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Post ferie:i rimedi per riprendere il tuo ritmo

mercoledì, 25 agosto 2010

post-vacanze,rimedi dopo ferie,counseling,cambiamento,vittoria nervi

La nostra lingua e’ strana chiamiamo ferie i giorni non lavorativi e giorni feriali quelli durante i quali lavoriamo.

Forse per te è gia’ iniziato o inizierà il post ferie,il rientro nel tran tran quotidiano.
Se c’è’ lo stress  di un anno da smaltire prima delle ferie spesso c’e anche lo stress post- ferie.
Gli americani lo chiamano post- vacation blues.

Secondo l’Istat 10% dei lavoratori presenta dei sintomi da stress dovuti al cambiamento di ritmo al rientro (poi ci sono i workaholics che si stressano di piu’ in vacanza che al lavoro ma questo e’ un altro discorso).

lo stress da rientro
Ogni cambiamento porta con sé una dose variabile di stress e il rientro conferma la regola. Il rientro dalle vacanze,richiede un adattamento graduale.

Cambia Il ritmo della giornata,il modo di nutrirsi e ritorna puntuale la sindrome della sveglia che trilla al mattino.
In inglese la chiamano alarm clock..gia’ quando suona sembra  il codice rosso e non importa  se il suono e’ soft o no.

PRIMA SETTIMANA:SHOCK DA RIENTRO
Non riesci a riprendere il ritmo?
sei spompato già a metà mattina?il tuo sonno è una altalena di risvegli?
ricomincia il mal di testa o la difficoltà a digerire i pranzi veloci in mensa o i panini megacalorici?
A livello fisico molti al rientro si sentono fuori fase,la soglia della sopportazione è a zero come pure l’interesse per il lavoro.

COSA PUOI FARE
1 ingrana la marcia senza fretta
Sono necessari almeno due giorni di start up per riabituarsi al tran tran solito La tattica del ‘faso tutto mi’ e’ fonte di stress.Meglio delegare,farsi aiutare o fare a piccoli passi poco per volta.Come dice il proverbio’chi va piano va sano e va lontano.Saggezza popolare da tener presente in questi tempi di corri-corri,di ‘rat race’ (corsa dei topi) come dicono gli inglesi.

2 ritagliati il tuo quality time
Un po’ di qualità time per sé non fa mai male.
Il tuo hobby,una attività che ti piace fare senza importi nulla di particolare Solo il piacere di gustare ed essere padroni del proprio tempo per ricaricarsi. La musica,la lettura,una passeggiata breve,due o tre massaggi per gratificarti e prenderti cura di te…
Lascia perdere la tv e i soliti noiosi malati di protagonismo del piccolo schermo.Warhol aveva ragione quando diceva che per 15 minuti di notorietà la gente farebbe e direbbe chissa’ cosa.Tuttologi,sedicenti esperti dell’ovvio,
gossip da 4 soldi,tanto fumo e zero arrosto.

3 lascia andare
Se le vacanze non sono andate come previsto non ruminarci sopra con avrei dovuto…se sapevo…Spesso si parte da amici e si ritorna con la scoperta dei loro difetti,manie che urtano.Nessuno e’ perfetto.

4 Focalizzati sugli aspetti positivi del qui e ora
Dipende da te non farti coinvolgere da quelle persone che passano il tempo a lamentarsi o a distribuire pensieri negativi e sfiga.
Datti dei piccoli obiettivi all’inizio.Non richiedere a te stesso uno sforzo a 360°
( qualcuno dira’..beh dillo al mio capo…).
Non essere troppo critico con te stesso o perfezionista,non sei una macchina.Impara a delegare.Col computer basta fare on/off.
Come persona hai oltre che il corpo (l’hardware) anche dei delicati software:
le emozioni
i pensieri
i ricordi (che non sono semplice memoria come nel computer)
le relazioni con gli altri…

Ogni tanto una deframmentazione del tuo hard disk non fa male.
Rallenta e cerca il tuo ritmo per entrare nella nuova stagione.
Fatti aiutare dalla musica.

4 le cinque domande
Molte persone non sono ‘presenti’ nel qui e ora,sono poco consapevoli di ciò che sta loro succedendo,non ascoltano le loro sensazioni,non danno importanza alla loro intuizione.agli  stati d’animo ,tutti segnali-guida che aiutano ad affrontare il quotidiano.
Perls,padre della Gestalt,indicava 5 domande-chiave per vivere ogni attimo con consapevolezza
cosa sto facendo?
cosa sento in questo momento?
cosa voglio ?
Cosa sto evitando?
cosa mi aspetto?

Queste domande ci servono a rimanere connessi con le sensazioni del proprio corpo,le emozioni e i propri pensieri.E’ importante  sperimentare sè stessi il più possibile ,conoscere i propri desideri,ciò che è buono per sé,ciò che ci fa star bene dentro in modo da muoversi nel mondo con maggiore assertività.
Qui’ ed Ora rappresenta l’importanza del presente, vivere ed agire il presente.

‘la vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a realizzare altri progetti’
John Lennon

MUSICOTERAPIA
Relax
 Il lago dei cigni,di Ciaikovskij; Musiche new age e suoni della natura;Concerto per piano n. 2,di Rachmaninov.

benessere psicofisico
musica country-western, gospel,spirituals

ansia
Preludio del Lohengrin di Wagner; Adagi  di Bachelbel; Terzo atto del Nabucco di Verdi.

insonnia
I Notturni di Chopin

concentrazione
Concerto per piano n. 24, di Mozart;i Concerti di Haydin.

Per riprendere lo studio
Canti gregoriani;La Primavera, di Vivaldi.

  

La CRESCITA personale?Una bufala (ecco perché)

lunedì, 9 agosto 2010

crescita personale,Hillman,consapevolezza,paura,essere se stessi

La parola ‘crescita’ personale mi fa spesso pensare al crescere in senso di aumentare di misura,di statura,di larghezza…
Una pianta cresce ma noi non siamo semi di pomodoro o bietola seminati nell’orto della vita.
Certo ognuno di noi cambia costantemente.Ognuno di noi è cresciuto a livello fisico,mentale ed emotivo.Ma se ognuno continuamente cambia una parte di noi resta immutabile per sempre.Ed è a quella parte immutabile che ognuno deve far ritorno
Ciò che noi chiamiamo inizio è spesso la fine, E la fine è solo un inizio. ciò che noi chiamiamo inizio è spesso la fine  e finire è cominciare.La fine è il punto da cui noi iniziamo.”
 

 

Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.
Thomas Sterne Eliot (da Quattro quartetti)

Ritornare al quadro originale
Una ragazzina ha deciso di dipingere un quadro con una casa in tempo per il compleanno della madre.
Nella sua mente il quadro è già finito, ella sa come attuarlo nel più piccolo dettaglio, resta soltanto di metterlo giù sulla carta. Prende la scatola con i colori, e  si mette al lavoro.
La ragazzina sta dipingendo contenta quando arriva qualcuno e le dice: “Perché non metti la finestra qui…guarda che il tetto dovrebbe andare così”.
Il risultato?Ora sta mettendo giù sulla carta soltanto “idee altrui”.
Può scocciarsi, diventare irritata, infelice o impaurita nel rifiutare questi suggerimenti o incominciare a odiare il quadro e forse strapparlo: la reazione dipenderà dal carattere.
Morale
Ognuno sa da quando viene al mondo quale quadro dipingere.Spesso però fra il dire e il fare si mette in mezzo dell’altro
tratto da “LIBERA TE STESSO” di Edward Bach

Ad un certo punto molti si accorgono di aver incamerato e fatto proprie convinzioni sbagliate,pensieri che remano contro,etichette e doveri imposti che non fanno parte del proprio disegno.
E’ qui che inizia la svolta..l’inventario per iniziare a togliere quello che non ci appartiene

Togliere il superfluo
Il nostro scopo non è la crescita,dice Hillman psicologo statunitense, bensì la perdita
In ogni cambiamento  si lasciano andare parti di sé che non sono più vere per noi stessi e la perdita delle illusioni su ciò che siamo, in modo da lasciare emergere il nucleo più profondo dell’anima.

Niente è stabile come il cambiamento
Qualsiasi forma assume, il cambiamento è l’unica cosa di cui siamo sicuri.
A volte può essere una sfida eccitante,altre volte imboccare la strada nuova può far paura

Ogni persona ha i propri draghi.
Quando rinunciamo a fare qualcosa per paura, quando subiamo senza reagire, quando rinunciamo alle nostre idee per opportunismo, quando accettiamo situazioni contrarie alla nostra etica, quando abbandoniamo le nostre aspirazioni e ci rassegniamo nell’insoddisfazione…i draghi hanno vinto la partita.
Quando, invece, nonostante la paura, decidiamo di affrontarela sfida ,iniziamo un viaggio dentro un territorio sconosciuto.E’ lì che si compie la nostra trasformazione.
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Indipendenza emotiva: i 10 attrezzi per navigare la tua vita al 100%

martedì, 3 agosto 2010

intelligenza emotiva,resilienza,autostima,counseling solution,vittoria nervi counselor,assertvità,

Esiste una ricetta per prendere la vita nelle proprie mani,tenere il timone e andare avanti superando ostacoli e tempeste?
Madre Teresa amava dire
La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala..
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è un mistero,scoprilo
La vita è una avventura,rischiala.  
La vita è un’avventura, rischiala.a sfidato,ti ha messo alla prova in vari campi.
Dietro ognuna di queste esperienze c’e’ una motivazione. Gli inglesi la chiamano blessing in disguise cioe’ una situazione che nella sua difficolta’ nasconde delle opportunita’ di cambiamento in seguito.

Nel rischio e nella sfida c’è una opportunità che ci viene offerta per capirci meglio o capire gli altri,per vedere con occhi nuovi.
Nel momento della prova siamo confusi, al buio poi il tempo ci restituisce la chiave per aprire la risposta. 

Forse anche tu hai passato momenti in cui la vita ti

I 10 attrezzi
1 ESSERE AUTOCONSAPEVOLI
♦osservare sé stessi e riconoscere i propri sentimenti
♦costruire un vocabolario per i sentimenti
♦conoscere il rapporto tra pensieri,
sentimenti,reazioni

2 DECIDERE PERSONALMENTE
♦esaminare le proprie azioni e conoscerne lconseguenze
♦sapere se una decisione è dettata dal pensiero o dal sentimento applicare queste idee alle vicende importanti della vita

3 CONTROLLARE I SENTIMENTI
♦colloquiare con sé stessi
♦capire che cosa c’è dietro ad un sentimento(ad es. il senso di offesa è sotteso alla collera)
♦trovare modi di controllare paure, ansie, collera, tristezza

4 ESSERE EMPATICI
♦comprendere i sentimenti e le preoccupazioni degli altri e assumere il loro punto di vista
♦apprezzare i diversi modi con cui le persone guardano alla realtà

5 COMUNICARE
♦parlare dei sentimenti con efficacia
saper ascoltare e saper fare domande
♦distinguere tra ciò che qualcuno fa o dice e le tue reazioni al riguardo
♦esporre il proprio punto di vista invece di incolpare gli altri

6 ESSERE APERTI
♦apprezzare l’apertura e costruire la fiducia in un rapporto
♦sapere quando si può parlare dei propri sentimenti senza rischio

7 ESSERE PERSPICACI
♦identificare modelli tipici nella propria vita emotiva e nelle proprie reazioni riconoscere modelli simili negli altri

8 AUTOACCETTARSI
♦sentirsi orgoglioso di sé e considerarsi in una luce positiva
♦riconoscere i propri punti forti e le proprie debolezze
♦essere capaci di sorridere di sé stessi..l’autoironia alleggerisce il piombo del ‘vedo tutto nero’

9 ESSERE PERSONALMENTE RESPONSABILI
♦assumersi le responsabilità
♦riconoscere le conseguenze delle proprie azioni
♦accettare i propri sentimenti e umori
mantenere gli impegni assunti

10 ESSERE SICURI DI SE’
♦affermare i propri interessi o punti di vista senza rabbia

Hai qualche altro attrezzo che ti è servito nel tuo viaggio quotidiano… da aggiungere?

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Risoterapia: ridere fa bene perché….

venerdì, 25 giugno 2010

risoterapia,potere del riso,ridere fa buon sangue,ridere,

Il riso fa buon sangue, stimola la produzione delle beta-endorfine, che fortificano il sistema immunitario ed evitano di caricarsi di stress e di ansia.

L’umorismo è il più potente meccanismo di difesa. Permette un risparmi di energia.Con una battuta blocchiamo l ‘irrompere di emozioni spiacevoli. (Freud)
Nel ridere ci puo’ essere anche aggressività perche’ possiamo tirar frecciate a qualcuno e provare piacere nel farlo.

Nietzsche ha detto: ridere significa essere maligni pur mantenendo la coscienza tranquilla.

L’ronia, e specialmente il wit(l’english humour sottile) non e’ ereditario ma si impara cercando di cogliere in ogni situazione il lato comico.Tutte le situazioni ne hanno uno.
Saper fare questo vuol dire sdrammatizzare le situazioni e non accumulare stati d’animo negativi. ridere è una ginnastica psichica, fisica, mentale ed emotiva.
“Un cuore giocoso fa bene come un farmaco” (Bibbia, Proverbi 17:22)

Nel riso si impegnano più di 60 muscoli, per piangere ne usiamo meno di 20.Si modifica la respirazione, si usa il diaframma (pochi lo fanno normalmente), si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio),si adoperano le fasce muscolari più profonde per esempio della pancia creando un automassaggio rilassante.

Il cervello si “distrae”, i pensieri negativi perdono il loro potere, la mente si distende, la vita sembra migliore. Come il sonno, il ridere migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, scioglie la paura, esorcizza i cattivi pensieri. Ridere è una filosofia  verso la vita.
Crea un atteggiamento  diverso del proprio rapporto con la vita e con la morte.

L’umorismo e’ una marcia in piu’ Per essere spiritosi occorre la fantasia,essere pronti a cogliere il paradosso,il grottesco.Il comico nasce da un’incongruenza rispetto alla normalità, al prevedibile.

Le bugie-fette di prosciutto:un’tavor’per non vedere,sapere,sentire

martedì, 8 giugno 2010

bugie,bugie vitali,Goleman,dire la verità,fette di salame sugli occhi,counseling

Quale vantaggio hanno i bugiardi? Che quando dicono la verità non sono creduti. Aristotele
Hai mai sentito parlare dei buchi neri,di quei corpi celesti invisibili?
Beh…non stanno solo in cielo ma anche dentro di noi,nella nostra coscienza
Ogni volta che c’è qualcosa che non ci piace ma facciamo finta del contrario perché ci pesa accettarla,
un comportamento di qualcuno che ci fa male ma non vogliamo ammetterlo,un evento traumatico o doloroso

Facciamo davvero finta di non  sentire,vedere,capire?
Abbiamo davvero,come si dice, le fette di salame sugli occhi?

Spesso per difenderci dalla cruda verità mettiamo in azione dei meccanismi di protezione.

La nostra mente cancella o seppellisce nell’inconscio la verità impedendoci di diventarne consapevoli.
Questi sono le bugie vitali che negano o deformano  la realtà perché troppo dolorosa per essere sopportata.
Queste bugie sono  potenti dosi di anestetico per non farci sentire il malessere o provare emozioni negative

Il bugiardo deve avere buona memoria.
Marco Fabio Quintiliano

Secondo Goleman, scopritore della ‘intelligenza emotiva’ cioè la capacità di riconoscere e gestire le emozioni ognuno  usa dei filtri per selezionare la realtà e farne arrivare alla coscienza solo una parte.

La mente di ognuno ha una ‘parte cieca’, incapace di vedere le cose come stanno in realtà. E’  per questa ragione che possiamo raccontarci le bugie vitali.
Possiamo raccontarcele ad uso e consumo proprio o possono diventare della famiglia
(tutti sanno ma nessuno parla) o della comunità
Ad esempio la cronaca da’ spesso notizie di violenze rièpetute sotto lo sguardo di tutti prima di essere denunciate.

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
Bertolt Brecht

La storia racconta che in Germania durante il nazismo, buona parte dei tedeschi negarono, in perfetta buona fede, quello che avveniva nei lager.
E’ un inganno fatto contro se stessi per evitare l’ansia e questo ha un prezzo perché lascia esattamente il problema sotto il tappeto
Se non vediamo il problema..non esiste,E’ un po’ come la strategia degli struzzi..mettiamo la testa sotto la sabbia

Ignorare il problema ci impedisce di risolverlo.Se non siamo consapevoli di avere un problema come possiamo cambiare?.

fra bugia e verità esiste una via di mezzo
L’antropologo e psicologo statunitense Gregory Bateson sostiene che esiste una linea di confine al di là del quale  una cosa positiva diventa  tossica,fra sincerità e l’inganno, fra vivere una vita di bugie e dire sempre la pura verità
C’è sempre un set point,un punto di equilibrio fra vivere una vita di bugie e dire sempre la pura verità
 
Alle volte dopo aver detto una bugia, ci si sente male,in colpa soprattutto se chi riceve la bugia è una persona alla quale teniamo.
E se poi lo scopre?
Il pericolo  è di non essere più creduti,di perdere la sua fiducia anche se è stata l’unica volta in cui siamo ricorsi alla “frottola”.
La verità non è mai semplice e la scelta più giusta è di solito quella più difficile. La trasparenza nei rapporti con gli altri permette di sentirsi in pace con se stessi.

Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia.
Otto von Bismarck

La gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione.
Mark Twain

Prima raccogli i fatti, così in seguito potrai distorcerli come ti pare.
Mark Twain

BIBLIOGRAFIA
David J. Lieberman  Scoprire le bugie  Tea manuale
Attraverso il linguaggio del corpo, dalle parole  e dell’espressione del viso si può facilmente riconoscere chi sta tentando  dirci una bugia.

Gianna Schelotto Perchè diciamo le bugie Mondadori

Cosa vuoi veramente nella tua vita? Voglio sapere se…..

domenica, 23 maggio 2010

oriah mountain dreamer,voglio sapere,cambiamento,autostima,counseling

Cosa conta davvero nella tua vita? Un invito a scoprire tutti ciò che vuoi realmente.

Non mi interessa ciò che fai nella vita.
Voglio sapere se osi sognare di incontrare le voglie del tuo cuore.

Non mi interessa sapere quanti anni hai.
Voglio sapere se rischierai di sembrare matto per amore, per i tuoi sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non mi interessa quali pianeti facciano quadrato con la tua luna.
Voglio sapere se hai toccato il centro della tua tristezza, se sei stato esposto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso dalla paura d’ulteriore dolore.

Voglio sapere se puoi sederti col dolore, il mio ed il tuo, senza muoverti per nasconderlo o attenuarlo o aggiustarlo.

Voglio sapere se puoi vivere con gioia, la mia e la tua, se puoi danzare selvaggiamente e lasciare che l’estasi riempia la punta delle tue dita delle mani e dei piedi senza preoccuparci di fare attenzione, d’essere realistici, o di ricordare le limitazioni di esseri umani.

Non mi interessa se la storia che mi stai raccontando è vera.
Voglio sapere se puoi deludere una persona per essere sincero con te stesso. Se puoi sopportare l’accusa di tradimento e non tradire la tua anima. Se puoi essere infedele e anche affidabile.

Voglio sapere se puoi vedere la bellezza, anche quando non è carina, ogni giorno e se puoi nutrire la tua vita con la sua presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio, e comunque stare sul ciglio del lago e urlare all’argentata luna piena, “Si!”

Non mi interessa sapere dove vivi e quanti soldi hai.
Voglio sapere se puoi alzarti, dopo una notte di tristezza e disperazione, esausto ed ammaccato sino all’osso e fare ciò che deve essere fatto per nutrire i bambini.

Non mi interessa chi conosci o come sei arrivato qui.
Voglio sapere se starai nel centro del fuoco con me senza tirarti indietro.

Non mi interessa dove, cosa o con chi hai studiato.
Voglio sapere cosa ti sostiene, dall’interno, quando tutto il resto peggiora. Voglio sapere se puoi stare solo con te stesso e se ti piace davvero la compagnia che ti fai nei momenti vuoti.Oriah Mountain Dreamer:

bibliografia
L’invito all’ascolto della vita  
di Mountain Dreamer Oriah
Il libro è un invito a vivere in modo più profondo e appassionato. Nasce da un poema-saggio scritto di getto ma passato di bocca in bocca per tutta l’America, letto alla radio e in televisione.

I have heard it all my life
A voice calling a name I recognized as my own.
Sometimes it comes as a soft-bellied whisper.
Sometimes it holds an edge of urgency.
But always it says: Wake up my love. You are walking asleep.
There’s no safety in that!

La sento da quando sono nata
La voce che chiama un nome che riconosco come mio
Qualche volta mi giunge come un tenue sussurro che vien dalla mia pancia
Qualche volta racchiude un senso di urgenza
Ma dice sempre: svegliati amore mio.Stai camminando addormentato
Non c’è sicurezza in questo

 

Biblioterapia:le parole che nutrono e fanno riflettere

giovedì, 20 maggio 2010

biblioterapia,le parole che nutrono,counseling,emozioni,donne

Non c’è nessun vascello che, come un libro
possa portarci in paesi lontani,
né corsiere che superi al galoppo
le pagine di una poesia.
E’ questo un viaggio anche per il più povero,
che non paga nulla,tanto semplice è la carrozza
che trasporta l’anima umana.  Emily Dickinson

Ho letto negli anni moltissimi libri e alcuni li rileggo e ogni volta trovo spunti nuovi per riflettere e un traccia sottile alle mie domande.
Ecco il mio personale suggerimento

Marie Cardinal Le parole per dirlo - Bompiani
un romanzo del 1976,una storia autobiografica della rinascita di una donna.
Il libro ebbe un notevole successo perché è stata la prima storia autobiografica  dal punto di vista femminile.
Le parole  sono le parole che spesso ci mancano, per esprimere sensazioni, emozioni e sentimenti. Sono le parole che ogni donna riscopre dentro di sé togliendo la polvere alle ferite e al silenzio durante un lavoro su noi, di conoscenza e di approfondimento dei nostri vissuti. Sono le parole dimenticate e coperte dalle sovrastrutture culturali, dove il “bel dire” spesso nasconde fino ad annullare il “vero dire”.

Ho cominciato a parlare di mia madre e non ho più smesso, fino alla fine dell’analisi. In tutti questi anni non ho fatto altro che calarmi in lei come in un burrone senza fine. Così sono riuscita a conoscere la donna che lei avrebbe voluto che fossi…

Clarissa Pinkola Estes Donne che corrono coi lupi - Frassinelli
Storie di donne,favole che aiutano a riflettere.
Un viaggio interiore per ritrovare la strada.Col tempo,dice la Estes, ogni donna può trovare la propria ‘fiaba guida’.

In ogni donna si nasconde una forza molto potente, fatta di istinti e creatività passionale: la donna selvaggia.
Se perdiamo i contatti con questa parte di noi ci allontaniamo dalla nostra anima e perdiamo la sicurezza nel nostro cammino.

La donna selvaggia ‘porta tutto ciò di cui una donna ha bisogno per essere e sapere,fissa il territorio, trova il proprio branco, sta con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo, parla e agisce  per proprio conto, in prima persona.
E’ quella che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite.

La donna selvaggia è l’anima femminile. E’ amica e madre di coloro che hanno perso la strada, si sono perdute, è amica e madre di tutte coloro che hanno bisogno di sapere.
Ogni donna conserva dentro di sè un posto segreto per la donna selvaggia.
Chi è la Donna Selvaggia?

E’ la Donna che ognuna di noi è sotto gli strati calcificati di obbedienza, buone maniere e conformismo che ci sono stati imposti e che come calcare si sono attaccati a noi.

La Estes  con l’aiuto delle storie, ci accompagna nel viaggio alla riscoperta di noi stesse e di ciò che abbiamo dimenticato. E quando il viaggio sarà finito molte cose saranno cambiate.
Perché i lupi?
La donna e il lupo sono entrambi curiosi, protettivi ed aggressivi, fiutano il pericolo, e hanno entrambi una grande forza.
Il lupo è indomabile, proprio come la donna quando non si lascia controllare

MARIANNE FREDRIKSSON  Le figlie di Hanna -TEA
tre donne ,tre generazioni e diverse storie  di vita : nonna, figlia e nipote.

CARMEN RENEE BERRY- TAMARA TRAEDER  Amiche - TEA
Ogni volta che siamo in crisi  possiamo essere certe di trovare in una amica la nostra stessa esperienza e sensibilità.
Nel racconto delle esperienze altrui e della propria insieme, le due autrici ci presentano una sorta di catalogo ragionato dell’amicizia femminile.

Elena Loewenthal, La Stampa

 

Economia delle carezze:E’sempre l’ora di una carezza….

giovedì, 13 maggio 2010

economia carezze,Berne,Virginia Satir,counseling solutions,vittoris nervi 

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Pablo Neruda

Le carezze sono essenziali alla vita. Un neonato ha bisogno del contatto fisico per rimanere in vita. Da adulti il contatto fisico e’ più limitatoVi son carezze verbali come i complimenti ,l’apprezzamento sorridere, toccare amichevolmente una spalla, dire “son contento di vederti”, ascoltare con attenzione, essere disponibili per un abbraccio o carezze negative, come i giudizi negativi,le critiche,le umiliazioni.
Lo scambio di carezze è l’attività più importante della nostra vita quotidiana e ne determina la qualità .
E’ fondamentale da adulti imparare a dare e ricevere carezze di buona qualità per raggiungere un proprio benessere psico-fisico.
La fame di “carezze” è diversa in ognuno di noi, c’è a chi non bastano mai e chi riesce a vivere con una “carezza” al giorno. Secondo Claude Steiner (un allievo di Berne padre della Analisi Transazionale), in occidente, i bambini vengono allevati  con la cosiddetta economia delle carezze  basata su 5 punti:
1) Non chiedere carezze
2) Non dare carezze
3) Non accettare carezze
4) Non rifiutare carezze negative
5) Non accarezzare te stesso.
Chi viene allevato rispettando queste regole, vive cercando beni materiali, si accontenta di essere frustrato, insultato e infine cerca sostitutivi alle carezze. Rifiutare queste regole poco educative , significa conquistare l’autonomia e l’intimità. L’intimità è il modo che piu’ soddisfa il bisogno di carezze.
Con l’intimità ci si apre alla comprensione e alla conoscenza. Avviene uno scambio che si basa sulla fiducia e libertà. La critica allontana l’intimità.

 

Abbiamo bisogno di 4 abbracci al giorno per sopravvivere.
Ne abbiamo bisogno di 8 per il mantenimento e 12 al giorno per crescere  

Virginia Satir

Cosa hai seminato nel prato della tua vita?

mercoledì, 28 aprile 2010

vita aforismi,speranza,opportunità,counseling,qualità della vita

La tempesta è capace di disperdere i fiori ma non è in grado di danneggiare i semi.
Kahlil Gibran

Se non puoi essere un pino su un monte sii una saggina nella valle, ma sii la migliore piccola saggina sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero sii un cespuglio.
Se non puoi essere un’autostrada sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere poi mettiti con passione e realizzalo nella vita
.

Martin Luther King

Counseling*Scopri il tuo viaggio:on the road in compagnia degli archetipi(part 3)

mercoledì, 28 aprile 2010

archetipi,viaggio eroe,cambiamento,obiettivi,counseling,vittoria nervi

Cosa sono gli archetipi? Come possono aiutarci nel Viaggio per entrare in contatto con la parte più autentica di noi stessi?

Leggi la prima parte e la seconda

Il software della psiche
Carol Pearson, scrittrice e analista junghiana definisce gli archetipi il SOFTWARE della psiche,dei modelli che ciascuno di noi ha,le nostre risorse interne o aiutanti sui quali fare affidamento.
Spesso sono questi archetipi che ci fanno vedere il mondo e la nostra vita con occhi diversi.
In un mondo cosi’ mutevole e incerto gli archetipi ci aiutano ad affrontare i cambiamenti e l’ignoto e a  reinventarci

Ogni archetipo energizza una parte della nostra vita e ci accompagna nel viaggio e nel nostro progetto di vita in cerca del nostro tesoro.
Ognuno uomo o donna è un eroe quando per cercare la propria verità ha il coraggio  di agire in armonia con con se stesso e i suoi valori.

Gli archetipi ci aiutano ad assumerci la responsabilità della nostra vita Essi rappresentano i vari aspetti della personalità: la fiducia, il senso di interdipendenza, il coraggio di lottare per se e per gli altri, il dare con amore incondizionatamente.

A secondo dell’archetipo che ha più energia dentro di noi in un certo momento interpretiamo una situazione. Dipende dall’atteggiamento. se vediamo solo le sfide e i rischi o gli aspetti positivi e la speranza di riuscire

I nove archetipi

Orfano       Sopravvivere alle difficoltà  
la vita è sofferenza.Questo archetipo lo viviamo quando non va bene mai niente,quando sembra che tutto sia senza senso,quando ci sentiamo persi e soli

Innocente    raggiungere la felicità      la vita è gioia
è la parte di noi che crede nella vita, in se stessi e negli altri e continua a sperare e ad aver fede nelle cose in cui credeL’innocente vive in un paradiso terrestre dove la vita è dolce e tutto ciò di cui ha bisogno gli viene dato in un’atmosfera di amor. A livello mitologico, è rappresentato da Adamo ed Eva un mito presente in tutti i sistemi religiosi, anche se in modi diversi Questo archetipo è presente quando pensiamo che tutto ciò che ci circonda, esiste unicamente per gratificarci.Da bambini è normale ma se si mantiene come stile di vita diventa, nell’adulto, narcisismo ed egoismo.Quando iniziano le prime delusioni  e frustrazioni ecco che si attiva l’archetipo dell’Orfano deluso. Tale atteggiamento è presente soprattutto nell’adolescenza, quando si scopre che i genitori non sono onnipotenti e perfetti

Guerriero   dimostrare il proprio valore    la vita è una battaglia
Se dobbiamo raggiungere un obiettivo l’archetipo del guerriero puo’ aiutarci dandoci coraggio.Se iniziamo il viaggio abbiamo da misurarci con le difficoltà .Si attiva l’archetipo del Guerriero. Il potere del guerriero è fisico, psichico, intellettuale o spirituale. Un esempio dal cinema è Indiana Jones che di fronte alle mille difficoltà usa  la forza e l’astuzia.Le abilità del Guerriero si assommano a quelle dell’archetipo del  Martire che si sacrifica per gli altri
All’inizio il guerriero uccide gli altri per proteggere se stesso. Compito del Guerriero è affermarsi ,aver fiducia, coraggio e rispetto.Abbiamo l’energia di questo archetipoquando camminiamo eretti consapevoli del nostro potere personale.
Io ci sono la società mi deve sentire e vedere.
Al negativo (l’ombra del guerriero) è solo rabbia e violenza

Martire essere generosi      aiutare agli altri   
Il Guerriero attinge all’archetipo del Martire quando sceglie di rinunciare a qualcosa per il bene di qualcun altro e perché per “essere nel mondo” qualche sacrificio è necessario.Si prende cura degli altri, si sacrifica, si impone delle privazioni, lavora per amore degli altri.Amore, ma anche sofferenza.Spesso la parola “martirio” suscita diffidenza. Ciò è dovuto a un sano disgusto per la sofferenza e perché in qualche modo valutiamo negativamente gli pseudo-sacrifici attuati da persone che non hanno realizzato la dignità del Guerriero.

Amante
L’archetipo governa tutti i tipi di relazioni affettive ( amore per i genitori,amicizia.relazioni).Ci aiuta a dare all’altro,a entrare in intimità,ad impegnarci in una relazione ma porta anche sofferenza per la separazione o quando una storia finisce

Viandante trova chi sei       la vita è una avventura
Questo archetipo ci invita al viaggio,alla ricerca.Puo’ essere un viaggio al’estero o dentro di sè o un percorso spirituale. Alcune impersonificazioni di questo archetipi sono il cow-boy,l’esploratore ,il viaggiatore on the road in cerca delle proprie “radici” o<chi si dedica a scoperte scientifiche,filosofiche,chi parte per un viaggio spirituale in India..o si mette al di fuori delle convenzioni.
È la figura dell’outsider,anticonformista,ribelle.
Questo archetipo si attiva quando ci si sente in gabbia,quando vogliamo cambiare.
La storia di Alice che attraversa lo specchio è una favola che parla di questo archetipo.
Il confronto con lo specchio esprime la preoccupazione del proprio aspetto e del piacere agli altri.Spesso ostacoliamo questo archetipo quando  per un  senso di colpa o per paura della solitudine rinunciamo a cambiare un rapporto,un lavoro e preferiamo compiacere gli altri o per quieto vivere rimaniamo in una situazione che ci deprime o non ci dà soddisfazione. Tutto questo blocca il cammino di questo archetipo che ci invita a diventare quello che siamoIl viandante è l’esploratore che parte da solo per il mondo. La vita è un’avventura alla ricerca di sé. La ricerca comincia quando ci sentiamo scontenti. Chi vive l’energia di questo archetipo può essere scomodo per gli altri che accettano di vivere con superficialità

Distruttore
Questo archetipo opera quando dobbiamo disfarci di comportamenti,situazioni che sono controproducenti per noi

Creatore
Questo archetipo porta alla superficie le nostre doti creative,artistiche,i piccoli e grandi cambiamenti nelle varie fasi del ciclo di vita

Mago    trasforma la tua vita   la vita è creare
quando abbiamo raggiunto il nostro equilibrio siamo lucidi,sappiamo trovare una soluzione ai problemi,siamo in pace con noi stessi.

BIBLIOGRAFIA (tutti ediz. Astrolabio)

Pearson, Carol S.  
Eroe dentro di noi
 Risvegliare l ‘eroe dentro di noi

Jean S.Bolen    
Le dee dentro la donna
Gli dei dentro l’uomo

Il saggio non pensa mai di essere arrivato…
Anonimo

La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili.
William Burroughs