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Counseling e aromacologia: gli oli essenziali per il tuo benessere emotivo

sabato, 10 luglio 2010

counseling,aromacologia,aromaterapia benessere,oli esseenziali, psicologia

Un profumo o un odore può farci ricordare momenti,
situazioni e stati d’animo.
Ognuno di noi ha una memoria olfattiva poiché è stato condizionato già dall’infanzia con determinati aromi.I primi odori memorizzati sono i più potenti nel suscitare in noi stati d’animo positivi o negativi.
Tutto dipende da quanto importante è stata quella esperienza e come l’abbiamo memorizzata.
Più antiche sono le memorie olfattive, più profonde sono le emozioni che risvegliano.

L’olfatto è il nostro senso primordiale.Attraverso la respirazione (respiriamo 23000 volte al giorno e ogni volta annusiamo qualcosa la qualità dell’aria,la presenza di pericoli o di un’altra persona.
L’olfatto a differenza del gusto
Arrow Iconrileva a distanza gli odori e i profumi
Arrow Iconriconosce le persone(ciascuna persona ha il suo odore caratteristico)
Arrow Iconinfluisce sul giudizio che diamo degli altri e sulla scelta del partner
Arrow Iconcapta il loro stato d’animo (le emozioni possono essere comunicate attraverso l’odorato).

L’effetto psicologico degli odori dipende soprattutto dal loro effetto sul sistema nervoso e dalla memoria a cui sono associati. Gli odori che ricordano la casa e la famiglia sono rassicuranti.

Gli essere umani nel corso dell’evoluzione, hanno perso l’abitudine ad esercitare il senso dell’olfatto dato che dei circa 400mila odori esistenti siamo in grado di riconoscerne non più di 10mila.
Ne hanno parlato Proust nel suo romanzo “Alla ricerca del tempo perduto” e Suskind ne “Il profumo”.

Il naso e il cervello
l’olfatto è l’unico ad essere direttamente collegato al cervello.Gli odori sentiti non vengono, infatti,né filtrati né censurati dai nostri centri cerebrali consci.

Gli studi sui vari oli essenziali  confermano che una volta inalati,entrano in contatto con le terminazioni nervose delle narici collegate al sistema limbico,la parte più antica del nostro cervello, ove risiedono le emozioni e si generano le sensazioni di simpatia,
amore,sessualità, si stratificano la creatività, l’umore e i ricordi.
Spesso un evento negativo,un momento di rabbia o una situazione stressante, sono legati ad un particolare odore o sapore.
Ogni volta che risentiremo quell’odore l’evento e gli stati emotivi di  quel momento verranno riportati nel presente.

Il counseling e l’aromacologia
E’ possibile riequilibrare uno stato d’animo negativo,alleviare lo stress,calmare l’ansia,aumentare la concentrazione agendo sull’olfatto?
L’aromacologia dice di sì e ha prodotto una serie di risultati scientifici

Che cos’è l’aromacologia?
La parola “aroma” significa fragranza gradevole. Le fragranze in questione sono olii essenziali ricavati da piante, fiori e frutti.
La scienza della Aromacologia  nata negli anni ‘80 studia le relazioni esistenti fra psicologia e profumi che influenzano i nostri comportamenti e le nostre reazioni.

L’azione degli oli essenziali:i 3 livelli
Gli oli agiscono sulle tre dimensioni dell’essere umano:
♦livello energetico interagiscono con il campo magnetico umano e allineando l’energia
♦livello mentale calmano, tonificano e riequilibrano il sistema nervoso.
♦livello fisico con differenti proprietà.
Per questo motivo, è importantissimo riempirsi di odori “buoni” per l’umore, di profumi che possono stimolare la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina
.
Certi olii essenziali possono far scattare nella mente un’associazione piacevole,che aiuta il nostro corpo a rilassarsi o ricaricarsi.
 
qualche esempio
l’olio essenziale di ginepro e ylang ylang
per neutralizzare i sensi di colpa
incenso e cipresso
 per superare il periodo del lutto
olio di pompelmo da diffondere nel proprio spazio di lavoro per mantenere la motivazione all’inizio di un nuovo progetto
olio di salvia sclarea
dopo un momento stressante per rilassarsi e avere conforto
hai i nervi a fior di pelle e sei un po’ giù di corda? l’olio di menta può darti una mano.
 
Gli oli essenziali possono essere scelti,miscelati e personalizzati secondo le esigenze e usati in vari modi :diffusi nell’ambiente, inalati e fissato nella  memoria

I colloqui di counseling insieme alla scelta degli oli essenziali adatti aiutano il/la cliente a ritrovare il suo equilibrio psicofisico,migliorare l’umore,valorizzare la propria immagine,aumentare la propria autostima….

Ecco una composizione che ho dato di recente ad una mia cliente e che può funzionare anche per te

Mix  sicurezza di sé
5 gocce di olio essenziale di alloro
4 gocce di olio essenziale di cipresso
4 gocce di olio essenziale di rosmarino
4 gocce di olio essenziale di cedrolegnoIn una boccetta di vetro scuro da 10ml metti gli oli.
Aggiungi olio di mandorle fino al riempimento. Scuoti la boccetta per mixare gli oli.

 

Usa il mix per massaggiare il plesso solare, l’addome e dietro sulla schiena la zona sacrale.Versa poi alcune gocce sul palmo delle mani e inala il profumo al mattino o durante il giorno quando ne senti il bisogno.

Le bugie-fette di prosciutto:un’tavor’per non vedere,sapere,sentire

martedì, 8 giugno 2010

bugie,bugie vitali,Goleman,dire la verità,fette di salame sugli occhi,counseling

Quale vantaggio hanno i bugiardi? Che quando dicono la verità non sono creduti. Aristotele
Hai mai sentito parlare dei buchi neri,di quei corpi celesti invisibili?
Beh…non stanno solo in cielo ma anche dentro di noi,nella nostra coscienza
Ogni volta che c’è qualcosa che non ci piace ma facciamo finta del contrario perché ci pesa accettarla,
un comportamento di qualcuno che ci fa male ma non vogliamo ammetterlo,un evento traumatico o doloroso

Facciamo davvero finta di non  sentire,vedere,capire?
Abbiamo davvero,come si dice, le fette di salame sugli occhi?

Spesso per difenderci dalla cruda verità mettiamo in azione dei meccanismi di protezione.

La nostra mente cancella o seppellisce nell’inconscio la verità impedendoci di diventarne consapevoli.
Questi sono le bugie vitali che negano o deformano  la realtà perché troppo dolorosa per essere sopportata.
Queste bugie sono  potenti dosi di anestetico per non farci sentire il malessere o provare emozioni negative

Il bugiardo deve avere buona memoria.
Marco Fabio Quintiliano

Secondo Goleman, scopritore della ‘intelligenza emotiva’ cioè la capacità di riconoscere e gestire le emozioni ognuno  usa dei filtri per selezionare la realtà e farne arrivare alla coscienza solo una parte.

La mente di ognuno ha una ‘parte cieca’, incapace di vedere le cose come stanno in realtà. E’  per questa ragione che possiamo raccontarci le bugie vitali.
Possiamo raccontarcele ad uso e consumo proprio o possono diventare della famiglia
(tutti sanno ma nessuno parla) o della comunità
Ad esempio la cronaca da’ spesso notizie di violenze rièpetute sotto lo sguardo di tutti prima di essere denunciate.

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
Bertolt Brecht

La storia racconta che in Germania durante il nazismo, buona parte dei tedeschi negarono, in perfetta buona fede, quello che avveniva nei lager.
E’ un inganno fatto contro se stessi per evitare l’ansia e questo ha un prezzo perché lascia esattamente il problema sotto il tappeto
Se non vediamo il problema..non esiste,E’ un po’ come la strategia degli struzzi..mettiamo la testa sotto la sabbia

Ignorare il problema ci impedisce di risolverlo.Se non siamo consapevoli di avere un problema come possiamo cambiare?.

fra bugia e verità esiste una via di mezzo
L’antropologo e psicologo statunitense Gregory Bateson sostiene che esiste una linea di confine al di là del quale  una cosa positiva diventa  tossica,fra sincerità e l’inganno, fra vivere una vita di bugie e dire sempre la pura verità
C’è sempre un set point,un punto di equilibrio fra vivere una vita di bugie e dire sempre la pura verità
 
Alle volte dopo aver detto una bugia, ci si sente male,in colpa soprattutto se chi riceve la bugia è una persona alla quale teniamo.
E se poi lo scopre?
Il pericolo  è di non essere più creduti,di perdere la sua fiducia anche se è stata l’unica volta in cui siamo ricorsi alla “frottola”.
La verità non è mai semplice e la scelta più giusta è di solito quella più difficile. La trasparenza nei rapporti con gli altri permette di sentirsi in pace con se stessi.

Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia.
Otto von Bismarck

La gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione.
Mark Twain

Prima raccogli i fatti, così in seguito potrai distorcerli come ti pare.
Mark Twain

BIBLIOGRAFIA
David J. Lieberman  Scoprire le bugie  Tea manuale
Attraverso il linguaggio del corpo, dalle parole  e dell’espressione del viso si può facilmente riconoscere chi sta tentando  dirci una bugia.

Gianna Schelotto Perchè diciamo le bugie Mondadori

Sei come Pinocchio?:dire bugie fa bene

venerdì, 4 giugno 2010

bugie,dire le bugie,tradimento,pinocchio,dire la verità,bugie utili

Ognuno di noi,secondo gli esperti,dice 200 bugie al giorno,praticamente una ogni 7 minuti.
Dire le bugie é spesso considerato in termini negativi ma chi può farne a meno?  
Le bugie sono come il pane quotidiano perchè aiutano in situazioni difficili o problematiche e contribuiscono a facilitare i rapporti.
Come  Pinocchio  tutti diciamo bugie per vari motivi.Chi sostiene di dire sempre la verità non è sincero.

un training che inizia presto
Raccontare bugie, é un comportamento che ci permette di recuperare una lontana esperienza avuta nella nostra infanzia quando le bugie servivano a farci crescere,sperimentare il mondo e costruire la nostra identità.
I nostri genitori per primi ci hanno raccontato bugie descrivendoci le cose semplicemente per farcele comprendere e hanno utilizzato metafore, esemplificazioni (es: mangi come un porcellino),o parole per indicare  l’oggetto (vuoi il brum brum  per indicare qualcosa da bere).
Mentire è un’arte che si apprende a circa tre anni quando incominciamo ad immaginare quello che pensano le persone che abbiamo intorno.
Per la prima volta scegliamo di dire una bugia per evitare lo sculaccione o la sgridata. Via via crescendo la bugia durante l’adolescenza diventa utile per difendere la propria identità e  il senso di sé.

le bugie vanno in coppia
Nella coppia la bugia attecchisce se  si giocano i due ruoli
♦il bugiardo che nega l’evidenza
♦la vittima della persona bugiarda pronta a fidarsi
perché  la vittima ‘ci crede’?
perché si fida più dell’altra persona che  di sé.E’ una questione di autostima
In questo caso l’unico modo per difendersi e ritrovare stima di se stessi è prendere le distanze.

i bugiardi cronici
A volte mentire può essere una malattia. Se si perde totalmente il contatto con la realtà, si finisce per credere veramente alle menzogna che si raccontano e non si riesce più a fare a meno di dirle
La bugia, è un comportamento strategico solo se isolata.Dire continuamente bugie innesca un circolo perverso,una escalation: menzogne sempre più grandi, usate per coprire le precedenti, stress per la paura di venire scoperti,necessita’ di avere una ottima memoria per tenere la contabilita’ di tutte le bugie.Prima o poi la verita’ viene a galla e,come si dice,le bugie hanno le gambe corte.
A meno che  non si abbia a che fare con persone che “vogliono” credere alle menzogne e non vogliono vedere (le classiche fette di salame sugli occhi).In questo caso non sono più bugie ma inganni verso se stessi(il famoso…raccontarsela per quieto vivere)


Uomini e donne:due modi diversi
Uomini e donne si comportano diversamente di fronte alle bugie.
Le donne mentono meno degli uomini e la loro bugia serve prevalentemente per compiacere e farsi accettare.
Gli uomini dicono soprattutto bugie per dare una immagine di sé migliore.Spesso sono convinti che, anche se scoperti, la passeranno liscia.

INVENTARIO DELLE BUGIE: I 7 TIPI
1 la bugia bianca (detta white lie in inglese) si dice per educazione e per non ferire la sensibilità altrui (questa pettinatura ti sta bene,sei dimagrita…)
2 la bugia pedagogica si racconta ai bambini per gratificarli
3 La bugia utilitaristica :si prende una scusa per non portare a termine un impegno o un incarico
4 La bugia migliorativa per farsi vedere al meglio dall’altra persona, per apparire più interessanti o attraenti
5 La bugia protettiva è la bugia che si dice al partner  per non far scoprire un tradimento
6 L’omissione che non  è una vera e propria bugia .In questo caso  si nasconde la verità o una parte di essa.
7 la bugia a fin di bene per risparmiare un dispiacere ad un’altra persona .Chi dice questo tipo di bugie vuole controllare l’altra persona .La persona bugiarda a fin di bene ha  una scarsa fiducia dell’altra persona e delle sue capacità  di affrontare la realtà anche se non e’ positiva (e’ una svalutazione dell’altro)
In realtà chi dice le bugie a fin di bene lo fa per proteggere se stesso e perché in fondo  ha paura della reazione di chi ascolta, di rovinare un rapporto,di non riuscire a gestire le proprie emozioni e quelle dell’altra persona.
Le bugie fanno parte delle nostre strategie di sopravvivenza.A volte essere bugiardi con alcune persone ci permette di essere sinceri con altre.

Bugia o verità’ un problema di scelta
Il dilemma non è ‘dico una bugia o dico la verità?
ma ‘a chi voglio dire la verità? a chi mentire?’
Dire o non dire è un problema di scelta
Essere leali non significa dire sempre la verità in ogni circostanza e a qualsiasi costo. Tenere qualche segreto è una prova di indipendenza e maturità: sono i bambini che raccontano tutto alla mamma.Gli adulti sanno anche tacere piuttosto che dire la verità in modo brutale con l’obiettivo di ferire l’altro.

tradimento:dire o non dire?
Chi confessa un tradimento lo fa per liberarsi dei sensi di colpa e scaricarli sul partner.
Ti sei preso/a una sbandata?
Chiediti se vale la pena ferire il/la partner o se è meglio gestire il sempre annunciato senso di colpa,capire il motivo del disagio e riprendere un dialogo aperto con l’altra persona per comunicare i tuoi bisogni,le tue paure,i tuoi dubbi.
Nel prossimo articolo : le bugie vitali

Biblioterapia:le parole che nutrono e fanno riflettere

giovedì, 20 maggio 2010

biblioterapia,le parole che nutrono,counseling,emozioni,donne

Non c’è nessun vascello che, come un libro
possa portarci in paesi lontani,
né corsiere che superi al galoppo
le pagine di una poesia.
E’ questo un viaggio anche per il più povero,
che non paga nulla,tanto semplice è la carrozza
che trasporta l’anima umana.  Emily Dickinson

Ho letto negli anni moltissimi libri e alcuni li rileggo e ogni volta trovo spunti nuovi per riflettere e un traccia sottile alle mie domande.
Ecco il mio personale suggerimento

Marie Cardinal Le parole per dirlo - Bompiani
un romanzo del 1976,una storia autobiografica della rinascita di una donna.
Il libro ebbe un notevole successo perché è stata la prima storia autobiografica  dal punto di vista femminile.
Le parole  sono le parole che spesso ci mancano, per esprimere sensazioni, emozioni e sentimenti. Sono le parole che ogni donna riscopre dentro di sé togliendo la polvere alle ferite e al silenzio durante un lavoro su noi, di conoscenza e di approfondimento dei nostri vissuti. Sono le parole dimenticate e coperte dalle sovrastrutture culturali, dove il “bel dire” spesso nasconde fino ad annullare il “vero dire”.

Ho cominciato a parlare di mia madre e non ho più smesso, fino alla fine dell’analisi. In tutti questi anni non ho fatto altro che calarmi in lei come in un burrone senza fine. Così sono riuscita a conoscere la donna che lei avrebbe voluto che fossi…

Clarissa Pinkola Estes Donne che corrono coi lupi - Frassinelli
Storie di donne,favole che aiutano a riflettere.
Un viaggio interiore per ritrovare la strada.Col tempo,dice la Estes, ogni donna può trovare la propria ‘fiaba guida’.

In ogni donna si nasconde una forza molto potente, fatta di istinti e creatività passionale: la donna selvaggia.
Se perdiamo i contatti con questa parte di noi ci allontaniamo dalla nostra anima e perdiamo la sicurezza nel nostro cammino.

La donna selvaggia ‘porta tutto ciò di cui una donna ha bisogno per essere e sapere,fissa il territorio, trova il proprio branco, sta con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo, parla e agisce  per proprio conto, in prima persona.
E’ quella che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite.

La donna selvaggia è l’anima femminile. E’ amica e madre di coloro che hanno perso la strada, si sono perdute, è amica e madre di tutte coloro che hanno bisogno di sapere.
Ogni donna conserva dentro di sè un posto segreto per la donna selvaggia.
Chi è la Donna Selvaggia?

E’ la Donna che ognuna di noi è sotto gli strati calcificati di obbedienza, buone maniere e conformismo che ci sono stati imposti e che come calcare si sono attaccati a noi.

La Estes  con l’aiuto delle storie, ci accompagna nel viaggio alla riscoperta di noi stesse e di ciò che abbiamo dimenticato. E quando il viaggio sarà finito molte cose saranno cambiate.
Perché i lupi?
La donna e il lupo sono entrambi curiosi, protettivi ed aggressivi, fiutano il pericolo, e hanno entrambi una grande forza.
Il lupo è indomabile, proprio come la donna quando non si lascia controllare

MARIANNE FREDRIKSSON  Le figlie di Hanna -TEA
tre donne ,tre generazioni e diverse storie  di vita : nonna, figlia e nipote.

CARMEN RENEE BERRY- TAMARA TRAEDER  Amiche - TEA
Ogni volta che siamo in crisi  possiamo essere certe di trovare in una amica la nostra stessa esperienza e sensibilità.
Nel racconto delle esperienze altrui e della propria insieme, le due autrici ci presentano una sorta di catalogo ragionato dell’amicizia femminile.

Elena Loewenthal, La Stampa

 

7 punti da tenere in mente per litigare bene

domenica, 21 febbraio 2010

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1farsi la domanda: come mi sento? Quali sono le mie emozioni ,il mio stato d’animo adesso?Sono arrabbiato? deluso? Avrei voglia di….
Se non si dà un nome alle proprie emozioni non si riuscirà ad esprimerle all’altra persona.

2.Tirar fuori il rosario dei lamenti non serve (però tu quella volta…sei sempre..non fai mai…).Spiega cosa è che non ti va bene poi ascolta l’altro senza interrompere,accusare,giudicare…
Ascolta con le orecchie,con il corpo e con il cuore.

3.Compromesso non è una parolaccia o sinonimo di ‘cedere’.Meglio dire negoziare e confrontarsi con il punto di vista dell’altro.La realtà non è mai bianca o nera,tutta negativa o positiva.Ognuno la vede con colori diversi.

4.Pensare ‘io devo vincere’ è una strategia perdente.Meglio lavorare per un win -win accettabile

5.Affrontare i sentimenti che il confronto scatena. Guai a dire: “Basta, ne parleremo un’altra volta!”.

6.Non nominare i suoi genitori,non offendere i suoi amici

7. Iniziare a comunicare con IO’
per esempio
Io mi arrabbio quando tu
invece di tu mi fai arrabbiare quando….
Il Tu mette l’altra persona subito sulla difensiva perché si sente accusata
‘Tu sei insensibile’, è un’offesa
Le offese non hanno valore aggiunto,non danno contributi alla discussione.
Quale è il bisogno reale ?
Io sento che i miei stati d’animo,le mie emozioni, i miei sentimenti non vengono condivisi
Equivale a dire ‘Io ho bisogno che tu….’
Questo dà modo all’altro di attivare il proprio GPS per capire e correggere la rotta,se vuole farlo

Vorrei uscire più spesso
invece di  ‘dovremmo’ uscire più spesso
Il bisogno di uscire di chi è?
Parlare dei propri bisogni senza supporre o decidere anche per l’altro.

Litigare come cani e gatti
Cosa c’è dietro il litigio continuo?
Ci può essere una grande incapacità di comunicare
In molte coppie il litigio è un modo per entrare in relazione e comunicare quello che sentono,le loro emozioni reciproche

La matematica dei rapporti 1+1 =6
In un rapporto fra due persone dietro ad ognuna ci sono altri 2 ‘personaggi’ : i modelli di riferimento dei 2 genitori. Ma non è finita…
Ognuno gioca anche con le carte del rispettivo inconscio.

Jung sosteneva che un rapporto fra due persone è una “partita a quattro” dove entrano in scena non solo gli aspetti della Personalità di ognuno, ma anche  il PARTNER INTERIORE,l’immagine inconscia dell’altro sesso: l’Anima e l’ Animus
L’Anima è la parte inconscia femminile in ogni uomo che agisce e influenza  il suo modo di rapportarsi alle donne.
L’Animus è la parte inconscia maschile in ogni donna che agisce e influenza  il suo modo di rapportarsi agli uomini.

Ognuno di essi rappresenta per l’altro l’aspetto mancante, la parte in ombra della propria personalità.Ognuno dei partner ricerca nell’altro la completezza del proprio essere.

Quanto meno l’individuo è evoluto sul piano della coscienza, tanto più la scelta del partner sarà dettata da motivi inconsci che decideranno “a sua insaputa” l’atteggiamento psicologico ed emotivo che caratterizzerà l’incontro. Il “matrimonio esterno” nella maggior parte dei casi viene agito senza alcuna consapevolezza del “matrimonio interno” con l’Animus per il femminile e con l’Anima per il maschile.
Aldo Carotenuto, “Amare tradire”-Bompiani

Che orchestra dirigi dentro di te?

venerdì, 12 febbraio 2010

counseling,emozioni,counseling solutions,vittoria nervi

Skakespeare diceva che la vita e’ un palcoscenico dove ognuno recita da attore la sua Commedia molte parti.
L’IO  sceglie il ruolo e si immedesima nel personaggio perche’ abbiamo più personalità contradditorie ma spesso  non ne siamo consapevoli.
Al nostro interno c’è come una orchestra,suoni diversi,emozioni ambivalenti come amore e odio che vanno accettate.

il direttore d’orchestra

Il nostro compito è di dirigere questi aspetti  come farebbe un di direttore d’orchestra.
Identificarsi in una sola personalità e’porterebbe alla rigidità
Nel teatro greco ‘la persona’ era la maschera.Ogni maschera serviva a recitare un ruolo. Finché ci identifichiamo con i nostri personaggi interiori (o solo con un personaggio) questi attori ci fanno recitare senza che ce ne accorgiamo le nostre ‘parti’.

Noi e i personaggi in cerca d’autore
E’ importante distinguere tra le nostre emozioni e quelle del personaggio.I roleplay o giochi di ruolo servono a riconoscere queste maschere e i 3 livelli attraverso i quali facciamo esperienza, ci facciamo delle opinioni o dei giudizi o reagiamo ad fatto
I fatti sono sempre neutri.E’ il nostro modo di vederli e sentirli che li colorano in modi diversi

 I 3 livelli
sensazioni -il corpo
Cosa  percepisco col corpo

le emozioni
Cosa sento a livello emotivo 

i pensieri
Cosa penso a livello mentale

La sensazione è l’ingrediente base dell’esperienza.Il corpo non mente.
Possiamo dire ad un’altra persona che non siamo arrabbiati,negare dentro di noi la rabbia perche magari ci fa sentire in colpa(per esempio spesso nella fase di lutto viene repressa la rabbia verso la persona che ci ha lasciato) ma il corpo ce la segnala con vari sintomi.
La maggioranza dei sintomi sono di origine psicosomatica.

Arrow Iconcosa stiamo facendo
Arrow Iconcosa vogliamo (non… ‘dobbiamo’)
Arrow Iconcosa stiamo evitando in quel momento
Arrow Iconcosa ci aspettiamo
 

Spesso ognuno sperimenta dietro di sé delle contraddizioni e delle ambivalenze:amore e odio,ammirazione e invidia.

Due situazioni incoerenti e apparentemente insolubili  richiedono la nostra attenzione ed azione .
Nell’infanzia ognuno assorbe  dei messaggi che vanno contro quello che e’ e sente in quel momento (Non devi piangere,comportati da grande…. ”non fare il cattivo”, “non avere paura”.Non viene quasi mai insegnato come affrontare la situazione e l’ emozione, di qualsiasi natura essa sia e questo crea confusione.
Per esempio la maternità mette spesso le madri di fronte a emozioni ambivalenti nei confronti dei propri figli. (amore e contemporaneamente anche ostilità,aggressività che viene tenuta  sotto controllo (l’aggressività si può infatti esprimere sia con atti espliciti come urlare ma anche con atti di omissione come dimenticare di dare da mangiare ecc.).

Fuggire  da se stessi e non accettare queste parti in ombra  ha un prezzo e crea disagio .Il risultato di questa fuga sfocia poi nella rigidità emotiva, nell’adattamento passivo e conformista alla società, nella  nevrosi Quando non si e’ consapevoli

 LA CONSAPEVOLEZZA NEL QUI E ORA

Spesso nutriamo aspettative negative catastrofiche con le quali ci impediamo di vivere, di essere,di rischiare.Il rischio ragionevole e’ parte integrante della crescita e della vita.
E’ importante dar  voce alle polarità opposte di una situazione:
volere-non volere
 fare-non fare
per trovare un equilibrio.
Ascoltarle e non negarle.
rescere e’ diventare cio’ che siamo. Avere il coraggio di guardare in faccia le nostte ombre e non respingerle.buono,generoso,caritatevole,
paziente,solare.
Vivere a una dimensione e’ vivere alla superficie.
Gesu’ nelle parabole disse:’chi e’ senza peccato scagli la prima pietra’,'non guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro,guarda la trave nel tuo occhio’.Come nel simbolo dello yin e yang nel bianco c’e sempre un punto nero e nel nero un punto bianco.Niente e’ mai tutto giusto o tutto sbagliato.

Nel dar voce alle due parti si riesce a sperimentare le emozioni fino in fondo e ad integrarle.Quando ci guardiamo dentro alcune parti di noi non ci piacciono:invidia,gelosia, rabbia.Allora ci critichiamo,ci giudichiamo.
Riconoscere e accettare che  tutto ciò fa parte di noi invece di proiettare le parti che non ci piacciono sugli altri e’ basilare per C

Nessuno e’ solamente

Accettare i propri i contrari invece di combattere l’ombra,guardare in faccia i propri draghi.Una persona che si definisce solo razionale ha schiacciato la propria emotivita’,chi si definisce solo amabile ha nascosto in cantina la propria eventuale invidia,chi e’ indifferente e dice ‘io non sono geloso/a ha alle spalle l’ombra della gelosia,chi cerca di essere sempre paziente ha in fondo un vulcano dove bolle la rabbia,chi desidera può anche avere paura di questo desiderio… chi ammira puo’ sentire anche l’ombra del disprezzo…..

Fedele a se stesso! Ma a quale se stesso? A quale dei tanti se stesso, che a ben guardare possono essere anche centinaia? Perché con tutti questi complessi e repressioni e vibrazioni e riflessioni, vi sono momenti in cui ho l’impressione di essere semplicemente il piccolo impiegato di un albergo senza proprietario, affaccendatissimo a registrare i nomi dei risoluti clienti e a consegnare loro le chiavi delle stanze’. Katherine Mansfield

L’emozione rossa : qualche tecnica utile per gestire la tua rabbia

mercoledì, 11 novembre 2009

gestire rabbia,counseling,emozioni

Quando qualcuno e’ arrabbiato con noi spesso re-agiamo istintivamente con la stessa emozione di rabbia il che’ non fa che innescare l’escalation e peggiorare la situazione.
Riuscire a mantenere la calma non e’ facile quando ci sentiamo offesi,feriti e attaccati

 Se riusciamo a mantenere la calma e capire quali possono essere  le cause della rabbia dell’altro, saremo  sulla buona strada.

LA RABBIA IMPEDISCE DI capire quale e’ il problema reale da risolvere
Se siamo arrabbiati/e una buona tecnica e’ quella del

come fare per gestire la rabbia ?

Ecco alcuni suggerimenti.

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: la tecnica dello spostamento
 utile per ridurla rimandare la discussione,cambiare argomento,andar via a far quattro passi o sdrammatizzare con delicatezza
Se e’ l’altra persona che e’ arrabbiata con noi cerchiamo di farle capire che la sua rabbia ci impedisce di capire o risolvere il problema .

Diamole modo di ’svuotare il cestino’ senza ribattere e cerchiamo di riportare la discussione al nocciolo del problema senza allargare il campo ( pero’ tu quella volta….ecco,sei sempre il solito..pero’ tu..)
Spesso si alza la voce ma chi urla non e’ mai il piu’ forte.
 

rabbia,emozioni,gestione rabbia,tecniche rabbiaSPAZIO RABBIA
questa tecnica  e’ utile se ci troviamo a contatto con persone che spesso ci fanno arrabbiare.Programmiamo dei momenti in cui ciascuno e’ libero di sfogarsi.Sapremo che in quei momenti sono fatti per quello.  
1. Stabiliamo quando e dove farlo senza altre persone che ci ascoltino e chiariamo con precisione su che cosa vogliamo discutere.
Non coinvolgere parenti o amici.Peggiorano  la situazione creando ulteriori malintesi.
2. Stabiliamo la durata di questo spazio rabbia (in genere vanno bene 15/20 minuti)
3. Lasciamo parlare l’altra persona senza interromperla
4. A turno prendiamo la parola per un tempo stabilito come fanno nei dibattiti in tv (non più  5 minuti)
5. Facciamo delle pause se l’altro ne ha bisogno
6 evitiamo l’ uso della violenza verbale e fisica facendo notare all’altra persona i limiti da non superare e difendendo  i propri confini altrimenti ci allontaneremo (usciamo di casa,andiamo in un’altra stanza…..).
7  stiamo nel qui e ora
Durante la discussione non andate a rinvangare altri momenti  simili per sostenere la vostra ragione. Non si rinfacciano i litigi passati. Tirare in ballo genitori e parenti (a meno che non siano motivo della discussione) sono proibiti quindi evitare il ’sei come tua madre ecc’
Questo allarga il fronte della discussione e allontana dalla soluzione dei problemi confondendo entrambi.Quindi lasciate perdere i ‘pero’ tu quella volta mi hai detto,hai fatto…’.Non confondete il problema con la persona
8  win-win
discutere non e’ una gara per vincere e imporre il proprio punto di vista, né per dimostrare la propria superiorità o per dare una lezione all’altra persona.
Evitiamo di svalutare l’altra persona o usare il sarcasmo perche’  porta solo a  una reazione aggressiva.
Cerchiamo un punto in comune e una soluzione creativa.Ognuno ha il suo punto di vista sulle cose.Rimanere ostinatamente rigidi sulle proprie posizioni senza mai cercare di mettersi nei panni dell’altra persona porta solo ad altre discussioni
Rinegoziare i compiti in casa,riguardo ai figli, i propri spazi per rilassarsi,per rimanere insieme ecc  invece di far finta e serbare rancore o mettere in atto ripicche inutili.
Si parla con sincerità senza usare il silenzio come un’arma  o tenere il muso per farsi chiedere “cos’hai”  o per far sentire in colpa l’altra persona
9 le parole “sempre” e “mai” sono ASSOLUTAMENTE PROIBITE
(invece di “non mi stai mai a sentire” dite ” ora  non mi hai ascoltata”
invece di “non mi fai mai un complimento ” dite “da qualche giorno non mi dici niente di gentile”

 BIBLIOTERAPIA
W. Davies Dominare la rabbia Armenia
H. Lerner La danza della rabbia    TEA Pratica  

counseling: l’emozione rossa-le 7 sorelle della rabbia

lunedì, 26 ottobre 2009

 rabbia,counseling,7 sorelle,vittoria nervi

Nell’ articolo precedente ho scritto a proposito delle sorgenti  più comuni di questa emozione primordiale .
La rabbia è una maniera di far valere i propri diritti basilari.

Quali sono questi diritti che,calpestati,fanno scattare la molla?
Secondo Lowen quelli basilari sono:
il diritto di esistere

il diritto di sicurezza
il diritto all’autonomia e all’indipendenza

Bisognerebbe  ritornare indietro ,come al solito, alla nostra infanzia per capire le cause di molti nostri comportamenti.
Quello che però serve nel presente,nel qui e ora, è imparare a gestirla in modo costruttivo senza farci e fare del male.

Quando etichettiamo l’emozione- rabbia facciamo una generalizzazione.Non esiste un unico tipo di rabbia ma ben 7.Le chiameremo le 7 sorelle. 
   
Evil and Twisted Le 7 sorelle-rabbia  Evil and Twisted


1 la rabbia primaria
 In questo caso c’e’ stata una reale violazione dei propri diritti.
Invece di reagire spesso in questo caso vengono adottate diverse strategie a seconda del tipo di persona e del suo vissuto
- crollo emozionale, accompagnato da lacrime e senso di impotenza

- minimizzazione
-razionalizzazione
- lamento

la rabbia non ok : la rabbia disadattiva
Quando ci arrabbiamo e re-agiamo non a una violazione reale del presente ma ad una situazione che ci riporta indietro ad eventi simili del passato accompagnati da rabbia (es: mi arrabbio con te ORA….perche’ mi ricordi mia madre,mio padre quando mi diceva…)  

2 la rabbia secondaria
 la rabbia copre un’ altra emozione più profonda  
per esempio
una delusione o una preoccupazione(es qualcuno che aspettavamo non chiama..)
la tristezza( la rabbia cancella il dolore).

E’ importante allora non fermarsi alla rabbia ma capire cosa si cela sotto questa emozione e rielaborarla con la consapevolezza o facendosi aiutare da un/una professionista .

A volte ,invece, ci arrabbiamo con noi stessi perché avremmo dovuto fare…..o non avremmo dovuto dire…  o perche’ non accettiamo alcune parti del nostro carattere.
La depressione e’ spesso rabbia rivolta contro se stessi.

3 la rabbia strumentale
 in questo caso la rabbia diventa un mezzo per controllare gli altri e convincerli a fare cio’ che noi vogliamo.La reazione degli altri e’ di solito: amarezza, risentimento e distacco.

4 la collera

conseguente al sentirsi ignorati nei propri bisogni fondamentali.

5 l’ira

è la rabbia di essere stati invasi ed ha come obiettivo il ristabilire confini adeguati.

6 il litigio come discussione
e’ una forma di rabbia che ha a che fare col non aver avuto adeguate informazioni; il suo scopo è di ottenere le informazioni che servono per capire il senso di determinate regole o modi di agire.

7 il risentimento
è un tipo di rabbia legata all’essere fraintesi o malcompresi rispetto ad un sentimento importante per la persona. Il suo obiettivo è di far sentire l’altro responsabile di tale errata comprensione

La rabbia si esprime anche in altri modi piu’ mascherati:
con la calunnia, l’ironia, le insinuazioni e le critiche denigratorie per mettere in cattiva luce l’altra persona,svalutarla o farla sentire in colpa.

Quando qualcuno e’ arrabbiato con noi spesso re-agiamo istintivamente con la stessa emozione di rabbia .Questo meccanismo di re-azione e contro-reazione innesca l’escalation e peggiora la situazione.

Riuscire a mantenere la calma non e’ facile quando ci sentiamo offesi,feriti e attaccati

 Se riusciamo a mantenere la calma e capire quali possono essere  le cause della rabbia dell’altro, saremo  sulla buona strada.

La rabbia ci impedisce di capire quale e’ il problema reale da risolvere

Nel prossimo articolo alcune tecniche di facile applicazione per fare il primo passo.

Counseling:cosa ci vuole per star bene? c’è una formula

martedì, 19 maggio 2009

counseling telefonico.counseling solutions,Vittoria Nervi

Nel servizio di counseling che propongo incontro persone che cercano risposte in un momento di crisi in famiglia,nella coppia con i figli o la soluzione in una situazione che li fa sentire insoddisfatti,stressati,irritati,infelici
Quando mancano le gratificazioni e il piacere la vita di ogni giorno diventa insopportabile

STAR BENE NEL PRESENTE
La felicità nel presente riguarda piacere e gratificazioni
Cosa sono i piaceri? Sono sensazioni gradevoli grezze, come gioia, eccitazione, allegria, esuberanza, benessere.Ti danno una gran gioia, ma richiedono una minima attività di pensiero.

Le gratificazioni, invece, durano più a lungo dei piaceri, richiedono un’attività di pensiero e interpretazione non indifferente, impegnano a fondo e prendono totalmente, (leggere un buon libro,ballare, di avere una conversazione con qualcuno con cui sei in stretta sintonia)
Quando ti senti gratificato sembra che il tuo tempo si fermi,ti senti in armonia con te stesso e a tuo agio,ti senti protagonisti delle tue giornate.

IL PASSATO
Quali sono le emozioni quando pensi al tuo passato?
appagamento, serenità, soddisfazione
oppure
amarezza, rabbia, desiderio di vendetta.
Se dai troppo spazio agli eventi negativi del passato e non apprezzi come meritano quelli positivi ecco che la tua serenità e la soddisfazione scendono in picchiata come un bollettino di Wall Street in un giorno nero
Cosa fare?
Secondo Seligman le due chiavi da usare sono: la gratitudine e il perdono.

IL FUTURO
In questo periodo di crisi,difficoltà,incertezze quali sono le tue emozioni?
hai fiducia,speranza e se sei credente fede
oppure
vedi buio,sei deluso,pessimista
Per non lasciarsi andare lungo la china del catastrofismo occorre dare ossigeno ai pensieri e alle emozioni positivi
Come?
Imparando a riconoscere e a contestare i pensieri automatici di Mister Rompi (il criticatutto che hai dentro).Dentro di te c’è il rompiscatole onnipresente 24 ore su 24 come la MTV e che ti segue come un’ombra giorno dopo giorno da anni e che ti conosce bene.
Mister Rompi sa quali sono i tuoi punti deboli per farti sentire in colpa,farti paura, farti sentire imbranato,incapace…
Nei prossimi articoli vedremo chi è e che danni è capace di fare per distruggere la tua serenità

IL MIX CHE FA LA DIFFERENZA
Martin Seligman ha individuato 24 ingredienti(o potenzialita’, tratti del carattere) che possono essere sviluppati e utilizzati al meglio
Leggi e scegli quali hai o potresti sviluppare
capacità di valutazione       autocontrollo
creatività                         cautela
intelligenza emotiva          modestia
lungimiranza                    apprezzamento
coraggio gratitudine          gratitudine
costanza                         ottimismo
schiettezza                      spiritualita’
generosità                   capacita’ di perdonare
lealtà                          senso dell’humour
curiosità                         imparzialità 
passionalità                    organizzazione 
 capacità di amare e farsi amare
desiderio di conoscenza
Ne hai scelti almeno 5?  

LA FORMULA S+C+V
S sta per set range cioe’ la quota fissa che hai già (le tue 5 potenzialità)
C sta per circumstances cioè tutto ciò che ti accade nella vita.
Alcune possono influenzare il tuo livello di felicità (ricchezza/povertà, matrimonio, vita sociale, età, salute, genere, fede)
I primi due fattori S e C sono difficili da cambiare
V sta per volition cioè la tua capacita’ di fare delle scelte e tutti quei fattori che dipendono dal tuo controllo.
Sulle circostanze che dipendono da te (V),sulle emozioni e pensieri nel qui e ora puoi incidere in positivo,fare chiarezza,decidere di cambiare atteggiamento,liberarti dalle gabbie,sbrogliare la matassa che si è ingarbugliata

  TU PUOI FARLO.
Il mio obiettivo come counselor è aiutarti a vedere come.

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