prova a schiacciare il bottone smile e datti il permesso di sorridere.
Nel riso si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio), il cervello si “distrae”, i pensieri negativi perdono il loro potere, la mente si distende
L’umorismo è il più potente meccanismo di difesa. Permette un risparmi di energia Con una battuta blocchiamo l ‘irrompere di emozioni spiacevoli. (Freud)

4 accettazione al 100%
Tieni a freno i giudizi negativi che passano nella tua testa,i dubbi del tipo’ ce la farò’… che inquinano  il tuo progetto.Nessuno è perfetto e ogni errore serve a correggere il tiro e a fare meglio la prossima volta.
Applica la tattica dell’accettazione incondizionata.
Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi

5 scegli la tua colonna sonora
Quando hai bisogno di una accelerata o per neutralizzare le paure di non farcela la musica può darti l’ispirazione e la giusta carica.
Qualche suggerimento?
The Eye of the Tiger ;Gonna Fly Now (leit motiv del film Rocky)
We Will Rock You  dei Queen
Ready To Go  dei Republica -
It’s my life Bon Jovi

6 comunica agli altri quello che stai facendo
Fai sapere alle persone che stimi e con le quali sei a tuo agio a che punto sei,quale è il tuo obiettivo,chiedi un loro feedback

7  cerca il tuo team di supporto 
Iniziare qualcosa di nuovo è come andare in campo per giocare una partita.
Fa sempre piacere sentire il coro di ohhh di supporto
Può darsi che alcuni tuoi amici o qualcuno della tua famiglia si adoperino per farti desistere o critichino troppo trovando difetti o imperfezioni oppure ti diano consigli non richiesti facendoti aumentare l’ansia che all’inizio per tutti è già difficile da gestire.
Con quali persone ti sentiresti a tuo agio,incoraggiato e supportato in una situazione incerta o rischiosa?

L’amico è colui che ti incoraggia senza invidia e timore di essere superato

Quegli amici che hai e la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d’acciaio.
W.Shakespeare

 

Come lasciare la strada vecchia e provare qualcosa di nuovo

lunedì, 5 luglio 2010

cambiare,cambiamento,paura di cambiare,strada nuova,incrocio,comfort zone,provare cose nuove

Stai pensando ‘è ora di cambiare?’.Forse sei stufo del solito tran tran o magari vuoi imparare qualcosa di nuovo,lanciarti in un progetto,cambiare aria.

Quello che conosci bene,il tuo spazio familiare che conosci ad occhi chiusi per vari motivi è diventato grigio,prevedibile.
Hai mai avuto quella sensazione ogni mattina appena ti ripetere lo stesso film?
Prima o poi capita a tutti di cercare qualche novità anche minima per accendere l’entusiasmo.
Vuoi una svolta.Che cosa ti sbarra la strada?
La prima cosa che senti quando ti balena in testa ‘è ora di cambiare’ è la paura.
Senti questa paura nel corpo poi si infila nei pensieri con mille dubbi.

E’ la paura di non fare la cosa giusta e di sbagliare o peggio di fallire su tutta la linea

La paura ingigantisce ogni ostacolo un po’ come quando da piccolo a gattoni cercavi di alzarti per imparare a camminare e anche una sedia ti pareva l’Everest.Eppure ce l’hai fatta.
Perché? Perché la sfida,la voglia di riuscire ti ha spinto fuori dalla tua comfort zone.

Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la tua comprensione. Khalil Gibran

la comfort zone

la comfort zone

La mappa della tua comfort zone
Tu sei come una nave che deve esplorare nuove terre e la tua comfort zone è il porto sicuro che ti protegge.
Certo come ogni nave non è stata costruita per rimanere attraccata nel porto, anche tu non puoi rimanere immobile se vuoi migliorare,conquistare il successo, sviluppare le tue risorse e la tua creatività.

 LA MAPPA DELLE 3 ZONE
la zona verde
E’la zona di sicurezza,un po’ come una fortezza che ti protegge da tutti gli attacchi esterni.
Quando vai oltre la tua zona di sicurezza inizi a sentire disagio e questo può essere la molla per tornare sui tuoi passi o innescare  il processo di cambiamento.
Per esempio:
stare con gli amici,la tua famiglia,far fronte alla routine quotidiana

la zona arancione
Per cambiare, migliorare e trovare nuove soluzioni è necessario che tu ti sposti in questa zona meno familiare e inizi a valutare le possibilità usando il tuo coraggio e la fiducia nelle tue capacità.
È in questa zona che hai le maggiori chance di  metterti in gioco e di imparare.
Per esempio:
Incontrare persone nuove,imparare qualcosa di nuovo,assumersi nuove responsabilità,fare un viaggio da solo,fare un colloquio di lavoro…

la zona rossa

Quando ti sposti nella zona dell’avventura, del non so cosa può succedere i rischi  e la paura aumentano ma anche il senso di sfida, di determinazione, quella spinta che ti porta a fare cose nuove,conoscere altri modi di vedere le cose e di relazionarti agli altri.
Per esempio:
Cambiare città o nazione, parlare davanti a pubblico di molte persone,riprendere gli studi dopo anni,scalare una montagna…..

Quando ti avventuri fuori dalla tua zona protetta senti l’adrenalina che ti spinge a fare,senti l’energia vitale che ti apre nuove porte e possibilità.

Mettiti in gioco
che cosa vorresti provare a fare questa settimana per uscire dalla tua zona protetta?
 
 LA LISTA
Ecco un esempio di lista di esperienze nuove che hai forse pensato. ma che non hai ancora provato a fare per allargare la tua zona protetta

voglio provare a ….       voglio vedere….    
voglio assaggiare….      voglio ascoltare….
voglio visitare….           voglio cominciare a….
voglio smettere di….     voglio organizzare…..
voglio leggere…..         voglio imparare…..

Rolling Eyesbun momento per riflettere
Quale è la cosa peggiore che può capitarti  se fai qualcosa fuori dalla tua zona protetta?Quale è la cosa migliore?

Pensa ad una situazione incerta che all’inizio ti preoccupava o ti creava ansia (zona rossa) e che hai superato in maniera positiva.
Che passi hai compiuto per uscirne?

Diventare consapevole delle azioni che compi, dei tuoi pensieri e dei tuoi stati d’animo quando ti trovi al di fuori della tua zona protetta può aiutarti a focalizzare la tua attenzione per trovare nuove opportunità per cambiare, imparare e capire chi sei e come ti comporti con gli altri nella tua vita privata  o al lavoro. 

Nel prossimo articolo
Vuoi provare qualcosa di nuovo?:le 7 cose da fare

Per quelli che…io non devo mai sbagliare altrimenti…

venerdì, 2 luglio 2010
Facciamo errori migliori domani

Facciamo errori migliori domani

Ci sono 2 proverbi che  il ‘popolo dei devi fare sempre la cosa giusta’ non comprende :
errare è umano
sbagliando si impara
La colpa,a dire la verità,non è del tutto loro ma in parte di un critico interiore,il loro Mr.Rompi,che è lì sempre a puntare il dito sugli errori come un maestrino con la penna rossa in mano e dall’altra parte da una campagna pubblicità regresso che insiste fino alla ossessione sull’essere perfetti,sul fare centro al primo colpo.

Darsi la zappa sui piedi senza motivo è uno dei modi creativi che molte persone mettono in pratica per complicarsi la vita  e caricarsi di ansie chiedendosi affannosamente ‘dove ho sbagliato?’

Fare errori e come imparare da questi è un enigma irrisolvibile.
Fare errori non è un peccato mortale imperdonabile.
Eppure ad ogni sbaglio ecco che il perfezionista sente la macchia di questa’vergogna’.E le macchie vanno ripulite

Le tattiche di pulizia
1 lanciare la patata bollente su qualcuno o qualcosa d’altro(il collega,il boss nevrotico,il cliente rompi,la crisi economica…)
2 iniziare il programma punitivo’ 100 frustate’ condito da ‘avrei dovuto,come ho fatto ad essere così stupido,adesso cosa penserà xxx e variazioni sul tema con botte micidiali alla propria autostima
3 spostare la frustrazione per non essere stato all’altezza o aver fatto la classica figuraccia su qualcuno che non c’emtra assolutamente nulla.
Il classico esempio . tornare a casa e prendersela con qualcuno in famiglia o magari con il cane

Una volta ripulita la macchia dell’errore tutto è più bianco ma cosa ha imparato da questo sbaglio?Nulla.
La lezione rimane lettera morta.L’errore,quello da non fare è chiaro ma cosa fare,quando,come,dove vaga nel porto delle nebbie.

Il paradosso dei perfezionisti
Più si adoperano a nutrire il mito della perfezione più il destino,gli altri,gli dei..mettono i bastoni fra le ruote.
Più controllano freneticamente punti e virgole più qualcosa sfugge sempre al loro controllo.
In questa maniera danno ragione alla seconda parte del detto latino ‘errare humanum est, perseverare autem diabolicum, (commettere errori è umano, ma perseverare [nell'errore] è diabolico).

Cosa fare
Lightbulb / Idea cancellare dal vocabolario la parola ‘errore’.Non esistono gli errori.Esitono i risultati.I risultati sono neutri.Giusto/sbagliato sono giudizi.
Concentrarsi sullo sbaglio è come accendere il riflettore sul problema,su quello che non va lasciando in ombra la strada per arrivare alla soluzione o alla correzione dell’errore.

Lightbulb / Ideaprendere le necessarie precauzioni.Prevenire è meglio che curare…
Valutare il fattore rischio come un buon risk manager e mettere in conto che a posteriori c’è sempre qualcosa da riaggiustare

Lightbulb / Ideasmontare il meccanismo errore=vergogna,punizione,bocciatura.
A tutto c’è rimedio.L’unico modo per smettere di fare sbagli è eterno riposo

Lightbulb / Ideaassolvere l’errore,rimediare,cambiare… e andare oltre
Ti senti in colpa per aver sbagliato,per non essere stato all’altezza delle aspettative? Try again
Il senso di colpa non è una condanna ma è solo un segnale.
IL segnale ti dice cosa,dove è il punto da riparare o cambiare,l’anello storto nella catena,l’elemento-no

L’errore è un investimento
Sbagliare non è una perdita irrimediabile ma un capitale da investire meglio,un’altra chance.
Se non investi di nuovo rischi di sprecare l’opportunità che l’errore ti ha messo fra le mani.

5 minuti per divertirsi
Ecco uno spiritoso commercial che facevano a Carosello negli anni 70

Le bugie-fette di prosciutto:un’tavor’per non vedere,sapere,sentire

martedì, 8 giugno 2010

bugie,bugie vitali,Goleman,dire la verità,fette di salame sugli occhi,counseling

Quale vantaggio hanno i bugiardi? Che quando dicono la verità non sono creduti. Aristotele
Hai mai sentito parlare dei buchi neri,di quei corpi celesti invisibili?
Beh…non stanno solo in cielo ma anche dentro di noi,nella nostra coscienza
Ogni volta che c’è qualcosa che non ci piace ma facciamo finta del contrario perché ci pesa accettarla,
un comportamento di qualcuno che ci fa male ma non vogliamo ammetterlo,un evento traumatico o doloroso

Facciamo davvero finta di non  sentire,vedere,capire?
Abbiamo davvero,come si dice, le fette di salame sugli occhi?

Spesso per difenderci dalla cruda verità mettiamo in azione dei meccanismi di protezione.

La nostra mente cancella o seppellisce nell’inconscio la verità impedendoci di diventarne consapevoli.
Questi sono le bugie vitali che negano o deformano  la realtà perché troppo dolorosa per essere sopportata.
Queste bugie sono  potenti dosi di anestetico per non farci sentire il malessere o provare emozioni negative

Il bugiardo deve avere buona memoria.
Marco Fabio Quintiliano

Secondo Goleman, scopritore della ‘intelligenza emotiva’ cioè la capacità di riconoscere e gestire le emozioni ognuno  usa dei filtri per selezionare la realtà e farne arrivare alla coscienza solo una parte.

La mente di ognuno ha una ‘parte cieca’, incapace di vedere le cose come stanno in realtà. E’  per questa ragione che possiamo raccontarci le bugie vitali.
Possiamo raccontarcele ad uso e consumo proprio o possono diventare della famiglia
(tutti sanno ma nessuno parla) o della comunità
Ad esempio la cronaca da’ spesso notizie di violenze rièpetute sotto lo sguardo di tutti prima di essere denunciate.

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
Bertolt Brecht

La storia racconta che in Germania durante il nazismo, buona parte dei tedeschi negarono, in perfetta buona fede, quello che avveniva nei lager.
E’ un inganno fatto contro se stessi per evitare l’ansia e questo ha un prezzo perché lascia esattamente il problema sotto il tappeto
Se non vediamo il problema..non esiste,E’ un po’ come la strategia degli struzzi..mettiamo la testa sotto la sabbia

Ignorare il problema ci impedisce di risolverlo.Se non siamo consapevoli di avere un problema come possiamo cambiare?.

fra bugia e verità esiste una via di mezzo
L’antropologo e psicologo statunitense Gregory Bateson sostiene che esiste una linea di confine al di là del quale  una cosa positiva diventa  tossica,fra sincerità e l’inganno, fra vivere una vita di bugie e dire sempre la pura verità
C’è sempre un set point,un punto di equilibrio fra vivere una vita di bugie e dire sempre la pura verità
 
Alle volte dopo aver detto una bugia, ci si sente male,in colpa soprattutto se chi riceve la bugia è una persona alla quale teniamo.
E se poi lo scopre?
Il pericolo  è di non essere più creduti,di perdere la sua fiducia anche se è stata l’unica volta in cui siamo ricorsi alla “frottola”.
La verità non è mai semplice e la scelta più giusta è di solito quella più difficile. La trasparenza nei rapporti con gli altri permette di sentirsi in pace con se stessi.

Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia.
Otto von Bismarck

La gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione.
Mark Twain

Prima raccogli i fatti, così in seguito potrai distorcerli come ti pare.
Mark Twain

BIBLIOGRAFIA
David J. Lieberman  Scoprire le bugie  Tea manuale
Attraverso il linguaggio del corpo, dalle parole  e dell’espressione del viso si può facilmente riconoscere chi sta tentando  dirci una bugia.

Gianna Schelotto Perchè diciamo le bugie Mondadori

Sei insoddisfatto,stressato,inquieta? Cerca lo spazio verde dentro di te…

venerdì, 28 maggio 2010

biblioterapia,giardino terapia,piante,psiche,autostima,counseling,crescita personale,confini personali

Sei mai andato a fare una passeggiata nel verde per lavar via lo stress del quotidiano,ripulire i polmoni,
svuotare la mente davanti alla vista di una distesa verde,di un prato punteggiato di fiori?
Ti sei mai preso cura sul tuo terrazzo o balcone di fiori e piante?


Giardini e anime costituiscono uno spazio segreto tra ciò che è chiaro e ciò cheoscuro, tra cultura e natura, tra spirito e corpo
Ammann Ruth

Il ‘vivere verde’, non è solo per l’ambiente esterno ma riguarda anche il tris di ciascuno:corpo,mente,spirito.

L’importanza che le piante hanno sul benessere! delle persone non ha confini: il legame abbraccia differenti culture, gruppi etnici, occupazioni, età, scolarità, livello economico, estrazione sociale, luogo di residenza, paese di nascita. Kaplan.

GIARDINO E PSICOLOGIA
Il giardino è l’immagine,l’archetipo di chi sei.
Il giardino, anche se piccolo con un solo vaso sul balcone è una metafora del tuo spazio interiore.

 la sua ricchezza e complessità, data dall’intreccio dei sentieri, dall’alternarsi di prati fioriti e alberi verdeggianti, dalla vitalità fontane e cespugli colorati, rispecchia la nostra natura interiore. La caduta delle foglie, la paralisi della vita durante l’inverno, lo schiudersi dei germogli, il movimento dell’acqua tra le rocce. Sono tutte esperienze che anche l’individuo fa, solo che le esprime con i concetti complessi della psicologia, mentre il giardino le esprime con il linguaggio della natura.J. Hilman

Tutto ciò che può accadere ad un giardino può accadere all’anima e alla psiche: troppa acqua, troppo poca, cimici, caldo, tempesta, inondazioni, miracoli, morte, rinascita, grazia, guarigione.
Mentre curano il giardino le donne tengono un diario, su cui registrano i segni di vita e di morte.Nel giardino ci esercitiamo a lasciare vivere e morire i pensieri, idee, preferenze, desideri e perfino amori.Piantiamo, strappiamo, seppelliamo.
Dissecchiamo i semi, li seminiamo, li sosteniamo.
Il giardino è un esercizio di meditazione per capire quando è tempo per alcunché di morire.
In giardino ci si muove con e non contro le inspirazioni e le espirazioni della più grande Natura Selvaggia
C.P. Estés, “Donne che corrono coi lupi”

Prendersi cura di fiori e piante è come prendersi cura di noi stessi.
Ogni giorno le piante hanno bisogno di essere accudite, così come il nostro giardino interiore ha bisogno di acqua, di nutrimento, che dobbiamo dare a noi stessi.
Seminare, far crescere con cura qualsiasi pianta,
togliere le foglie gialle e le erbacce è come ripulire la mente, strappare, prima che mettano radici velenose, le erbacce degli stati d’animo distruttivi.

il giardino ha il tuo ritmo
impariamo a seguire il ritmo delle stagioni, apprezzare tutte le stagioni della nostra vita.,dare un senso  al tempo che scorre, superare i nostri ‘inverni di disagio’.
Ogni gemma,ogni foglia nuova che spunta ci gratifica concretamente,ci dice che tutto cambia,che nulla è stabile come il cambiamento

Tra le piante si prova la sensazione di esserci nel qui e ora,di avere il proprio spazio per crescere insieme a loro,di trovarci esattamente dove dovremmo essere.

Il giardino ha un recinto
Lo spazio del tuo giardino è protetto perché nessuno può invaderlo o distruggerlo.
Ogni giardino ha anche una porta d’entrata.
Sei tu a decidere chi far entrare. 

autostima,pianta,counseling,aumentare autostima,fioriL’autostima è…verde
L’autostima è un po’ come una pianta deve essere curata:devi  bagnarla, nutrirla, proteggerla dalle intemperie dei pensieri negativi,fortificarla contro gli attacchi  dei criticoni -parassiti  .
Dedicarsi a piante e fiori aiuta ad aumentare l’autostima.
Questo vale soprattutto per le donne che spesso si caricano di dubbi,si deciano troppo agli altri e dimenticano di curare il proprio spazio- giardino,le proprie passioni .

L’autostima è un fiore che va annaffiato ogni giorno. Il potere è dentro di noi, è nella cura che abbiamo di noi stessi, nella capacità di volerci bene.
Willy Pasini

Biblioterapia
Judith Handelsman Crescendo Me Stessa Dalla cura delle piante al giardinaggio interiore
Ruth Amman Il giardino come spazio interiore Bollati Boringhieri
Patrick Blanc Il bello di essere pianta  Bollati Boringhieri
Cristina Borghi Il giardino che cura Giunti

articoli
La giardino terapia

Teatro e natura

Come ritrovare benessere frequentando giardini

Cosa vuoi veramente nella tua vita? Voglio sapere se…..

domenica, 23 maggio 2010

oriah mountain dreamer,voglio sapere,cambiamento,autostima,counseling

Cosa conta davvero nella tua vita? Un invito a scoprire tutti ciò che vuoi realmente.

Non mi interessa ciò che fai nella vita.
Voglio sapere se osi sognare di incontrare le voglie del tuo cuore.

Non mi interessa sapere quanti anni hai.
Voglio sapere se rischierai di sembrare matto per amore, per i tuoi sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non mi interessa quali pianeti facciano quadrato con la tua luna.
Voglio sapere se hai toccato il centro della tua tristezza, se sei stato esposto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso dalla paura d’ulteriore dolore.

Voglio sapere se puoi sederti col dolore, il mio ed il tuo, senza muoverti per nasconderlo o attenuarlo o aggiustarlo.

Voglio sapere se puoi vivere con gioia, la mia e la tua, se puoi danzare selvaggiamente e lasciare che l’estasi riempia la punta delle tue dita delle mani e dei piedi senza preoccuparci di fare attenzione, d’essere realistici, o di ricordare le limitazioni di esseri umani.

Non mi interessa se la storia che mi stai raccontando è vera.
Voglio sapere se puoi deludere una persona per essere sincero con te stesso. Se puoi sopportare l’accusa di tradimento e non tradire la tua anima. Se puoi essere infedele e anche affidabile.

Voglio sapere se puoi vedere la bellezza, anche quando non è carina, ogni giorno e se puoi nutrire la tua vita con la sua presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio, e comunque stare sul ciglio del lago e urlare all’argentata luna piena, “Si!”

Non mi interessa sapere dove vivi e quanti soldi hai.
Voglio sapere se puoi alzarti, dopo una notte di tristezza e disperazione, esausto ed ammaccato sino all’osso e fare ciò che deve essere fatto per nutrire i bambini.

Non mi interessa chi conosci o come sei arrivato qui.
Voglio sapere se starai nel centro del fuoco con me senza tirarti indietro.

Non mi interessa dove, cosa o con chi hai studiato.
Voglio sapere cosa ti sostiene, dall’interno, quando tutto il resto peggiora. Voglio sapere se puoi stare solo con te stesso e se ti piace davvero la compagnia che ti fai nei momenti vuoti.Oriah Mountain Dreamer:

bibliografia
L’invito all’ascolto della vita  
di Mountain Dreamer Oriah
Il libro è un invito a vivere in modo più profondo e appassionato. Nasce da un poema-saggio scritto di getto ma passato di bocca in bocca per tutta l’America, letto alla radio e in televisione.

I have heard it all my life
A voice calling a name I recognized as my own.
Sometimes it comes as a soft-bellied whisper.
Sometimes it holds an edge of urgency.
But always it says: Wake up my love. You are walking asleep.
There’s no safety in that!

La sento da quando sono nata
La voce che chiama un nome che riconosco come mio
Qualche volta mi giunge come un tenue sussurro che vien dalla mia pancia
Qualche volta racchiude un senso di urgenza
Ma dice sempre: svegliati amore mio.Stai camminando addormentato
Non c’è sicurezza in questo

 

Biblioterapia:le parole che nutrono e fanno riflettere

giovedì, 20 maggio 2010

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Non c’è nessun vascello che, come un libro
possa portarci in paesi lontani,
né corsiere che superi al galoppo
le pagine di una poesia.
E’ questo un viaggio anche per il più povero,
che non paga nulla,tanto semplice è la carrozza
che trasporta l’anima umana.  Emily Dickinson

Ho letto negli anni moltissimi libri e alcuni li rileggo e ogni volta trovo spunti nuovi per riflettere e un traccia sottile alle mie domande.
Ecco il mio personale suggerimento

Marie Cardinal Le parole per dirlo - Bompiani
un romanzo del 1976,una storia autobiografica della rinascita di una donna.
Il libro ebbe un notevole successo perché è stata la prima storia autobiografica  dal punto di vista femminile.
Le parole  sono le parole che spesso ci mancano, per esprimere sensazioni, emozioni e sentimenti. Sono le parole che ogni donna riscopre dentro di sé togliendo la polvere alle ferite e al silenzio durante un lavoro su noi, di conoscenza e di approfondimento dei nostri vissuti. Sono le parole dimenticate e coperte dalle sovrastrutture culturali, dove il “bel dire” spesso nasconde fino ad annullare il “vero dire”.

Ho cominciato a parlare di mia madre e non ho più smesso, fino alla fine dell’analisi. In tutti questi anni non ho fatto altro che calarmi in lei come in un burrone senza fine. Così sono riuscita a conoscere la donna che lei avrebbe voluto che fossi…

Clarissa Pinkola Estes Donne che corrono coi lupi - Frassinelli
Storie di donne,favole che aiutano a riflettere.
Un viaggio interiore per ritrovare la strada.Col tempo,dice la Estes, ogni donna può trovare la propria ‘fiaba guida’.

In ogni donna si nasconde una forza molto potente, fatta di istinti e creatività passionale: la donna selvaggia.
Se perdiamo i contatti con questa parte di noi ci allontaniamo dalla nostra anima e perdiamo la sicurezza nel nostro cammino.

La donna selvaggia ‘porta tutto ciò di cui una donna ha bisogno per essere e sapere,fissa il territorio, trova il proprio branco, sta con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo, parla e agisce  per proprio conto, in prima persona.
E’ quella che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite.

La donna selvaggia è l’anima femminile. E’ amica e madre di coloro che hanno perso la strada, si sono perdute, è amica e madre di tutte coloro che hanno bisogno di sapere.
Ogni donna conserva dentro di sè un posto segreto per la donna selvaggia.
Chi è la Donna Selvaggia?

E’ la Donna che ognuna di noi è sotto gli strati calcificati di obbedienza, buone maniere e conformismo che ci sono stati imposti e che come calcare si sono attaccati a noi.

La Estes  con l’aiuto delle storie, ci accompagna nel viaggio alla riscoperta di noi stesse e di ciò che abbiamo dimenticato. E quando il viaggio sarà finito molte cose saranno cambiate.
Perché i lupi?
La donna e il lupo sono entrambi curiosi, protettivi ed aggressivi, fiutano il pericolo, e hanno entrambi una grande forza.
Il lupo è indomabile, proprio come la donna quando non si lascia controllare

MARIANNE FREDRIKSSON  Le figlie di Hanna -TEA
tre donne ,tre generazioni e diverse storie  di vita : nonna, figlia e nipote.

CARMEN RENEE BERRY- TAMARA TRAEDER  Amiche - TEA
Ogni volta che siamo in crisi  possiamo essere certe di trovare in una amica la nostra stessa esperienza e sensibilità.
Nel racconto delle esperienze altrui e della propria insieme, le due autrici ci presentano una sorta di catalogo ragionato dell’amicizia femminile.

Elena Loewenthal, La Stampa

 

Cosa hai seminato nel prato della tua vita?

mercoledì, 28 aprile 2010

vita aforismi,speranza,opportunità,counseling,qualità della vita

La tempesta è capace di disperdere i fiori ma non è in grado di danneggiare i semi.
Kahlil Gibran

Se non puoi essere un pino su un monte sii una saggina nella valle, ma sii la migliore piccola saggina sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero sii un cespuglio.
Se non puoi essere un’autostrada sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere poi mettiti con passione e realizzalo nella vita
.

Martin Luther King