Che dici vengo?. Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
dal film di Moretti Ecce Bombo
Rimandare,procrastinare è l’ abitudine tossica degli indecisi e dei perfezionisti ai quali il noto proverbio ‘non rimandare a domani quello che puoi fare oggi’ suona come una nota stonata.
La radice di questa abitudine è la bassa autostima,la insicurezza e la paura di fallire
La paura di sbagliare
Questa paura irrazionale ha le sue radici nel passato.
Può derivare dall’aver avuto dei genitori che sottolineavano gli errori nel loro aspetto negativo invece che come fonte positiva di apprendimento(sbagliando si impara) o da una carenza di supporto e di gratificazione a scuola o in famiglia o da messaggi come:
‘non sei capace di far niente’…
’non dovevi fare così..dovevi fare cosa’….( l’opzione che avevate scartato era sempre quella giusta)
si fa così….non come fai tu’ ( c’è sempre solo un unico modo di fare ?)
’ hai visto hai sbagliato ANCORA ( terribile verdetto quell’ancora).
I risultati di questi messaggi ripetuti come uno spot pubblicitario giorno per giorno alla lunga insegnano a
1. evitare le responsabilità( ma anche la possibilità di esprimere le proprie capacità)
2 aver paura di impegnarsi in una relazione con un partner (e se non è la persona giusta?)
3 rimandare le scelte e le decisioni ( da quelle quotidiane a quelle più importanti)
4 iniziare tante cose e non portarle a termine
5 rimanere nel limbo del ‘cosa faro’ da grande’ non perché non sapete quali risorse e capacità avete ma perché siete bravi/e in tante cose e non sapete su quale focalizzarvi per paura di sbagliare
Le tattiche degli indecisi
Di fronte a una decisione da prendere chi non sa decidere adotta queste tattiche a scelta:
° chiede pareri a destra e sinistra col risultato di essere ancora più confuso o di farsi influenzare.
° temporeggia aspettando che accada qualcosa come Vladimir ed Estragon in aspettando Godot. Come si dice ‘le cose più importanti non accadono..si fanno accadere’.Uno degli errori che comunemente si fa e’ aspettare passivamente.Se non ci adoperiamo per farle accadere ci penserà qualcun altro a farlo e non il destino
°lascia decidere agli altri..e poi si pente,si arrabbia
con se stesso o con l’altra persona
°pesa e ripesa col bilancino del farmacista i pro e i contro,i dettagli senza arrivare a distinguere ciò che è importante da ciò che lo è.C’è una parola per questa stressante abitudine: analysis paralysis.
La Hit parade degli indecisi
i sognatori si fermano alla prima tappa e il tutto rimane solo un sogno.
i perfezionisti al secondo o terzo step e girano intorno a soppesare all’infinito o a cercare la soluzione giusta in assoluto
le tartarughe (i procrastinatori) rimandano e aspettano.
C’e un proverbio che dice fra il dire e il fare c’e di mezzo il mare.Sapere o parlare non e’ la stessa cosa che fare
le lepri si buttano a capofitto senza avere prima chiare tutte le fasi.
Quando si inizia ad attuare un progetto o si agisce è inevitabile commettere errori.
Sbagliando si impara.Molto meglio agire e rettificare gli errori che sedere come spettatori ad aspettare i miracoli,a teorizzare o a criticare quelli che agiscono.Meglio entrare in campo e giocare la partita.Ottima tattica e’ iniziare step by step come se giocaste in serie C.
Col tempo diventerete sempre piu’ abili e veloci a prendere la decisone giusta,a fare la scelta corretta per quel problema.
Per avere dei risultati e’ necessario :
1 avere una VISIONE cioè una immagine- guida di qualcosa da raggiungere
2 tradurre la visione in obiettivi a medio o a lungo termine ( perché non rimangano solo idee)
3 tradurre questi obiettivi in piani d’azione flessibili ( perché le cose accadano)
Se abbiamo ben chiari in mente quali obiettivi vogliamo raggiungere e cosa fare per raggiungerli la nostra visione non rimarrà solo un sogno ma daremo alla nostra idea un paio di piedi per raggiungere la meta.
