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Counseling:la filosofia del rasoio per non complicarsi la vita

giovedì, 18 febbraio 2010

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Di spot pubblicitari ce ne sono tanti…ma questo rasoio non lo vedrete su nessuna rete TV,non si vende online ne’ nei supermarket. Non e’ il nuovo tri-lame usa e getta ma è il nome di un principio metodologico, alla base del pensiero scientifico moderno.
Il filosofo e frate francescano Guglielmo di Occam E’ il creativo che ha inventato questo rasoio.Vi chiederete cosa c’entra un frate del 1300?
Mi sono ricordata di quando alle superiori studiavo filosofia.Allora le trovate di Occam mi sembravano tutte pensate inutili.Beh non e’ vero…

Cosa diceva Occam?

Il frate filosofo sosteneva che non devono essere fatte più assunzioni di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno.
Il frate, un antesignano del problem solving, affermava:

1 Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem
non aggiungere elementi quando nno serve


In altri termini:
non complicare ciò che è semplice.

All’interno di un ragionamento vanno ricercate la semplicità e la sinteticità. Tra le varie spiegazioni possibili di un evento, è quella più semplice che ha maggiori possibilità di essere vera (anche in base a un altro principio, elementare, di economia di pensiero cioe’ : è ragionevole scegliere, tra varie soluzioni, la più semplice.
Se due teorie espongono ugualmente bene i fatti, la teoria più semplice dotata di un minor numero di ipotesi e’ quella da preferirsi. quindi il rasoio serve a tagliare via quella più lunga e complicata.
evitare il superfluo

essere chiari
essere concreti
Anche Einstein e’ dello stesso parere quando dice : “Ogni teoria dovrebbe essere la più semplice possibile, senza divenire semplicistica.”
Quindi……perche’ complicarsi la vita?Semplificare,vivere con il basic cioe’ i propri valori

Ogni minuto,ogni ora,ogni giorno siamo ad un incrocio e scegliamo.Scegliamo I pensieri che ci diamo il permesso di pensare,le passioni che ci diamo il permesso di sentire e le azioni che ci diamo il permesso di compiere. Ogni scelta e’ fatta nel contesto del sistema di valori che abbiamo scelto per governare la nostra vita.La scelta dei valori guida e’ una delle piu’ importanti scelte che facciamo
(Benjamin Franklin)

2 Pluralitas non est ponenda sine necessitate
Non supporre pluralità quando non serve

 

Cambiamenti? Le 4 paure dietro l’angolo

mercoledì, 6 gennaio 2010

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Il cambiamento è  l’unica cosa  di cui siamo sicuri.
I piccoli cambiamenti quotidiani che scegli di fare dal vestito da indossare a cosa mangiare per pranzo non fanno paura ma quando ti si presenta un cambiamento
importante (cambiare lavoro,città,decidere se convivere o no,se continuare un rapporto…) ecco che sulla strada ti trovi davanti a due vie: sarà una opportunità o no?

Ci sono degli attrezzi,dei punti di riferimento per affrontare un cambiamento?
Pensa ad una mappa.Ci sono le coordinate( latitudine e longitudine) per identificare
*il punto di partenza ,dove ti trovi adesso e
*il punto di arrivo
Per fare tutto il percorso servono tappe intermedie.
A volte cambiare può essere  una sfida  eccitante,altre volte può far paura.
Spesso facciamo una resistenza ostinata per mantenere le cose come stanno fino ad arrivare al sabotaggio dei nostri progressi o a quello degli altri,tutto questo per non affrontare il cambiamento

La vita appartiene ai viventi, e chi vive deve essere preparato ai cambiamenti.Joyce

Le 4 paure
1 Perdita di qualcosa di familiare
Anche se  elenchi i benefici di un cambiamento,di una nuova situazione ,ti senti in ansia perché iin ogni cambiamento c’è sia un guadagno che una perdita.
Non importa se l’attuale situazione ti rende infelice,insoddisfatto .
Il cambiamento,il nuovo scenario di solito porta con se anche alcuni svantaggi

2  Perdita del controllo
Nelle fasi di transizione ti trovi per un certo lasso di tempo senza “SAPERE”.
La conoscenza da’ potere e il potere ti permette di influenzare.
Quando il proprio potere si indebolisce ci si sente in balia degli eventi,allora il CONTROLLO diventa un problema di primo piano.
Quando hai la sensazione di non avere il controllo della situazione ci pensi e tendi a focalizzarti a tutto campo per riprendere in mano le redini.
 
3 Paura dell’ignoto
Anche se il cambiamento porta dei miglioramenti  una situazione NUOVA ci fa paura,il che produce STRESS.Ci convinciamo allora che possiamo evitarlo resistendo al cambiamento o facendo in modo che non accada o rallentandone il processo.

4  Ansia del  Futuro
L’ansia che sentiamo non è riferita al presente perchè lo conosciamo.Essa riguarda il futuro e anche il nostro passato.Ci ricordiamo situazioni analoghe negative o momenti difficili di transizione.Non possiamo predire ciò che succederà,se riusciremo……l’ansia cresce perché le domande rimangono senza risposta,ci aspettiamo “di tutto”,ABBIAMO PAURA DEI RISULTATI,dell’incertezza temporanea

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile

La logica vi porterà da A a B.L’immaginazione vi porterà dappertutto Albert Einstein

Sei in cerca di una risposta o una soluzione?

martedì, 5 gennaio 2010

 

counseling,counseling solutions,vittoria nervi

FOCUS SULLE SOLUZIONI
Il counseling si occupa di trovare soluzioni.

Il counseling apre la porta a nuove prospettive, nuove opportunità, per migliorare la qualità della tua vita,star bene con te stesso,migliorare le relazioni in famiglia e raggiungere i tuoi obiettivi

NIENTE E’ STABILE COME IL CAMBIAMENTO
Qualsiasi forma assume, il cambiamento è l’unica cosa di cui siamo sicuri.
A volte può essere una sfida eccitante dare una svolta alla tua vita,prendere una decisione importante….altre volte può far paura
Parlarne spesso aiuta.

counselling,counseling solutionsIl mio compito come counselor non è dare consigli, giudicarti o spingerti in nessun modo ma ascoltarti e aiutarti a far chiarezza per  trovare la tua soluzione,rendere possibile la scelta o il cambiamento o ridurre la confusione.

 

 

COUNSELING EXPERIENCE

counseling-experience1

Cosa stai facendo per il tuo benessere?

lunedì, 28 dicembre 2009

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Si vive una volta sola. Ma se lo fai bene, una volta è abbastanza
Joe E.Williams

Cosa ti viene in mente quando si parla di benessere?
Forse pensi a qualche giorno di relax in un centro,alle terme o a concederti qualche coccola con massaggi e trattamenti di bellezza ma il benessere non si limita a questo.
Sentirsi in forma dentro e fuori  e vedersi ok fa bene al morale
Il benessere è essere responsabile della tua salute,fare il possibile per aumentarla, migliorarla non soltanto mantenerla.

La maggioranza delle donne e in aumento anche gli uomini è disposta a spendere per star bene fuori ma non per essere in  forma emotiva

Si chiede lumi alla parrucchiera per una tinta,
all’estetista per le rughe,al dietologo per essere in forma,al trainer in palestra per rassodare,tonificare i muscoli e darsi una regolata.
Qualche giorno fa  in centro commerciale mentre facevo una pausa-caffè una signora in vena di una chiacchierata mi ha confessato che aveva speso più di 150 euro per una crema antirughe,dei patch anticellulite e un gel per il contorno occhi.
Nulla di male ma poi nei restanti 20 minuti mi ha raccontato’sono confusa,sto passando un periodo nero,certe volte alla mattina non ho neanche voglia di alzarmi dal letto …se potessi avere…fare..cosa posso fare?
Le ho suggerito di farsi aiutare, le ho parlato del counseling
Risposta:
‘beh è una spesa che non posso permettermi adesso’.
Perché è più facile chiedere aiuto all’estetista,al dietologo,al chirurgo plastico.. ma chiedere aiuto per star bene dentro diventa difficile?
 

 

il counseling è una spesa o 
un saggio investimento?

Il counseling :un investimento su te stesso per il tuo benessere

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Immagina di essere come il giardiniere che si prende cura del suo amato giardino ed è soddisfatto se le piante e i fiori crescono rigogliosi senza erbacce e parassiti che  lo deturpano   

Il counseling non è una psicoterapia,non ha il compito di guarire stati patologici ma di  aiutare la persona a prendersi cura del proprio benessere.
Lo scopo del counseling è quello di fornirti la competenza e l’aiuto professionale ,gli strumenti per aiutarti a migliorare il tuo giardino rispettando la tua autonomia nel definire come fare,sintonizzarti sulle tue risorse e capacita’per star bene con te stesso,con gli altri, per raggiungere un obiettivo o superare un ostacolo che puoi incontrare,come a tutti può accadere, nel campo personale (famiglia, relazioni, comportamenti) e professionale (scuola, lavoro, stress)

Il counseling si basa  sul rapporto umano che si instaura tra counselor e cliente
Il counseling serve a prevenire ,prendersi  cura del proprio benessere, alleggerirsi all’interno,eliminare i pesi, risanare le situazioni no, sciogliere la rabbia e i sensi di colpa

L’obiettivo del percorso di counseling breve  non è capire il perché c’è un problema ,scavare nel passato alla ricerca delle ragioni profonde o mettere in discussione  quello che hai fatto fino ad ora ma piuttosto ‘Come fare’ per risolvere il tuo problema, impegnandoti in prima persona per trovare una soluzione a ciò che ti preoccupa o appesantisce le tue giornate.


       4 buoni motivi per chiedere aiuto
Chiedere aiuto è il primo passo per trovare la risposta a ‘cosa posso fare’ quando da soli è difficile trovarla

Chiedere aiuto è una decisione coraggiosa,è iniziare a prendersi cura di sé per eliminare i kili di pensieri negativi,di sensi di colpa e le tossine che minano la propria autostima

Chiedere aiuto costa  meno di percorso in un centro benessere e il prezzo si ripaga da sé perché fa bene al proprio equilibrio e alla propria serenità…dopo

Chiedere aiuto è regalarsi un momento per sé per riflettere e cambiare quello che non va. E’ come un’ora di palestra per rimettere in forma la propria vita e ritrovare la propria bussola
 
 

 

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 Servizio di counseling telefonico 
(o in presenza nel mio studio di Milano)

promo-counseling-colloqui2

 

 

 

 

Hai anche tu la sindrome di Chicken Little?

giovedì, 10 dicembre 2009

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la storia di Chicken Little
Chicken Little è un personaggio dei cartoni animati di Walt Disney.
E’ la storia di un piccolo pollo che semina il panico quando scambia una ghianda cadutagli in testa per un pezzo di cielo.
Il pollo cerca di ristabilire la sua reputazione, ma proprio quando le cose si stanno aggiustando, un pezzo di cielo gli cade realmente sulla testa!

La filosofia ‘di male in peggio’
La favola mette a fuoco il catastrofismo
 molto di moda in questo periodo.
Questo modo distorto di pensare è uno dei tipici pensieri irrazionali che non fa bene a nessuno e crea solo ansia.
Ellis, fondatore della terapia comportamentale razionale emotiva, notò che la gente è incline a pensare negativamente sia per quanto riguarda i fatti che accadono che verso di sé
Secondo Ellis:
1 il modo in cui ci sentiamo (emotivamente) e il modo in cui ci  comportiamo sono il risultato (nella maggior parte dei casi) di  ciò che pensiamo.

2 Un modo di pensare inadeguato (illogico, distorto, irrazionale) porta a problemi emotivi e comportamentali
3 i problemi emotivi e comportamentali possono essere superati imparando a sostituire pensieri irrazionali con pensieri razionali.
 

La sindrome di Chicken Little porta a tirare conclusioni più pessimistiche del reale il che porta a immaginare scenari più o meno catastrofici.
E’ la vittoria del pessimismo.
Gli esempi sono molti.Per esempio il capo dice’ ho bisogno di parlare con Lei oggi pomeriggio’.Cosa si pensa? La maggioranza delle persone pensa subito di aver fatto qualcosa di sbagliato o che senz’altro ci sia qualcosa che non va.

PRIMA O POI SI AVVERA
Il pensiero catastrofico non solo ti porta a vedere le situazioni peggio di quello che sono,ma e’ anche la causa proprio di quelle situazioni di cui hai più paura.

Il circolo vizioso
Quando ti concentri su un pensiero, quel pensiero si materializza. Se inizi a pensare a qualcosa intensamente tanto da farlo diventare il pensiero dominante, quella cosa accade. Se ci pensi troverai almeno un episodio di questo tipo che ti è accaduto
L’ansia crescente di fallire, di non farcela,che qualcosa vada male dà forma alla aspettativa e fa si che poi tutto lavori per far accadere proprio quello che hai pensato (il meccanismo viene chiamato ’self fulfilling prophecy’ ,la profezia che si autorealizza).
Ogni profezia tende ad avverarsi, in quanto sceglie nel presente e nel passato certi tratti che si autorealizzano.
Per esempio se hai paura di affrontare un esame e di non superarlo ecco che l’ansia ti attanaglia  e proprio il giorno dell’esame sei talmente teso e convinto di fallire che non riesci a rispondere.Ecco…ti dici…avevo ragione!

Ai media piacciono le catastrofi
I media hanno il loro ruolo nello spargere questa visione catastrofica.
Ci sono film che parlano di attacchi,cicloni,complotti.
Per non parlare della alta percentuale di notizie negative dei telegiornali all’ora di cena  che hanno un effetto deprimente e lasciano inquieti.Il messaggio e’ ‘va di male in peggio’ dal riscaldamento globale del nostro pianeta a furti,rapine…..

counseling solutions,pensieri negativi,convinzioni limitantil’antidoto alla filosofia ‘di male in peggio’
Alla  nostra mente vien più facile e comodo utilizzare idee pessimistiche.
Dobbiamo cercare di allontanarle: esse deprimono, abbattono, deteriorano i nostri pensieri.
Occorre pensare realisticamente.Questo non vuol dire negare ciò che accade o assumere l’atteggiamento da ‘vispa Teresa’ pensando che è tutto ok.

 Usa il reality check
Chicken Little invece di chiedersi ‘cosa accade?’ e di verificare,di informarsi se è solo una ghianda o è veramente un pezzo di cielo trae subito  delle conclusioni negative.
Spesso le persone traggono conclusioni pessimistiche da pochi elementi esagerando l’importanza di alcuni aspetti di una situazione e facendosi prendere dal panico.
Il pensiero catastrofico,purtroppo, è automatico e irrazionale.
Siccome può succedermi qualcosa di brutto, pericoloso o dannoso allora:
-  mi devo preoccupare in continuazione
- pensare che succederà quasi di sicuro
- che succederà nelle forme peggiori
- che non ci potrò (non ci si potrà, nessuno ci potrà) mai fare nulla
- che tutto finirà nel modo più terribile e catastrofico

Ecco alcuni aspetti:
Il particolare diventa generale
Questo accade quando  fai diventare un piccolo elemento una verità generale che avrà i suoi effetti.Questa e’ una generalizzazione.
Ad esempio se un uomo/una donna ti ha rifiutato hai paura che accada di nuovo. ‘Non trovero’ mai una persona…’
Se hai sbagliato o fallito una volta ecco che pensi che accada di nuovo
Se non sei riuscito bene in qualcosa, allora sei un fallimento totale. Oppure la svalutazione globale può essere rivolta agli altri, ritenendo che poiché uno o più aspetti del comportamento di una persona sono negativi, allora l’intera persona è negativa.

seguire gli altri
Spesso le persone accettano la interpretazione o le conclusioni di amici,collegi e parenti a scatola chiusa senza chiedersi se e’ vero, senza verificare o provare da sé.
Se alcune persone ci dicono ‘tanto non ce la farai’ ecco che prendiamo il loro  giudizio per vero.Altrettanto si puo’ dire per ’se lo dice la televisione,l’esperto di turno,il guru del momento..allora  è vero’

la lente d’ingrandimento
Quando si parte dal presupposto che un evento minore o un piccolo errore  avrà delle conseguenze totalmente negative.Si ingigantisce.
Abbiamo un malessere? ecco che subito pensiamo di avere un tumore.Questo accade agli ipocondriaci.

 3 bestie nere  che fanno danni
Ecco tre pensieri irrazionali che inquinano le giornate:
EEK Ogni problema ha una soluzione ideale, e se non  si trova le conseguenze sono catastrofiche.
EEK Ciò che in passato ha influenzato la tua vita, continuerà a farlo per sempre
EEK Devi sempre preoccuparti al 100% per i problemi e i disturbi degli altri,non un punto in meno altrimenti il senso di colpa è in agguato.
Preoccuparsi,chiedersi perché è un atteggiamento passivo.

l’antidoto
Occorre cambiare marcia e diventare proattivi:
Lightbulb / Idea cosa posso fare?
Lightbulb / Idea dove posso trovare xxx?
Lightbulb / Idea chi può darmi una mano?

Se non puoi fare niente, che cosa puoi fare?
Koan Zen

Non importa quale sia la nostra capacità o il nostro merito: mai raggiungeremo una vita migliore se non cercheremo di immaginarla noi stessi e non ci permetteremo di conquistarlaRichard Bach

counseling : se le cose non vanno nel verso giusto,cosa fare?

lunedì, 7 dicembre 2009

 

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Affronta gli ostacoli e fa qualcosa per superarli. Scoprirai che non hanno neanche la metà della forza che pensavi avessero

Norman Vincent Peale

Una situazione avvilente,deludente, demoralizzante, deprimente, sconfortante, scoraggiante..in una parola frustrante
La frustrazione è come un ostacolo che si mette di traverso quando speri che una situazione fili via liscia e invece qualcosa si inceppa,peggiora o qualcosa che hai sperato  di ottenere cambia marcia o rallenta.

Le 6 fonti di frustrazione
1 una  scelta sbagliata che hai fatto
2 hai dato importanza e priorità a qualcosa che non valeva la pena
3 scarsa passione in quello che fai o decidi
4 il tuo successo non è ecologico perché lo hai  
  ottenuto a spese degli altri
5 il tuo successo non è ecologico perché non dà
   nessun beneficio agli altri
6 metti troppo poca energia e motivazione.
  Ma sei convinto?

Pensa a una situazione frustrante che hai vissuto,un obiettivo che pensavi di raggiungere con relativa facilità?

 

Che tipo di ostacolo era?

Fisico o emotivo? Sociale o professionale?

Aspettare/rimandare
scegliere fra due scelte opposte es) fra carriera e maternità.

Una frustrazione puo’ arrivare:
1 dall’ambiente fisico (salario insufficiente, mancanza di un proprio spazio….)

2 dall’ambiente sociale (luogo di lavoro, vivere in un ambiente centrato sull’efficienza operativa può essere frustrante per chi possiede una personalità desiderosa di coinvolgimento emotivo, contatto umano e comprensione, condizione degli anziani,
dell’infanzia ,rapporto con l’altro sesso …)

3 dalla famiglia (genitori iperprotettivi-ansiosi, indifferenza, assenza di un genitore,messaggi educativi contradditori)

4  da problemi personali  (bisogno di indipendenza e di protezione nell’adolescenza, difetti fisici…).
Di fronte ad un ostacolo…azione o reazione ?

I 5 atteggiamenti
Ognuno di noi ne sceglie in prima battuta uno  quando una cosa non va nel verso sperato

La reazione diretta
E’ l’effetto pentola a pressione dato dallo stress,da uno stillicidio giornaliero di rospi da ingoiare che ad un certo punto mandano in tilt la tua pazienza.
Qundo sei sotto pressione è difficile valutare con calma e razionalmente la situazione quindi reagisci( re-azione) con aggressivita’ verso la causa, la situazione o le persone che fanno parte di essa o magari ti arrabbi con te stesso per aver sopportato troppo,essere stato troppo buono.
La rabbia rappresenta la tipica reazione alla frustrazione sia fisica che psicologica. “Se qualcosa è andato male, ci sarà una colpa; la colpa è di qualcuno; questo qualcuno deve essere punito”.
Quel “qualcuno” puo’ essere la persona stessa o un’altra.

La reazione triangolata
la tua rabbia si scarica contro  terzi.
Classico è rompere un oggetto per non rompere il muso a qualcuno oppure   quando te  la prendi con il /la partner perche’ il capo sul lavoro ci ha dato una strigliata  o ci ha criticato…).
Quanto pesa la tua rabbia?
L’intensita’ della rabbia dipende dalla massa critica della frustrazione,da quanta ne hai accumulata  o da quanto tempo ti senti sotto pressione

Facciamoci del male
Se sei cresciuto col messaggio‘non va bene arrabbiarsi,non sta bene’ sarà difficile per te esternare la rabbia.
Accumulare rabbia per paura delle proprie reazioni,di non riuscire a controllarsi porta spesso al blocco.
Infatti alla radice della depressione c’ è quasi sempre una rabbia che non si riesce ad esprimere contro qualcosa o qualcuno e che rivolge contro di sé.

Apatia
Molte volte  di fronte ad un ostacolo alcune persone sono assalite dall’angoscia, sono incapaci di reagire e finiscono per scivolare nella apatia sempre meno motivate a fare qualcosa per cambiare,modificare una situazione sfavorevole .
L’apatia è l’estrema protezione da un’angoscia altrimenti insopportabile. Ansia, angoscia e apatia sono reazione più o meno consapevoli che la persona mette in atto per difendersi dalla frustrazione.

Non basta sapere,si deve anche applicare,non è abbastanza volere,si deve anche fare.Goethe

L’atteggiamento ok :essere proattivi

Quando ti trovi di fronte ad un ostacolo cosa vuoi e puoi fare in prima battuta?
Lightbulb / Idea In primis valuta il problema: cosa hai in mano concretamente ?( i dati concreti)
Lightbulb / Idea quali sono i fatti? I fatti sono neutri.
Lightbulb / Idea quali sono i pro e contro?
Lightbulb / Idea quali risorse hai o puoi mettere in campo per sbloccare l’ostacolo?
Lightbulb / Idea CHI  può aiutarti a far luce e mettere a fuoco lo
    stato dell’arte?

Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta.Henry Ford

 La vita non è solo avere una buona mano,ma anche giocare bene una mano cattiva

autostima e immagine:come ti vedi allo specchio?

lunedì, 23 novembre 2009

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Lo specchio riflette la tua immagine.Questo è quello che credi di vedere ogni giorno. Ma la verità è un ‘altra.

Nello specchio si riflette la tua immagine fisica ma tu che immagine ideale hai in mente?

Ti vedi grassa? Vorresti essere più alto?Vorresti avere i capelli lisci e li hai crespi?

In poche parole più la forbice fra la tua immagine ideale e quello che vedi nello specchio si allarga più il tuo occhio cade sui punti critici,su quello che non va.Poi entrano in azione i killer della tua immagine sempre agguerriti se non ha un „sistema immunitario‟ che funziona.

Mi chiedo se sono cambiata nel corso della notte.Fammi pensare: ero la stessa quando mi sono alzata stamattina o ero diversa? quasi penso di ricordare che ero un po’ diversa.Ma se non sono la stessa chi sono io nel mondo?Ah che grande puzzle! ! (Alice nel paese delle meraviglie)

Quali sono questi killer?

Tutto parte dai pensieri distorti. Ce ne sono di vari tipi.La fantasia di ogni image-killer è varia e sa dove colpire i tuoi punti vulnerabili. Prendiamone uno

 IL KILLER DEI PARAGONI
uno dei più pestiferi perché si nutre di modelli impossibili,li digerisce e te li propone con un sorrisetto crudele perché sa benissimo che non esistono Questi modelli vengono dalla TV,dai giornali ma non solo… Il Mister prende anche spunto intorno a te persone che hanno quello che tu non hai giusto per darti una bella botta..se glielo permetti. Se hai passato i 40 ecco che ti agita davanti il modello teenager.
Se hai kili di troppo ti bombarda di magre,magrissime

1 il paragone con i modelli
I modelli di donna  che propongono i media sono volutamente  non reali
Il motivo è economico
Presentando un  ideale difficile da raggiungere e da  mantenere l’industria della bellezza,della dieta…guadagnano

I 2 criteri  di immagine
Giovinezza     Magrezza

I paragoni con altri sono facili, spontanei  : sono  il modo per illuminare le tue insicurezze

Il focus sui paragoni : la sindrome di Polifemo
Quando la trappola dei paragoni scatta abbiamo già perso la partita.Perchè?
Perché guardiamo e  ci concentriamo solo su un aspetto

1  su un solo polo: il polo negativo
*pensiamo a ciò che ci manca
*ci sentiamo..meno di…..

Poi… cerchiamo la famigerata conferma

In un mondo di 6 miliardi di persone potrai trovare sempre  qualcuno/a migliore di te.
E’ come paragonare limoni e arance paragonare i punti di forza degli altri con i tuoi punti critici 

*Quale è il risultato?
*Pensi  che questo ti farà sentire meglio?

 COSA FARE?
Mantieni la filosofia del ‘Tutto è relativo’

2 un solo elemento
Quando iniziamo a paragonarci  scegliamo solo un  elemento o un campo  e poi traiamo le conclusioni

Non è giusto giudicarci basandoci  solo su quella cosa che non  abbiamo o non sappiamo fare

COSA FARE?
Paragonati a 360°
L’altra persona può essere più …bella,
magra,intelligente,ricca   di te ma tu sei più…..

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rispondi vero o falso e guarda il risultato

 


1vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto ,non mezzo  pieno
2 spesso ho l’abitudine di scusarmi con gli altri
3 uso spesso ‘dovrei’ fare/ dire questo o quello
4 ho l’abitudine di criticarmi(look,atteggiamenti,decisioni…)
5 quello che gli altri pensano di me influisce sui miei stati d’animo
6 quando sbaglio continuo a rimuginare sugli errori fatti
7 spesso deludo le persone a cui voglio bene
8 mi sento come se tutte le responsabilita’ fossero sulle mie spalle
9 un fallimento parziale e’ comunque un fallimento
10 spesso faccio/non faccio cose  solo per far piacere agli altri
11 non sono sicuro/a di aver fatto la cosa giusta fino a quando un’altra persona mi da’ conferma
12 per me e’ difficile dimenticare e perdonare
13 nelle relazioni con gli altri ho dei problemi e ho spesso paura di essere rifiutato/a o abbandonato/a
14 se non faccio una cosa bene come la fanno gli altri significa che  non sono bravo/a come loro
15 se non riesco a far bene una cosa non c’e ragione che io la faccia

risultati
1 punto per ogni volta che hai risposto ‘vero’

0 - 4 punti: hai una modo di pensare in positivo e questo dovrebbe farti sentore bene.continua cosi’…

5 - 8 punti : puo’ darsi che stai combattendo con alcune emozioni negative.prenditi un po’ di tempo per fare l’elenco delle qualita’ positive che hai.trovane almeno 25

9 punti o piu’: sei molto critico/a con te stesso/a.Lancia una sfida con te stesso/a per cambiare il tuo modo di pensare

Il  senso di ‘essere ok’ non puo’ essere certamente misurato.Puo’ essere che ti senti ok  in alcune situazioni e non ok riguardo ad altre.
Questo test e’ solo una indicazione per riflettere su come ti vedi,sulla tua autostima e su quanto sei soddisfatto siamo del ruolo che hai nella tua vita

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leggi qui i dettagli

counseling: l’emozione rossa-le 7 sorelle della rabbia

lunedì, 26 ottobre 2009

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Nell’ articolo precedente ho scritto a proposito delle sorgenti  più comuni di questa emozione primordiale .
La rabbia è una maniera di far valere i propri diritti basilari.

Quali sono questi diritti che,calpestati,fanno scattare la molla?
Secondo Lowen quelli basilari sono:
il diritto di esistere

il diritto di sicurezza
il diritto all’autonomia e all’indipendenza

Bisognerebbe  ritornare indietro ,come al solito, alla nostra infanzia per capire le cause di molti nostri comportamenti.
Quello che però serve nel presente,nel qui e ora, è imparare a gestirla in modo costruttivo senza farci e fare del male.

Quando etichettiamo l’emozione- rabbia facciamo una generalizzazione.Non esiste un unico tipo di rabbia ma ben 7.Le chiameremo le 7 sorelle. 
   
Evil and Twisted Le 7 sorelle-rabbia  Evil and Twisted


1 la rabbia primaria
 In questo caso c’e’ stata una reale violazione dei propri diritti.
Invece di reagire spesso in questo caso vengono adottate diverse strategie a seconda del tipo di persona e del suo vissuto
- crollo emozionale, accompagnato da lacrime e senso di impotenza

- minimizzazione
-razionalizzazione
- lamento

la rabbia non ok : la rabbia disadattiva
Quando ci arrabbiamo e re-agiamo non a una violazione reale del presente ma ad una situazione che ci riporta indietro ad eventi simili del passato accompagnati da rabbia (es: mi arrabbio con te ORA….perche’ mi ricordi mia madre,mio padre quando mi diceva…)  

2 la rabbia secondaria
 la rabbia copre un’ altra emozione più profonda  
per esempio
una delusione o una preoccupazione(es qualcuno che aspettavamo non chiama..)
la tristezza( la rabbia cancella il dolore).

E’ importante allora non fermarsi alla rabbia ma capire cosa si cela sotto questa emozione e rielaborarla con la consapevolezza o facendosi aiutare da un/una professionista .

A volte ,invece, ci arrabbiamo con noi stessi perché avremmo dovuto fare…..o non avremmo dovuto dire…  o perche’ non accettiamo alcune parti del nostro carattere.
La depressione e’ spesso rabbia rivolta contro se stessi.

3 la rabbia strumentale
 in questo caso la rabbia diventa un mezzo per controllare gli altri e convincerli a fare cio’ che noi vogliamo.La reazione degli altri e’ di solito: amarezza, risentimento e distacco.

4 la collera

conseguente al sentirsi ignorati nei propri bisogni fondamentali.

5 l’ira

è la rabbia di essere stati invasi ed ha come obiettivo il ristabilire confini adeguati.

6 il litigio come discussione
e’ una forma di rabbia che ha a che fare col non aver avuto adeguate informazioni; il suo scopo è di ottenere le informazioni che servono per capire il senso di determinate regole o modi di agire.

7 il risentimento
è un tipo di rabbia legata all’essere fraintesi o malcompresi rispetto ad un sentimento importante per la persona. Il suo obiettivo è di far sentire l’altro responsabile di tale errata comprensione

La rabbia si esprime anche in altri modi piu’ mascherati:
con la calunnia, l’ironia, le insinuazioni e le critiche denigratorie per mettere in cattiva luce l’altra persona,svalutarla o farla sentire in colpa.

Quando qualcuno e’ arrabbiato con noi spesso re-agiamo istintivamente con la stessa emozione di rabbia .Questo meccanismo di re-azione e contro-reazione innesca l’escalation e peggiora la situazione.

Riuscire a mantenere la calma non e’ facile quando ci sentiamo offesi,feriti e attaccati

 Se riusciamo a mantenere la calma e capire quali possono essere  le cause della rabbia dell’altro, saremo  sulla buona strada.

La rabbia ci impedisce di capire quale e’ il problema reale da risolvere

Nel prossimo articolo alcune tecniche di facile applicazione per fare il primo passo.

L’emozione rossa: le 10 radici della rabbia ( part 1)

giovedì, 15 ottobre 2009

 gestire la rabbia,gestire i conflitti

Ero arrabbiato con il mio amico, gli dissi della mia rabbia, la rabbia sparì. Ero arrabbiato con il mio nemico
Non gli dissi della mia rabbia, la mia rabbia aumentò.

William Blake

L’EMOZIONE ROSSA
La rabbia è una emozione antica, primitiva, presente sin dall’infanzia dell’uomo oltre che nel regno animale ,un istinto primario che ci porta a difenderci da qualcosa che non va per il verso giusto.
Provare rabbia ed esprimerla sono due stati che non vanno in tandem .
La maggior parte delle persone la blocca perché trova questa emozione disdicevole.Aggiungiamoci poi la nostra cultura che la considera inaccettabile.

Reprimere la rabbia non fa bene.
La nostra salute ne risente e specialmente il nostro sistema immunitario che è il campo di battaglia dei conflitti che si agitano dentro di noi. Spesso non siamo consapevoli dei conflitti  perche’ sono nel profondo del nostro inconscio o ormai di vecchia data e ormai sepolti.
La gestione  della rabbia è un problema fondamentale nella nostra società. L’incapacità di auto-controllarsi porta a  situazioni spesso drammatiche che tutti noi sentiamo nelle news di cronaca dei vari TG o leggiamo sulle pagine di cronaca nera.
E’ fondamentale, quindi che ognuno riconosca i segnali della propria rabbia e di quella altrui e si  chieda da dove viene  quella rabbia  e come nella maniera più adeguata.

Cosa succede allora a questa rabbia che vorremmo tenere imbrigliata?
Si riversa nel corpo e crea tensioni muscolari, accelerazione del ritmo cardiaco, aumento della pressione arteriosa. Somatizziamo.
Bloccare la rabbia significa tenercela dentro più a lungo e più rimane più fa danni.
 

Io non mi arrabbio, non sono bravo ad esprimere l’ira. È uno dei problemi che ho.Interiorizzo, invece; mi allevo un tumore.
Woody Allen, “Manhattan” 

Perché ci arrabbiamo?
Cosa ci fa perdere più facilmente le staffe?
Chi fa scattare il bottone rosso?

Che cosa di solito ti fa arrabbiare?
Con chi è più facile lasciar uscire la tua rabbia?
Ti arrabbi di più con gli altri o te la prendi con te stesso?
( ecco cosa ci si guadagna ad essere troppo buoni..a fare favori…/dovevo capirlo…sono stato troppo paziente…ingenuo..ho sopportato troppo…)
A chi dai la colpa ?

I 10  motivi della rabbia
1  quando c’è un ostacolo tra te e un bisogno da soddisfare.
2 quando è minacciata o invasa la tua privacy
3 quando qualcuno ti mette i bastoni fra le ruote
4 quando qualcuno  lancia, a te e/o  a qualcuno a cui tieni  accuse,critiche,commenti che ritieni ingiustificati,esagerati 
5 quando qualcuno ti dà sui nervi con i suoi atteggiamenti arroganti,irrispettosi
6 quando qualcuno non ha mantenuto una promessa
7 se all’orizzonte si profila la paura di una sconfitta,di non farcela in una situazione difficile   
Spesso la rabbia che esplode di botto ci porta a  sfogare tutto il nostro rancore addosso agli altri o a volte con il resto del mondo
8 quando abbiamo paura di perdere l’affetto di qualcuno (gelosia)
9  quando viene minacciata l’immagine di sé ,la propria autostima
10  quando sentiamo che qualcosa o qualcuno a cui teniamo si oppone volutamente alla realizzazione di un nostro bisogno
X lo sa che questo mi fa arrabbiare …ma lo fa apposta per ferirmi.

Spesso sono proprio le persone alle quali tieni di più sia perché  da loro ti aspetti spesso quel plus che, se non ricevi, inevitabilmente ti lascia deluso.
In fatti alla radice della rabbia c’è sempre una aspettativa che non è andata a buon fine

Ci arrabbiamo di più con il/la partner,con l’amica del cuore,con quelli della famiglia perché sappiamo che siccome provano amore,affetto per noi non si vendicheranno
Se proprio non abbiamo il coraggio perché abbiamo paura di perdere il loro affetto
scarichiamo su un oggetto o una persona sostitutivi meno temibili o più facilmente raggiungibili: il capro espiatorio.

Con gli estranei ci arrabbiamo molto di meno perché li frequentiamo poco e abbiamo quindi poche occasioni possibili di scontro e se proprio ci stanno sullo stomaco tendiamo a  tenerle a distanza.

A cosa serve la rabbia?
Diamo alla rabbia una connotazione  negativa quindi  da rimuovere,inutile.
In realtà è un segnale che ci avverte che dobbiamo farci valere e ci dà la motivazione per farlo. L’espressione della rabbia è spesso più convincente di qualsiasi discorso e permette talvolta di ottenere quel che si chiede, di affrontare e risolvere situazioni di sopruso e di riaffermare se stessi e il proprio mondo dei valori. Ma per questo ci vuole la “giusta misura”, ,cosa che non c’e’ quando siamo alterati  dalla rabbia.

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Rabbia  monitor

Prova per 7 giorni alla sera quando hai un attimo di tempo a segnare su un taccuino
1cosa ti ha fattore.agire, arrabbiare( situazione,atteggiamento…)
2 chi ha innescato la miccia
3 perché ti sei arrabbiato ( cosa hai pensato?)
4 dove hai ’sentito’ nel corpo la tua rabbia

 il rabbiometro : dai il voto alla temepratura della tua rabbia
Nei 7 giorni di monitoraggio  per ogni volta che ti arrabbi  prova a valutare lì intensità  di questa emozione
+2 fastidio, impazienza
+3 irritazione
+4 collera
+5 esasperazione
+6 furore
+8 ira

Nel prossimo articolo : di rabbia non ce n’è una sola

“Qual è il tuo stile di affrontare i conflitti?”
Ogni Situazione Conflittuale ha delle Basi Comuni che, non venendo riconosciute, ci impediscono di “venirne fuori” obbigandoci a riviverle costantemente e senza apparente via d’uscita.

Queste basi comuni sono come “interruttori” capaci di spegnere i fuochi e di farci ritrovare la serenità, nella Coppia, in Famiglia, nel Lavoro.

 Quali sono questi interruttori?

Dall’esperienza maturata in anni di Counseling

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 Imparare a gestire i Conflitti

Esci dal Conflitto e Ritrova la Serenità
nella Coppia, in Famiglia, sul Lavoro

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GESTIRE I CONFLITTI

Comunicazione: ma perchè non mi ascolta? (part2 )

giovedì, 1 ottobre 2009

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Ti sei mai chiesto quanto tempo in media usi per ascoltare gli altri?


La matematica dell’ascolto

Secondo studi fatti nel campo della comunicazione ognuno spende in media l’80% del nostro tempo per comunicare .Di questa percentuale circa la meta’ viene usata per ascoltare gli altri.
Ma quanto rimane in memoria di tutto quello che ascoltiamo?
Circa il 50 % subito e dopo 2 giorni la percentuale si dimezza.
Il risultato?
Alla fine fissiamo solo ¼ di quello che gli altri ci dicono

Due velocità
Il problema del parlare/ascoltare nasce per motivi oggettivi.
Infatti possiamo ascoltare circa 1000-1200 parole al minuto ma quando dobbiamo parlare riusciamo in un minuto a dirne non più di 300 in media.
Ecco perché quando ascoltiamo qualcuno la mente facilmente si distrae

Ecco ora gli altri 5 modi No di ascoltare

6
  aspetta e vedrai

è una combinazione del  numero 1  e 3 ( vedi post precedente)
Chi ti ascolta si prepara a rispondere negativamente(è concentrato su cosa deve ribattere….e …addio ascolto )

7   Io ho ragione comunque

chi ascolta  vuole dimostrare che  hai nel torto .
Ti Interrompe, ti toglie la parola perché pensa che i tuoi argomenti non hanno nessuna importanza o sono insensati. Cosa crede in genere  il ‘Mister So tutto Io’?
Crede che continuare ad ascoltarti significherebbe essere d’accordo con le tue opinioni.Se continui a parlare ..fiato sprecato come parlare al muro.

8  Sono come un nastro da registrare
E’ un ascolto da ’sala d’incisione’ senza emozioni,
meccanico,freddo.
Chi ti ascolta ,ascolta le tue parole  ma non le tue emozioni,il tuo stato d’animo ( come mandi il tuo messaggio).Non riesce a mettersi  neanche un attimo nei tuoi panni.
Spesso  lo capisci dalle risposte che ti dà che ti fanno capire che lui/lei non stavano realmente ascoltando

9  Non c’è un ponte fra noi
Questo tipo di ascolto mostra che non c’è feeling,
empatia.
Lui/lei ascolta ma non sa o non vuole darti un adeguato feedback.
Magari ti guarda con sufficienza dall’alto al basso o ti interrompe più volte come se quello che stai dicendo vale meno di un chewing gum masticato.
Alla fine non sai veramente cosa pensa e’ sente’ veramente di quello che stai raccontando o di te come persona.

10  Meno male che ci sono io a   salvarti
Chi  ti sta ascoltando in fondo in fondo pensa che non sei capace di risolvere un problema o non sai cavartela,sei un menoso o una vittima cronica.
Per questa ragione si sente investito dal ruolo divino di consigliere e ti da’ consigli non richiesti del tipo ‘ (non)dovresti….devi..io al tuo posto…lo dico per il tuo bene….sto solo cercando di aiutarti..”.
Queste suo atteggiamento  viene messo  in atto per evitare l’ansia (se tu hai un problema io mi sento a disagio,io sono responsabile per te e allora devo pensarci io così calmo la mia ansia e ritrovo la mia serenità)

Hai qualche altro esempio  di  modo di ascoltare No?

 counseling,ascolto,vittoria nerviLo specialista dell’ascolto
Il counselor è  un esperto preparato attraverso un percorso triennale  ad ascoltare il cliente,a mettersi nei suoi panni senza giudicare o dare consigli.
Nel mio lavoro di counseling il mio obiettivo è accogliere,
rispettare e ascoltare .
Ascoltare è un’arte nella quale bisogna esercitarsi a cogliere non solo  le semplici parole, ma soprattutto il mondo emotivo dell’altro, il punto di vista dell’altro

Ecco cosa dice Carl Rogers,noto in tutto il mondo per i suoi studi sul counseling
La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione.

La nostra prima reazione di fronte all’affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un’opinione spesso saltiamo alle ‘nostre’ conclusioni
Molto di rado cerchiamo di “capire”  cosa voleva dire l’altra persona

Il compito del counselor è quello di creare le condizioni,attraverso l’ascolto, per aiutare il cliente
a trovare la sua soluzione o a prendere la decisione più efficace e costruttiva  

Vuoi saperne di più sul counseling?

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