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Immagine-autostima: che impressione dai agli altri? l’ABC della prima impressione

mercoledì, 1 settembre 2010

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Ti sei mai chiesta,dopo un colloquio di lavoro o il primo incontro con un potenziale partner che impressione hai dato? E’ quella che tu volevi? Che impressione vuoi dare di te agli altri?Che immagine vuoi lanciare nel mondo ?

 

L’ABC della prima impressione
1 la logica non c’entra

Il nostro cervello impiega pochi secondi per mettere l’etichetta su una persona nuova e decidere se è competente,affidabile,simpatica.. oppure il contrario.
Accade in campo professionale e privato in tutte le relazioni.
Il nostro cervello raccoglie rapidamente l’immagine come una Polaroid che si sviluppa all’istante,una fotografia da capo a piedi dell’altra persona,una istantanea che rimane impressa nella memoria:come si veste,come si presenta,come si muove e comunica.Questo primo giudizio non è affatto influenzato dalla logica. Se qualcuno all’inizio ’sente’ a pelle che tu sei una persona con cui non vuole avere a che fare è difficile che si instauri un dialogo,un business o una relazione.

2 è una questione di percentuali
Il giudizio che gli altri danno di te non dipende inizialmente da quello che dici,dalle parole che usi. Prima che tu dica una parola l’altra persona ha già la sua impressione su di te e viceversa.
Più dell’80% della prima impressione dipende dalla immagine che proietti (il tuo stile,gli abiti che indossi,i colori che preferisci,la tua pettinatura…)e dal linguaggio non verbale che usi ( la postura,il tono di voce,i tuoi gesti,le espressioni del tuo viso…)

Quando dai una cattiva impressione quella rimarrà a lungo e non importa quello che farai per riaggiustare il tiro.Non è giusto..d’accordo..ma è un fatto.Certo la prima impressione può essere sbagliata e si può cambiare col tempo.Puoi,come tutti, prendere autentiche cantonate, supervalutare una persona che non se lo merita o evitare qualcuno che è davvero in gamba perché la prima opinione che ci facciamo dipende da aspetti emozionali.

3 i  quattro  filtri
Come si forma la prima impressione?In maniera subliminale.L’altra persona ti vede con i suoi occhi e ti giudica non solo se sei simpatica,
competente,affidabile,sicura di te o no ma anche quanto lo sei.Per farlo usa in maniera tutta personale 4 filtri:
 
1 la tua credibilità

La credibilità è un insieme di elementi diversi:onestà,
intelligenza,sinceraaffidabilità, sicurezza di sé,competenza…

2 la tua simpatia
La simpatia è una questione di pelle,di capacità di mettere a suo agio l’altra persona e cosa potresti avere in comune con lei.Questa simpatia viene comunicata attraverso il tuo comportamento,i tuoi vestiti,la tua voce,l’età,l’esperienza,l’appartenenza o meno allo stesso genere o nazionalità…

3 il tuo fascino personale
Il fascino che eserciti sugli altri è una alchimia di come presenti te stessa a 360° (il tuo corpo,le tue emozioni,i tuoi pensieri,la tua anima) e come traduci tutto questo nella tua immagine.Il tuo total look comunica direttamente quanto stimi te stessa,quanto ti rispetti e quanto sei sicura di chi sei e cosa sai fare.Vorrei fare due citazioni di una icona della bellezza

Il sex appeal è qualcosa che ti senti dentro.
Posso trasmetterlo in ugual misura quando sono completamente vestita, quando raccolgo mele da un albero o quando me ne sto ferma sotto la pioggia.
La mia vittoria più grande è stata quella di essere capace di convivere con me stessa, di accettare i miei difetti… Sono molto lontana dall’essere umano che vorrei essere. Ma ho deciso che non sono tanto male, dopo
tutto.
Audrey Hepburn

 4 la fiducia in te stessa
Tutto parte da te,da quanto conosci le tue doti,le tue qualità,le risorse che puoi mettere in campo nel mondo,da quanto dai spazio al tuo valore e quanto credi in te stessa.Se la fiducia è scarsa ti sottovaluti,hai paura a prendere l’iniziativa,a farti notare,a far rispettare il tuo spazio,le tue idee…Magari costruisci una immagine poco autentica per sentirti a tuo agio e gli altri lo captano

L’immagine è presentare e comunicare al meglio chi sei.Ci vogliono 30 secondi ..e hai già dato agli altri la prima impressione.

Se dai la giusta impressione e comunichi con successo la tua personalità e le tue capacità gli altri risponderanno di conseguenza.

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Colori e dieta: che colori possono aiutare la tua dieta?(part 2)

mercoledì, 30 giugno 2010

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Nel precedente articolo ho parlato del blu come colore help per aiutare chi sta a dieta e vuole un aiuto dai colori per non sgarrare

Frigo..time out
I morsi della fame ti spingono verso il frigo o verso la scatola di cose da sgranocchiare?
Prima di fare il rush proibito fai una piccola pausa di 60 secondi e chiediti di che colore ho bisogno?
Qualsiasi risposta ti salta in mente,fidati del messaggio che il tuo ’stomaco emotivo’ ti manda.
Immagina di essere circondata da quel colore,full immersion.
Fai dei lunghi e profondi respiri e immagina di assorbire quel determinato colore attraverso il tuo corpo come se fossi una spugna e fai la ricarica
Il colore è energia.Le nostre cellule emettono luce colorata a bassissima intensità e comunicano fra loro attraverso il colore

Sorella acqua
Ti senti gonfia e hai bisogno di drenare?
Per riattivare il sistema linfatico il colore per eccellenza  è il giallo e il complementare è il viola
Bevi acqua gialla solarizzata prima dei pasti e acqua solarizzata viola circa mezz’ora dopo i pasti.Come fare?
Prendi una bottiglia del colore scelto e riempila di acqua minerale naturale.
Se non hai una bottiglia di quel colore puoi prenderne una di vetro bianco e avvolgerla con una carta  del colore prescelto o un panno di cotone, lana o lino del colore prescelto.Lasciala al sole da un minimo di tre ore fino ad un’intera giornata. L’acqua acquisisce le proprietà elettromagnetiche del colore.L’acqua si mantiene attiva per 3/4 giorni, se conservata al buio e al fresco.

Il trucco dello specchio
Prova a mettere uno specchio sulla tavola e guardati mentre  mangi.Non ci credi? Incredibile ma funziona.
Mangerai meno.E’ stato provato da uno studio e dalla pratica.Ho suggerito ad alcune clienti questo trucco e i risultati sono stati più che positivi.
C’è una spiegazione a tutto questo.Sembra che quando ci si guarda allo specchio in esso si riflettano i propri obiettivi e la propria immagine interna.
Questa immagine di te che vedi riflessa nello specchio ti aiuta in modo diretto ed efficace a stare concentrata sul tuo proposito di guadagnare la tua forma ok

Per quelle che hanno sempre fretta
Mangi alla velocità della luce?
Introduci cibi di colore verde.Questo colore aiuta a rallentare durante i pasti.Per esempio:inizia il pasto con una insalata mista con rucola,cetrioli.Aggiungi,se ti piacciono,peperoni verdi,spinaci baby,zucchine a julienne…
Le verdure verdi aiutano il metabolismo dei carboidrati e delle proteine,contengono magnesio.
Il magnesio stimola l’assorbimento ed il metabolismo di calcio, fosforo, sodio e potassio.
Altri ortaggi verdi:, asparagi, basilico, bieta, broccoli, olive.

Il tè verde
accelera il metabolismo, perché aumenta la termogenesi (generazione dell’energia a livello cellulare) attraverso l’attivazione della lipolisi (  il processo brucia-grassi). In poche parole…da’ una botta ai depositi di adipe. Bevi almeno un litro al giorno, senza zucchero, soprattutto nella prima parte della giornata.
Importante:evita di bere anche caffè e mangiare cioccolato per non provocare un  eccesso di sostanze eccitanti.

L’equilibrio dolce/salato
Nei principi di alimentazione cinese,basata sulla dinamica dello yin e dello yang c’è un rapporto fra sale(legato al colore rosso caldo yang,) e lo zucchero ( violetto,colore freddo yin).
Per riequilibrare lo yin e lo yang il colore dell’equilibrio è il verde.

Vuoi sapere altri modi pratici su come usare il colore per il tuo benessere?

Quali sono i colori giusti per migliorare la tua immagine?

Come può aiutarti il colore a star bene con te stessa e con gli altri?

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Arrow Iconpersonalità e colore :scopri la tua combinazione
Arrow Iconcromodieta: come usare i colori per stare in forma
Arrow Iconla formula della cromatologia per una casa personale
e..altro ancora

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Risoterapia: ridere fa bene perché….

venerdì, 25 giugno 2010

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Il riso fa buon sangue, stimola la produzione delle beta-endorfine, che fortificano il sistema immunitario ed evitano di caricarsi di stress e di ansia.

L’umorismo è il più potente meccanismo di difesa. Permette un risparmi di energia.Con una battuta blocchiamo l ‘irrompere di emozioni spiacevoli. (Freud)
Nel ridere ci puo’ essere anche aggressività perche’ possiamo tirar frecciate a qualcuno e provare piacere nel farlo.

Nietzsche ha detto: ridere significa essere maligni pur mantenendo la coscienza tranquilla.

L’ronia, e specialmente il wit(l’english humour sottile) non e’ ereditario ma si impara cercando di cogliere in ogni situazione il lato comico.Tutte le situazioni ne hanno uno.
Saper fare questo vuol dire sdrammatizzare le situazioni e non accumulare stati d’animo negativi. ridere è una ginnastica psichica, fisica, mentale ed emotiva.
“Un cuore giocoso fa bene come un farmaco” (Bibbia, Proverbi 17:22)

Nel riso si impegnano più di 60 muscoli, per piangere ne usiamo meno di 20.Si modifica la respirazione, si usa il diaframma (pochi lo fanno normalmente), si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio),si adoperano le fasce muscolari più profonde per esempio della pancia creando un automassaggio rilassante.

Il cervello si “distrae”, i pensieri negativi perdono il loro potere, la mente si distende, la vita sembra migliore. Come il sonno, il ridere migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, scioglie la paura, esorcizza i cattivi pensieri. Ridere è una filosofia  verso la vita.
Crea un atteggiamento  diverso del proprio rapporto con la vita e con la morte.

L’umorismo e’ una marcia in piu’ Per essere spiritosi occorre la fantasia,essere pronti a cogliere il paradosso,il grottesco.Il comico nasce da un’incongruenza rispetto alla normalità, al prevedibile.

Sei come Pinocchio?:dire bugie fa bene

venerdì, 4 giugno 2010

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Ognuno di noi,secondo gli esperti,dice 200 bugie al giorno,praticamente una ogni 7 minuti.
Dire le bugie é spesso considerato in termini negativi ma chi può farne a meno?  
Le bugie sono come il pane quotidiano perchè aiutano in situazioni difficili o problematiche e contribuiscono a facilitare i rapporti.
Come  Pinocchio  tutti diciamo bugie per vari motivi.Chi sostiene di dire sempre la verità non è sincero.

un training che inizia presto
Raccontare bugie, é un comportamento che ci permette di recuperare una lontana esperienza avuta nella nostra infanzia quando le bugie servivano a farci crescere,sperimentare il mondo e costruire la nostra identità.
I nostri genitori per primi ci hanno raccontato bugie descrivendoci le cose semplicemente per farcele comprendere e hanno utilizzato metafore, esemplificazioni (es: mangi come un porcellino),o parole per indicare  l’oggetto (vuoi il brum brum  per indicare qualcosa da bere).
Mentire è un’arte che si apprende a circa tre anni quando incominciamo ad immaginare quello che pensano le persone che abbiamo intorno.
Per la prima volta scegliamo di dire una bugia per evitare lo sculaccione o la sgridata. Via via crescendo la bugia durante l’adolescenza diventa utile per difendere la propria identità e  il senso di sé.

le bugie vanno in coppia
Nella coppia la bugia attecchisce se  si giocano i due ruoli
♦il bugiardo che nega l’evidenza
♦la vittima della persona bugiarda pronta a fidarsi
perché  la vittima ‘ci crede’?
perché si fida più dell’altra persona che  di sé.E’ una questione di autostima
In questo caso l’unico modo per difendersi e ritrovare stima di se stessi è prendere le distanze.

i bugiardi cronici
A volte mentire può essere una malattia. Se si perde totalmente il contatto con la realtà, si finisce per credere veramente alle menzogna che si raccontano e non si riesce più a fare a meno di dirle
La bugia, è un comportamento strategico solo se isolata.Dire continuamente bugie innesca un circolo perverso,una escalation: menzogne sempre più grandi, usate per coprire le precedenti, stress per la paura di venire scoperti,necessita’ di avere una ottima memoria per tenere la contabilita’ di tutte le bugie.Prima o poi la verita’ viene a galla e,come si dice,le bugie hanno le gambe corte.
A meno che  non si abbia a che fare con persone che “vogliono” credere alle menzogne e non vogliono vedere (le classiche fette di salame sugli occhi).In questo caso non sono più bugie ma inganni verso se stessi(il famoso…raccontarsela per quieto vivere)


Uomini e donne:due modi diversi
Uomini e donne si comportano diversamente di fronte alle bugie.
Le donne mentono meno degli uomini e la loro bugia serve prevalentemente per compiacere e farsi accettare.
Gli uomini dicono soprattutto bugie per dare una immagine di sé migliore.Spesso sono convinti che, anche se scoperti, la passeranno liscia.

INVENTARIO DELLE BUGIE: I 7 TIPI
1 la bugia bianca (detta white lie in inglese) si dice per educazione e per non ferire la sensibilità altrui (questa pettinatura ti sta bene,sei dimagrita…)
2 la bugia pedagogica si racconta ai bambini per gratificarli
3 La bugia utilitaristica :si prende una scusa per non portare a termine un impegno o un incarico
4 La bugia migliorativa per farsi vedere al meglio dall’altra persona, per apparire più interessanti o attraenti
5 La bugia protettiva è la bugia che si dice al partner  per non far scoprire un tradimento
6 L’omissione che non  è una vera e propria bugia .In questo caso  si nasconde la verità o una parte di essa.
7 la bugia a fin di bene per risparmiare un dispiacere ad un’altra persona .Chi dice questo tipo di bugie vuole controllare l’altra persona .La persona bugiarda a fin di bene ha  una scarsa fiducia dell’altra persona e delle sue capacità  di affrontare la realtà anche se non e’ positiva (e’ una svalutazione dell’altro)
In realtà chi dice le bugie a fin di bene lo fa per proteggere se stesso e perché in fondo  ha paura della reazione di chi ascolta, di rovinare un rapporto,di non riuscire a gestire le proprie emozioni e quelle dell’altra persona.
Le bugie fanno parte delle nostre strategie di sopravvivenza.A volte essere bugiardi con alcune persone ci permette di essere sinceri con altre.

Bugia o verità’ un problema di scelta
Il dilemma non è ‘dico una bugia o dico la verità?
ma ‘a chi voglio dire la verità? a chi mentire?’
Dire o non dire è un problema di scelta
Essere leali non significa dire sempre la verità in ogni circostanza e a qualsiasi costo. Tenere qualche segreto è una prova di indipendenza e maturità: sono i bambini che raccontano tutto alla mamma.Gli adulti sanno anche tacere piuttosto che dire la verità in modo brutale con l’obiettivo di ferire l’altro.

tradimento:dire o non dire?
Chi confessa un tradimento lo fa per liberarsi dei sensi di colpa e scaricarli sul partner.
Ti sei preso/a una sbandata?
Chiediti se vale la pena ferire il/la partner o se è meglio gestire il sempre annunciato senso di colpa,capire il motivo del disagio e riprendere un dialogo aperto con l’altra persona per comunicare i tuoi bisogni,le tue paure,i tuoi dubbi.
Nel prossimo articolo : le bugie vitali

Cosa vuoi veramente nella tua vita? Voglio sapere se…..

domenica, 23 maggio 2010

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Cosa conta davvero nella tua vita? Un invito a scoprire tutti ciò che vuoi realmente.

Non mi interessa ciò che fai nella vita.
Voglio sapere se osi sognare di incontrare le voglie del tuo cuore.

Non mi interessa sapere quanti anni hai.
Voglio sapere se rischierai di sembrare matto per amore, per i tuoi sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non mi interessa quali pianeti facciano quadrato con la tua luna.
Voglio sapere se hai toccato il centro della tua tristezza, se sei stato esposto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso dalla paura d’ulteriore dolore.

Voglio sapere se puoi sederti col dolore, il mio ed il tuo, senza muoverti per nasconderlo o attenuarlo o aggiustarlo.

Voglio sapere se puoi vivere con gioia, la mia e la tua, se puoi danzare selvaggiamente e lasciare che l’estasi riempia la punta delle tue dita delle mani e dei piedi senza preoccuparci di fare attenzione, d’essere realistici, o di ricordare le limitazioni di esseri umani.

Non mi interessa se la storia che mi stai raccontando è vera.
Voglio sapere se puoi deludere una persona per essere sincero con te stesso. Se puoi sopportare l’accusa di tradimento e non tradire la tua anima. Se puoi essere infedele e anche affidabile.

Voglio sapere se puoi vedere la bellezza, anche quando non è carina, ogni giorno e se puoi nutrire la tua vita con la sua presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio, e comunque stare sul ciglio del lago e urlare all’argentata luna piena, “Si!”

Non mi interessa sapere dove vivi e quanti soldi hai.
Voglio sapere se puoi alzarti, dopo una notte di tristezza e disperazione, esausto ed ammaccato sino all’osso e fare ciò che deve essere fatto per nutrire i bambini.

Non mi interessa chi conosci o come sei arrivato qui.
Voglio sapere se starai nel centro del fuoco con me senza tirarti indietro.

Non mi interessa dove, cosa o con chi hai studiato.
Voglio sapere cosa ti sostiene, dall’interno, quando tutto il resto peggiora. Voglio sapere se puoi stare solo con te stesso e se ti piace davvero la compagnia che ti fai nei momenti vuoti.Oriah Mountain Dreamer:

bibliografia
L’invito all’ascolto della vita  
di Mountain Dreamer Oriah
Il libro è un invito a vivere in modo più profondo e appassionato. Nasce da un poema-saggio scritto di getto ma passato di bocca in bocca per tutta l’America, letto alla radio e in televisione.

I have heard it all my life
A voice calling a name I recognized as my own.
Sometimes it comes as a soft-bellied whisper.
Sometimes it holds an edge of urgency.
But always it says: Wake up my love. You are walking asleep.
There’s no safety in that!

La sento da quando sono nata
La voce che chiama un nome che riconosco come mio
Qualche volta mi giunge come un tenue sussurro che vien dalla mia pancia
Qualche volta racchiude un senso di urgenza
Ma dice sempre: svegliati amore mio.Stai camminando addormentato
Non c’è sicurezza in questo

 

Comunicazione: Come capire se l’altro è sincero?Il corpo non mente

lunedì, 26 aprile 2010

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“Quando gli occhi dicono una cosa e la lingua un’altra la persona accorta crede al messaggio dei primi ”
Ralph Waldo Emerson

 I segnali del corpo
Quando comunichi i tuoi gesti anticipano sempre quello che stai per dire a parole.Ma cosa accade se per quieto vivere,per educazione,per compiacere o se stai barando dici una bugia?
In una situazione di conflitto interiore le tue parole diranno una cosa ma il tuo corpo segnalerà la verità.

Il corpo diviso
E’ più facile tenere sotto controllo la mimica del viso e alcuni gesti perché abbiamo la consapevolezza del corpo fino al bacino.
La parte inferiore del corpo è meno controllabile.

destra e sinistra: chi ha il controllo?
Ognuno di noi è in grado di controllare più la parte destra del suo corpo mentre ci sfugge la parte sinistra

In pratica
dalla vita in giù
Se hai la sensazione che le parole dell’altro non siano sincere o “sentite” fai attenzione ai segnali della parte inferiore del suo corpo
( bacino, gambe e piedi) e al lato sinistro.

è una questione di tempo
Per riconoscere l’ incongruenza di un messaggio fai attenzione alla sequenza temporale fra i gesti e le parole che l’altro dice.
E’ provato che i gesti anticipano sempre quello che stiamo per dire; se accade il contrario, significa che il messaggio verbale è “non sentito”.

Per esempio
messaggio verbale:’ mi trovo bene con te’
gesti: mentre lo dice tiene il piede puntato verso una porta o una finestra. In questo caso le parole sono in contraddizione con la posizione che assume.

Quando qualcuno mente è a disagio ma non può  evitare di incrociare lo sguardo dell’altra persona .Sarebbe troppo evidente.
Si può tradire pero’ dando brevi occhiate in giro o guardando e spostando un oggetto.

Comunicazione:Ma perché lui/lei non mi ascolta?

mercoledì, 23 settembre 2009

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 Sarà capitato forse anche a te di farti questa domanda quando vuoi parlare di te,dire la tua,chiedere un parere o sottolineare un modo di fare che non ti va giù con amici,il/la tua partner,i tuoi genitori,i colleghi.
Forse l’intenzione dell’altra persona di ascoltarti  parte col piede giusto ma poi ti accorgi che il messaggio che hai spedito una volta entrato nelle orecchie di chi lo riceve si è trasformato in tutt’altro.

Ti arriva un consiglio non richiesto ( io al tuo posto….dovevi dire…non dovevi fare…
una critica inopportuna o un ‘  e io cosa dovrei dire che..’

 Gli dei hanno dato agli uomini due orecchie e una bocca per poter ascoltare il doppio e parlare la metà. Talete

 
comunicazione,ascolto,vittoria nervi,counselingScopri i 10 modi no di ascoltare

1  ti ascolto ma ho la testa altrove
L’altro ti ascolta per dovere ma in realtà non è interessat o magari è stanco,annoiato e non ha il coraggio di dirti ‘ adesso no.’per paura di offenderti o di ferirti
Ogni tanto  ti segue con  uhmm..uh….
Ti guarda ma le sue mani e/o le sue gambe (il linguaggio non verbale) segnalano con piccoli movimento l’impazienza di finire.Il mesaggio non è  ‘voglio ascoltare’

2   Ci sono e non ci sono
L’altro ti ascolta ma in realtà è distratto.
Tu stai parlando e hai la netta sensazione di non essere veramente ascoltato.
Chi ascolta fa finta di essere interessato all’argomento.Lo capisci perché l’altro non ti chiede chiarimenti per capirti meglio, per approfondire.
Potresti ad un certo punto  iniziare a parlare in indi e sarebbe lo stesso

3   Non mi va bene niente
Ci sono persone che ascoltano per poter poi criticare l’altra persona,trovare i peli nell’uovo o giudicare.
Sono impazienti se cerchi di spiegare meglio ( stringi….vieni al punto…).
Se glielo fai notare ti rassicurano spesso con  sottile sarcasmo (ma no….continua…) poi cercano di cambiare argomento
Questo tipo di ascolto può essere comunicato anche con il linguaggio non verbale

4   Ho il mio schema
Chi ti ascolta filtra con i propri preconcetti e pregiudizi ciò che gli viene detto.Il  tuo punto di vista è  cancellato.Tutto è interpretato a priori dalla sua  prospettiva  e dalle sue categorie(giusto/sbagliato;buono/cattivo….).Un’altra variante è che ascolta   solo ciò che vuol sentire o che  si aspetta da te.Il resto delle tue parole evapora nell’aria.  

 5   stanza dei bottoni
Chi  ti ascolta reagisce emotivamente ad alcuni argomenti o frasi prendendo le parole a  livello personale come un’accusa,una minaccia come tu schiacciassi un bottone che da’ il via ad una reazione di difesa o alla rabbia al di là della tua reale intenzione.L’ascolto diventa impossibile.La comunicazione diventa del tipo ‘cani e gatti’

Ti viene in mente qualcuno/a che conosci?
Come ti  senti quando qualcuno non ti ascolta?

Nel prossimo post gli altri 5 modi no. Stay tuned